Nell’universo poetico montaliano al femminile, oltre ad Anna degli Uberti, Paola Nicoli, Maria Rosa Solari, Maria Luisa Spaziani, Gertrude Frankl, Dora Markus, Irma Brandeis, Esterina e la moglie Drusilla Tanzi, c’è anche Liuba, la protagonista del componimento A Liuba che parte, che diventa emblema della capacità umana di resistere al male e di aggrapparsi alla vita, continuando a difendere i propri valori e ideali.
La lirica appartiene alla prima sezione de Le occasioni, formata da sedici componimenti che si interrogano sulla precarietà del desino dell’uomo, il quale, al cospetto dello scorrere del tempo, si scopre in bilico tra la rinuncia a ogni sogno di felicità e il desiderio di solidarietà e di comunione fraterna.
Nel 1938, nel corso delle tragiche persecuzioni razziali, una ragazza ebrea, Liuba Blumenthal, abbandona l’Italia in cerca di una nuova patria. Il poeta la scorge mentre sta salendo su un treno alla stazione di Firenze e rimane colpito dal fatto che la ragazza, tra i bagagli, abbia con sé una gabbia, forse una cappelliera contenente un gatto. È questa l’occasione montaliana che trascende il contingente per denunciare le persecuzioni razziali e il dramma di tanti esuli. Il pensiero corre a Dora Markus, dell’omonima poesia collocata nella stessa sezione della raccolta, nella quale si rispecchia il destino di un’intera generazione.
“A Liuba che parte”: testo della poesia
Non il grillo ma il gatto
del focolare
or ti consiglia, splendido
lare della dispersa tua famiglia.La casa che tu rechi
con te ravvolta, gabbia o cappelliera?
sovrasta i ciechi tempi come il flutto
arca leggera - e basta al tuo riscatto.
Il componimento è composto da due quartine di versi liberi.
“A Liuba che parte”: commento della poesia
Nell’incipit colloquiale della prima quartina, rivolto a Liuba in partenza, campeggia il genius loci di un gatto, perché a proteggere il suo viaggio come una benevola guida verso la salvezza - o l’ignoto - non c’è un grillo (da sempre emblema di saggezza) ma un gatto dalla bellezza impassibile, elegante nei movimenti, dal pelo lucente. Ma cosa c’entra il grillo con la gabbia? La gabbietta (v. 6) del grillo si vende ancora oggi al parco delle Cascine, a Firenze, in occasione della Festa del grillo, il giorno dell’Ascensione. Secondo la tradizione popolare la gabbietta con il grillo canterino è un portafortuna che protegge il focolare.
Nella seconda quartina l’attenzione si sposta dall’animale al correlativo oggettivo della sua "dimora da viaggio". Infatti, la custodia che la ragazza porta con sé tenendola gelosamente non sarà sopraffatta dagli eventi, ma come un’arca leggera riuscirà a galleggiare sui flutti dell’esistenza. La cura, con cui la donna rimane fedele alle proprie memorie, è testimoniata dalla parola "casa", che richiama la casa della sua famiglia diasporica. Fa la sua parte in questa direzione anche il verbo "riavvolgere" per l’attenzione, la diligenza richiesta dall’azione indicata.
Ad accentuare il valore che la custodia riveste per la giovane, il poeta con una similitudine paragona la casa a un’arca e allude all’arca che salvò Noé dal diluvio. In questo modo viene ribadita la convinzione che soltanto la fedeltà al passato consente all’uomo di salvarsi dalla furia distruttrice della storia e dall’erosione che opera sugli affetti e sulle memorie.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “A Liuba che parte”, la poesia di Eugenio Montale sulla resistenza alla furia distruttrice della storia
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