“Sparire” di Denise Desautels: intervista alla traduttrice Maura Baldini
Oggi proponiamo l’intervista a Maura Baldini, che ha curato e tradotto la silloge di poesie “Sparire” di Denise Desautels.
“Sparire” di Denise Desautels: intervista alla traduttrice Maura Baldini
Oggi proponiamo l’intervista a Maura Baldini, che ha curato e tradotto la silloge di poesie “Sparire” di Denise Desautels.
La “destra divina” di Pasolini: il vero significato della poesia “Saluto e Augurio”
La “destra divina” di Pasolini, espressione usata all’interno del componimento in friulano “Saluto e Augurio”, è comparsa recentemente all’interno di uno slogan politico. Ancora una volta, l’Italia pare non capire e snaturare il pensiero del poeta visionario; occorre dunque ritornare a quei versi, e all’anno-cerniera 1972, per comprendere appieno questi due termini.
La poesia coreana arriva a Pordenonelegge: quattro versi per raccontare il mondo
La poesia coreana contemporanea arriva a Pordenonelegge con Choi Dongho e Kim Kooseul. Un viaggio nella poesia di quattro versi, tra essenzialità, memoria, traduzione e attenzione alla parola, che si concretizza nell’appuntamento di domani, sabato 19 settembre, alle 15.30, alla Libreria della Poesia di Palazzo Gregoris.
“Dopopioggia”, la poesia di Eugenio Montale sull’indecifrabilità della Natura
Nell’anniversario della morte del Nobel, avvenuta il 12 settembre 1981 a Milano, scopriamo insieme “Dopopioggia”, una testimonianza del disinganno dell’ultima produzione montaliana che mette al centro del componimento una Natura dai tratti molto simili a quelli descritti da Leopardi e che, in questi versi, “parla a vanvera”.
“Niente di grave”, la sarcastica poesia di Eugenio Montale sull’assurdità della società moderna
La fragilità della vita, la follia che fin dai primi albori accompagna la storia dell’umanità e il presagio di un’imminente catastrofe che cancelli la modernità con tutte le sue storture sono le tematiche che Eugenio Montale affronta in “Niente di grave”, un componimento contenuto nella raccolta “Satura” del 1971.
Tutto si origina dalla fine dell’estate, un evento naturale che diventa la metafora della decadenza ormai inarrestabile della società contemporanea.
“Settembre”, la poesia di Hermann Hesse sull’arrivo dell’autunno e il valore della vita
Una dolce e composta malinconia sembra essere il tratto distintivo di “Settembre”, una lirica di Herman Hesse sulla fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, quando il paesaggio è ancora rigoglioso ma comincia a mostrare i primi segni di cedimento dovuti all’avvicinarsi dell’inverno. Una vibrante ed efficace metafora dell’esistenza: l’autunno non è solo la stagione di cui la natura sta per ammantarsi, ma anche la fase di vita nella quale si trova o a cui si avvicina l’autore, che da neocinquantenne in crisi percepisce di essere entrato nella piena maturità. Dunque il poeta, che si è appena lasciato l’estate dietro le spalle, si prepara ad affrontare la parte declinante della vita con malinconia ma anche con serena accettazione.
“Sei scomparsa per sempre”, la struggente poesia di Cesare Pavese sull’amore passato
Un amore passato che resta vivo nel cuore, il potere del ricordo e il tempo che inesorabile scorre sulle cose e sull’anima sono i temi che dominano “Sei scomparsa per sempre”, una struggente poesia di Cesare Pavese datata “1-2 Settembre 1928”. Sullo sfondo, l’immancabile paesaggio delle Langhe e gli amati luoghi dell’infanzia.
Analizziamo il componimento e scopriamo qual è il suo significato profondo.
“Come Zaccheo” di Eugenio Montale: la poesia che svela l’inquietudine spirituale del poeta
La ricerca di Dio è al centro del breve componimento di Eugenio Montale “Come Zaccheo”, contenuto nel “Diario del ’71 e del ’72”. Una lirica essenziale e breve, che si rifà alla celebre figura biblica del capo-pubblicano che ospitò Gesù a casa propria.
“Morte di una stagione” di Antonia Pozzi: la poesia sulla fine dell’estate come termine della felicità e dell’esistenza
Composta nella villa di famiglia a Pasturo in Valsassina (Lecco) il 20 Settembre 1937, “Morte di una stagione” è una delle poesie più note e riuscite di Antonia Pozzi, raffinata voce letteraria del Novecento italiano. Protagonista di questi versi straordinariamente malinconici è la fine dell’estate, che diventa la metafora della felicità che si perde e della caducità di ogni esistenza.
“La sentenza” di Anna Achmatova: il dolore di una madre in uno dei periodi più bui della Storia
Durante uno dei periodi più bui della storia russa recente, quello delle purghe staliniane, la poetessa Anna Achmatova scrive il drammatico poemetto “Requiem” (1935-1940), di cui “La sentenza” costituisce la sezione VII.
Sono versi lapidari, essenziali e solenni al tempo stesso, capaci di toccare le corde più intime del lettore, nei quali l’autrice trasfonde tutto il proprio dolore per la condanna a morte del giovane figlio Lev. Nell’affidare alla poesia la sua sofferenza, inoltre, Achmatova si fa interprete e messaggera delle aspirazioni libertarie di un intero popolo.
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