Gesù invita Zaccheo a scendere dall’albero di sicomoro - mosaico della Basilica di San Marco.
La ricerca di Dio è al centro del breve componimento di Eugenio Montale (1896-1981) dal titolo Come Zaccheo, contenuto nel Diario del ’71 e del ’72. Per quanto ha potuto infatti - è questo il contenuto della poesia -, Montale non ha mai smesso di tendere all’Assoluto, anche se non è riuscito ad arrampicarsi metaforicamente sul sicomoro, una pianta ad alto fusto fra le più comuni in Medio Oriente, come fece Zaccheo, il personaggio del Nuovo Testamento spinto alla conversione dall’incontro con Gesù mentre questi entrava a Gerico nel suo cammino verso Gerusalemme.
“Come Zaccheo”: testo della poesia
Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro
per vedere il Signore se mai passi.
Ahimè, non sono un rampicante ed anche
stando in punta di piedi non l’ho mai visto.
Metrica: quartina di endecasillabi
“Come Zaccheo”: significato della poesia
Conoscete la storia di Zaccheo?
È il protagonista di un episodio della vita di Gesù Cristo, narrato in Luca, XIX,1-10. Era capo-pubblicano (ἀρχιτελώνης), cioè incaricato della raccolta delle imposte di tutto un distretto, certamente quello di Gerico dove avvenne l’episodio. Desiderando egli vedere Gesù, e non potendo a motivo della folla e della sua bassa statura, sali su un albero di sicomoro; colà fu scorto da Gesù, che accettò l’ospitalità in casa di lui; in tale occasione Z. distribuì la metà delle sue ricchezze ai poveri e risarcì al quadruplo le persone da lui defraudate. Al contrario la folla rimase sgraditamente sorpresa che Gesù avesse accettato ospitalità da lui, essendo i pubblicani odiatissimi dal popolo a motivo del loro mestiere.
(Treccani)
Inserita nella raccolta Diario del ’71 e del ‘72, la poesia epigrammatica Come Zaccheo testimonia l’inversione di rotta sia dopo il silenzio poetico durato dal 1954 al 1964, sia dopo la svolta inaugurata con Satura.
Lo stile alto e raffinato cede il passo a quello prosastico e diaristico dalla punteggiatura minimalista o assente, fermo restando un agnosticismo problematico “percorso da tentazioni continue d’un soprannaturale subito corroso dallo scetticismo di fondo” (Romano Luperini).
Se siete interessati alla religiosità di Eugenio Montale, riportiamo la posizione del critico Cesare Cavalleri che dà per certa la conversione del poeta negli ultimi anni di vita quando abitava in via Bigli a Milano. Lo sostiene, seppure un po’ di sfuggita, nella prefazione del saggio Le occasioni del Diario Postumo. Tredici anni di amicizia con Eugenio Montale (Ares, 2012) di Annalisa Cima, l’ultima musa del premio Nobel. Una posizione, la sua, tuttora piuttosto controversa.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Come Zaccheo” di Eugenio Montale: la poesia che svela l’inquietudine spirituale del poeta
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