“I primi di luglio”, l’estate lenta e oziosa di Eugenio Montale
Tra i poeti che hanno magicamente cantato le meraviglie dell’estate, Eugenio Montale merita un posto di primo piano. Chi non ha bene impressa, solo per fare un esempio, l’estate assolata e deserta descritta in “Meriggiare pallido e assorto”?
“I primi di luglio” è un componimento in cui l’autore guarda alla bella stagione da una prospettiva diversa e, se così si può dire, più pratica, ovvero quella della mente umana che ha bisogno di rigenerarsi attraverso ritmi più lenti e un maggiore riposo. In questi versi Montale ci dà la sua idea di estate: vediamo insieme qual è.