Anno nuovo, libri nuovi... o libri vecchi che diventano di pubblico dominio per la scadenza dei termini di copyright.
Lo scoccare del 2025 per molti celebri autori del Novecento significa che le loro opere diventeranno di pubblico dominio. Qualche esempio?
Nel 2024 ricorrono i settant’anni dalla morte di Colette, del drammaturgo spagnolo Jacinto Benavente, del pittore Henri Matisse, dello scrittore e giornalista svedese Stig Dagerman, dello scrittore inglese Francis Brett Young e dell’artista messicana Frida Kahlo, in Europa dunque le loro opere saranno libere da copyright.
Molti classici diventeranno così di pubblico dominio e sarà possibile leggerli gratuitamente; ma non solo, potremo presto vederli di nuovo pubblicati con nuove copertine e traduzioni, oppure trasformati in sceneggiati per la tv, film e spettacoli teatrali.
Tra i personaggi - frutto di opere d’ingegno - più attesi di quest’anno c’è però l’indimenticabile Mickey Mouse, il nostro Topolino, per cui negli USA scadono i diritti sul primo cartone animato Steambot Willie, del 1928, in cui si vede la celebre scena in bianco e nero in cui Topolino fischietta al timone di un battello. il topo più famoso dei cartoon è libero, ma non troppo. La Disney tuttavia mantiene i diritti sulle riproduzioni moderne di Topolino e ha già sottolineato che Mickey Mouse continuerà ad essere l’ambasciatore globale del brand. A essere libera dai diritti sarà dunque la riproduzione in bianco e nero di Topolino del 1927, assieme a lui il personaggio di Minnie e quello di Clarabella che appaiono sempre in Steambot Willie. Speriamo che a Topolino non tocchi la stessa ingrata sorte di Winnie The Poe, che lo scorso anno si è ritrovato protagonista di un film horror dal titolo Winnie-the-Pooh: Blood and Honey...
Cosa vuol dire concretamente la scadenza del copyright? Cerchiamo di capirlo insieme e scopriamo quali saranno i titoli gratis a partire da gennaio 2025.
Cosa succede quando scade il copyright per un libro?
I titoli nominati sopra, così come moltissimi altri, a partire dal 1° gennaio 2025 perderanno le protezioni legali che avevano reso questi capolavori legati ad alcune specifiche case editrici ed eredi con royalties da diritti d’autore e controllo creativo. Le conseguenze? Il mondo dell’editoria verrà profondamente scosso poiché la scadenza dei diritti d’autore significa, tra le altre cose, che tutti quanti potranno creare nuove opere basate su questi classici senza il rischio di trovarsi inceppati in lunghe battaglie legali per la violazione del diritto di copyright.
Ciò che accade dal primo gennaio: a mano a mano, all’inizio di ogni anno un nuovo gruppo di classici diventerà parte di quello che viene considerato il patrimonio culturale comune.
Nel giro di pochi anni, quindi, le opere di autori considerati classici potranno essere riprodotte, stampate, rese audiolibro, digitalizzate su Amazon, riprodotte a teatro o al cinema e addirittura modificate a proprio piacimento.
Dopo quanti anni scade il copyright di un’opera letteraria?
In Europa la scadenza del copyright si calcola a 70 anni dalla morte dell’autore. Secondo la Direttiva 2006/116/CE, i diritti patrimoniali durano fino al 31 dicembre del 70° anno successivo alla morte dell’autore: l’opera entra quindi nel pubblico dominio il 1° gennaio seguente.
Negli USA, invece, il calcolo è diverso e dipende da quando l’opera è stata realizzata e pubblicata:
- per le opere create dal 1° gennaio 1978 in poi vale una regola simile a quella europea: 70 anni dalla morte dell’autore. Fanno eccezione le opere su commissione, anonime o pseudonime, protette per 95 anni dalla pubblicazione o 120 dalla creazione, se scade prima;
- per le opere pubblicate fino al 1977, invece, il punto di riferimento è la data di pubblicazione (e non quella di morte dell’autore) e la durata della tutela è di 95 anni.
Per queste opere più vecchie, però, i 95 anni valgono solo se sono stati rispettati i requisiti formali previsti all’epoca dalla legge statunitense. L’opera doveva essere pubblicata con un regolare avviso di copyright (copyright notice). Inoltre, per le opere pubblicate tra il 1923 e il 1963, il copyright doveva essere rinnovato presso il Copyright Office allo scadere del primo termine di 28 anni: in caso contrario, l’opera cadeva subito nel pubblico dominio.
Queste formalità riguardano però soprattutto le opere americane. Con l’Uruguay Round Agreements Act (URAA), in vigore dal 1° gennaio 1996, gli Stati Uniti hanno infatti ripristinato il copyright delle opere straniere cadute nel pubblico dominio statunitense per il mancato rispetto di questi requisiti, purché all’epoca fossero ancora protette nel loro paese d’origine.
Fino al 1998 la tutela delle opere pubblicate prima del 1978 era di 75 anni. Quell’anno è stata prorogata di altri venti con il Sonny Bono Copyright Term Extension Act, noto come "Mickey Mouse Protection Act" perché spinto in parte dalla lobby Disney per mantenere i diritti su "Steamboat Willie", il primo film di Topolino, uscito nel 1928. Senza la proroga il film sarebbe diventato libero nel 2004; invece è rimasto protetto fino al 31 dicembre 2023 ed è entrato nel pubblico dominio il 1° gennaio 2024. Con questa legge le opere pubblicate tra il 1923 e il 1977 sono passate da 75 a 95 anni di tutela dalla pubblicazione, sempre a condizione che fossero stati rispettati i requisiti di avviso e rinnovo.
Ai sensi del 17 U.S.C. § 305, tutti i termini di copyright corrono fino al 31 dicembre dell’anno in cui dovrebbero scadere. Per questo ogni 1° gennaio entrano nel pubblico dominio statunitense le opere pubblicate 95 anni prima: nel 2026, ad esempio, quelle del 1930.
In Cina e in Nuova Zelanda il copyright ha un termine ancora diverso: si estende per 50 anni dalla morte dell’autore. La Nuova Zelanda però dovrà passare a 70 anni in base all’accordo di libero scambio con il Regno Unito. Il Canada, che applicava anch’esso i 50 anni, è passato a 70 anni dalla morte dell’autore dal 30 dicembre 2022, senza effetto retroattivo sulle opere già entrate nel pubblico dominio.
Cosa succede se la scadenza è diversa negli Stati Uniti e in Europa?
Prendiamo l’esempio di Il giovane Holden di J.D. Salinger. Il libro è stato pubblicato il 16 luglio 1951 negli USA e quindi il copyright scadrebbe il 1° gennaio 2047 negli Stati Uniti, trascorsi 95 anni dalla data di pubblicazione. L’autore è morto il 27 gennaio 2010, il che significa che in Europa le sue opere (Il giovane Holden compreso) uscirebbero dal copyright soltanto nel 2081, a 70 anni dalla morte dell’autore. Quale data viene quindi tenuta in considerazione?
La Convenzione di Berna consente, e le direttive europee impongono, la regola del termine più breve per le opere provenienti da paesi extra-UE di autori non cittadini dell’Unione. Questa regola stabilisce che un paese europeo non protegge un’opera straniera più a lungo di quanto faccia il suo paese d’origine.
Di conseguenza, per un’opera pubblicata negli USA nel 1951:
- Se l’autore è morto prima del 1976, l’opera scade prima in Europa (vita + 70 anni).
- Se l’autore è morto dopo il 1976, come nel caso reale di Salinger, l’opera in Europa dovrebbe teoricamente durare di più, ma si applica il limite USA: l’opera scadrà quindi effettivamente il 1° gennaio 2047 anche in Europa.
Attenzione, perché questa regola non vale al contrario: quando hanno aderito alla Convenzione di Berna, nel 1989, gli Stati Uniti hanno scelto esplicitamente di non includere la regola del termine più breve all’interno del proprio codice sul copyright (Title 17). Gli USA applicano quindi sempre la propria legge, anche alle opere straniere: un libro pubblicato tra il 1927 e il 1977 resta protetto negli Stati Uniti per 95 anni dalla pubblicazione, anche se nel paese d’origine è già entrato nel pubblico dominio. Un esempio? Virginia Woolf è deceduta nel 1941, di conseguenza le opere pubblicate in vita sono entrate collettivamente nel pubblico dominio nel Regno Unito e in Europa il 1° gennaio 2012, ma non negli USA, dove i libri della Woolf sono entrati nel pubblico dominio in modo scaglionato, anno dopo anno, seguendo i 95 anni dalla pubblicazione:
- Mrs Dalloway (pubblicato nel 1925) è entrato nel pubblico dominio statunitense nel 2021.
- Al faro (To the Lighthouse, pubblicato nel 1927) è entrato nel pubblico dominio statunitense nel 2023.
- Orlando (pubblicato nel 1928) è entrato nel pubblico dominio statunitense nel 2024.
- Una stanza tutta per sé (A Room of One’s Own, pubblicato nel 1929) è entrato nel pubblico dominio statunitense nel 2025.
Attenzione al copyright delle traduzioni
Se un’opera in lingua originale diventa di pubblico dominio e quindi liberamente utilizzabile, ristampabile e traducibile da chiunque senza pagare diritti, lo stesso non vale per sue traduzioni già pubblicate. In questo caso il copyright della specifica traduzione scade 70 anni dopo la morte del traduttore. Le storiche traduzioni di Cesare Pavese (come quella di David Copperfield, sebbene quest’ultimo sia di Dickens), di Fernanda Pivano o di altri traduttori del Novecento seguono la data di morte del rispettivo traduttore e non dell’autore originale del libro.
I libri fuori diritti a partire dal 2025
Quali libri troveremo fuori diritti in Europa nel 2025? Le opere di Colette, Stig Dagerman, gli scritti sull’arte di Matisse, le lettere e i diari di Frida Kahlo, e molti altri, che hanno superato i settant’anni dalla morte degli autori.
Numerosi autori, a settant’anni dalla morte, vedranno le loro opere fuori diritti: tra questi troviamo la scrittrice francese Colette, scomparsa a Parigi il 3 agosto 1954, il drammaturgo spagnolo Jacinto Benavente, morto a Madrid il 14 luglio 1954, e le opere di Frida Kahlo, la grande pittrice messicana scomparsa il 13 luglio 1954 dopo una vita tormentata ma dall’alto valore artistico e umano. Dunque le case editrici potrebbero puntare sulle loro opere per un’eventuale ripubblicazione nel 2025; di seguito riportiamo la lista completa.
- Le opere della scrittrice francese Colette
- Le opere dello scrittore britannico Francis Brett Young
- L’opera del drammaturgo spagnolo Jacinto Benavente
- I diari e le lettere della pittrice messicana Frida Kahlo
- Le opere pittoriche e gli scritti sull’arte di Henri Matisse
- Le opere dello scrittore svedese Stig Dagerman
- Le opere del poeta gallese Dylan Thomas
- In USA tra i personaggi frutto d’ingegno - nati quindi da opere di film e fumetti - troviamo invece Mickey Mouse e Minnie Mouse, i protagonisti del primo cortometraggio di Topolino.
I libri fuori diritti a partire dal 2024
Nei paesi anglossassoni vale sempre la regola dei 95 anni dalla prima pubblicazione dell’opera: troveremo quindi fuori diritti grandi classici del Novecento come Orlando di Virginia Woolf, L’amante di Lady Chatterley di D.H. Lawrence e L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht, tutti pubblicati nel 1928.
I libri fuori diritti dal 1° gennaio 2023
Ecco quali sono i titoli liberi da copyright a partire dal 2023 e che quindi potremo presto vedere di nuovo in libreria o ascoltare in formato audiolibro, trasformate in canzoni oppure riproposte al cinema e a teatro in nuovi adattamenti.
Nei paesi anglossassoni vale sempre la regola dei 95 anni dalla prima pubblicazione dell’opera: troviamo quindi fuori diritti libri celebri pubblicati nel 1927, come To the lighthouse di Virginia Woolf e Le avventure di Sherlock Holmes.
- Le opere di Benedetto Croce
- Le poesie di Paul Éluard
- Le opere del premio Nobel norvegese Knut Hamsun
- I ragazzi della via Pal e tutte le opere dello scrittore ungherese Ferenc Molnár
- Le opere del pittore e scrittore Alberto Savinio
- Le opere di Maria Montessori
- Nei paesi anglosassoni diventano di pubblico dominio le poesie di Ezra Pound
- Il lupo della steppa (Steppenwolf, Ndr) di Hermann Hesse
- Gita al faro (To the Lighthouse, Ndr) di Virginia Woolf
- Uomini senza donne (Men without women, Ndr) di Ernest Hemingway
- Amerika di Franz Kafka
- Zanzare (Mosquitoes, Ndr) diWilliam Faulkner
- The Gangs of New York di Herbert Asbury
- Poirot e i quattro di Agatha Christie
- The daughter of time di Josephine Tey
- Nei paesi anglosassoni scadono i diritti sulle ultime opere dedicate a Sherlock Holmes: L’avventura dell’inquilina velata e L’avventura di Shoscombe Old Place di Arthur Conan Doyle
- L’avvenire di un’illusione di Sigmund Freud
- Essere e tempo (Being and time, Ndr) di Martin Heiddeger
- Pomes Penyeach i poemetti di James Joyce
I libri fuori diritti dal 1° gennaio 2022
Tra i titoli liberi dal copyright a partire dal 2022 che abbiamo visto di nuovo pubblicati, ristampati con nuove copertine o in nuove traduzioni in Italia e all’estero, troviamo:
- Le opere dello scrittore francese André Gide
- Le poesie dell’autore indiano Abanindranath Tagore
- Winnie the Pooh di A. A. Milne’s;
- Le opere del filosofo Ludwig Wittgenstein;
- Le opere dell’autore giapponese Miyamoto Yuriko;
- Le opere della poetessa americana Stevie Smith;
- L’omicidio di Roger Ackroyd di Agatha Christie;
- Anche il sole sorge di Ernest Hemingway;
- La paga dei soldati di William Faulkner;
- Il castello di Franz Kafka;
- Un uomo è un uomo di Bertolt Brecht;
- Il serpente piumato di D.H. Lawrence;
- Mary di Vladimir Nabokov;
- I sette pilastri della saggezza di Thomas Edward Lawrence;
- Estrangement di William Butler Yeats;
- The Land of Mist di Arthur Conan Doyle;
- Enough rope di Dorothy Parker;
- The Land di Vita Sackwille West;
I libri fuori diritti dal 1° gennaio 2021
Tra i titoli più importanti i cui diritti sono nuovamente disponibili in Italia e nel mondo a partire dal 2021, ricordiamo:
- Le opere di Cesare Pavese, tra cui: La luna e i falò, La casa in collina, Il mestiere di vivere, Dialoghi con Leucò
- Le opere di George Orwell, tra cui 1984 e La fattoria degli animali
- Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
- Manhattan Transfer di John Dos Passos
- Foglie secche di Aldous Huxley
- Il velo dipinto di W. Somerset Maugham
- Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters
- The Cave Girl e The Bandit of Hell’s Bend di Edgar Rice Burroughs
- The Making of Americans: Being an History of a Famil’s Progress di Gertrude Stein
- Il dottor Arrowsmith di Sinclair Lewis
- Le opere di Trilussa
- Le opere di Francesco Jovine
- Le opere di Karin Michaëlis
I libri fuori diritti dal 1° gennaio 2020
Con lo scoccare della mezzanotte del 1° gennaio 2020 molti libri sono diventanti di pubblico dominio, perdendo dunque la protezione legale e diventando testi addirittura modificabili.
Per gli Stati Uniti diventeranno pubbliche le seguenti opere:
- L’uomo vestito di marrone di Agatha Christie;
- Passaggio in India di E. M. Forster
- L’autobiografia di Mark Twain
- Il sogno di H.G. Wells;
- I ratti nei muri di H. P. Lovecraft;
- Venti poesie d’amore e una canzone disperata di Pablo Neruda
In base alle leggi italiane sul copyright i volumi pubblicati nel 1949 diventeranno di pubblico dominio. Avremo quindi a disposizione le opere di Margaret Mitchell, autrice di Via col vento, del poeta indiano Sarojini Naidu, dello scrittore Maurice Maeterlinck e del figlio di Thomas Mann, Klaus Mann.
I libri fuori diritti dal 1° gennaio 2019
A partire dal 1° dicembre del 2019 Google Books ha fatto uscire opere che già da tempo aveva cominciato a digitalizzare, uscite nel 1923, come Un Figlio al Fronte di Edith Wharton o Tarzan e il Leone d’Oro di Edgar Rice Burroughs più i titoli di scrittori come Rudyard Kipling, P.G. Woodhouse, Willa Cather e moltissimi altri per un totale di oltre 130 mila opere che, nel solo 1923, vennero registrate per il copyright. Un altro celebre titolo che è stato liberato dal copyright nel 2019 è Il Grande Romanzo Americano di William Carlos Williams.
Ecco la lista dei libri liberi da copyright a partire dal 1° gennaio 2019:
- Il Pellegrino di Charlie Chaplin;
- I Dieci Comandamenti di Cecil B. DeMille;
- Un Figlio al fronte di Edith Wharton;
- Tarzan e il Leone d’Oro di Edgar Rice Burroughs;
- Il Grande Romanzo Americano di William Carlos Williams;
- Aiuto, Poirot di Agatha Christie;
- Peter Wimsey e il cadavere sconosciuto di Dorothy L. Sayers;
- Il profeta di Khalil Gibran
- La stanza di Jacob di Virginia Woolf
- The Inimitable Jeeves e Leave it to Psmith di P.G. Wodehouse
- Emily della Luna Nuova di L.M. Montgomery
- New Hampshire di Robert Frost
- Kangaroo di D.H. Lawrence
- Passo di danza di Aldous Huxley
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Scade il copyright, ecco i grandi capolavori del Novecento di pubblico dominio dal 2025
ciao, una domanda... di questi libri non vi è più copiright nemmeno per quanto rigurada la traduzione in italiano? esiste una lista esaustiva di libri sicuramente non coperti dal diritto d’autore, sia in lingua originale che tradotti o un modo per capire se è possibile utilizzarli, ad esempio per un audiolibro o una lettura pubblica?
Una domanda: Ludwig Wittgenstein è morto il 29 aprile del 1951. Questo significa che le sue opere saranno libere dai diritti d’autore dal 29 aprile del 2021, o dal 1 gennaio del 2022? Grazie.
Salve,
vorremmo fare una lettura integrale di alcuni libri sia dal vivo che sul web (siamo un’associazione senza fini di lucro).
Vorremmo chiedere quali sono le regole da osservare, cioè se la scadenza del copyright è dettata dall’anno della morte dell’autore o se è relativa anche ai termini dell’edizione del libro letto (una ripubblicazione).
Grazie
Stefania