Per trovarsi subito in sintonia con il mese appena entrato e affrontare al meglio i drastici cambiamenti che porterà con sé, non c’è niente di meglio che una poesia a tema. Per bellezza e corresponsione abbiamo scelto Settembre di Hermann Hesse.
Datata 23 Settembre 1927, questo componimento è lo specchio fedele delle emozioni e dei timori dell’autore neo cinquantenne in piena crisi di mezz’età. Hesse sente di aver vissuto l’estate della vita, ovvero la giovinezza, quando tutto sembra possibile e l’esistenza pare percorrere un tempo infinito, e di essere entrato nella maturità, quando le gioie di gioventù sono solo un ricordo e si cominciano ad avvertire i primi segnali della vecchiaia che si avvicina.
La bellissima rappresentazione della natura a tarda estate è, in realtà, un affresco della vita di ognuno di noi: analizziamo approfonditamente il testo.
“Settembre”: testo della poesia
Triste il giardino,
cade la fresca pioggia sui fiori
L’Estate trema
tranquillamente verso la fine.Gocciola una dopo l’altra una foglia d’oro
giù dalla grande acacia.
L’estate sorride con stupore e nostalgia
nel sogno del Giardino morente.S’attarda tra le rose,
Si ferma desiderosa di pace;
Lentamente chiude i suoi [grandi]
occhi pesanti di stanchezza.
“Settembre”: la maturità e la personificazione dell’estate
Attraverso la descrizione di giardini, fiori, alberi e piogge battenti, in Settembre Hermann Hesse parla di noi, delle nostre debolezze più nascoste e dei timori che prima o poi si affacciano nella mente e nel cuore di ciascuno.
Quando scrive la lirica, nel 1927, lo scrittore tedesco ha da poco compiuto cinquant’anni e un secolo fa le persone avevano meno strumenti per affrontare nel modo migliore il naturale processo di invecchiamento che riguarda tutti gli esseri viventi. Dunque la cultura e il talento non mettono al riparo Hesse da una poderosa crisi di mezz’età, oltretutto accentuata da quell’inquietudine che è sempre stata un tratto caratteristico della sua indole intricata e multiforme.
Settembre è un componimento interamente metaforico in cui l’autore comunica e condivide con il pubblico le emozioni di un uomo maturo che si avvia verso l’autunno della propria vita, una fase in cui generalmente non ci si sente più energici e invulnerabili come una volta ma dove, tuttavia, la consapevolezza delle cose dovuta all’esperienza accumulata negli anni e una rassicurante saggezza sostituiscono degnamente la forza, i sogni e l’invincibilità della gioventù. Per esternare in maniera efficace il proprio pensiero e i propri sentimenti, in Settembre Hesse personifica l’estate, la quale diventa una creatura con tratti umani che trema, sorride, s’attarda, fino alla magnifica immagine che chiude la lirica, dove la bella stagione è descritta come un essere vivente che stanco chiude gli occhi e si spegne. Siamo di fronte a una raffigurazione poetica talmente vivida e palpitante da sembrare un dipinto dove a guidare felicemente il pennello è la maestria di Hesse.
In Settembre ogni parola assume una valenza metaforica. L’insieme è di grande armonia ma al tempo stesso infinitamente malinconico. Hesse proietta immediatamente il lettore in un giardino, immagine che apre la lirica, dove la pioggia incessante cade delicatamente sui fiori e sul terreno. Ovunque c’è pace, la stessa che gli umani provano verso la fine dell’ esistenza.
La stanchezza tipica della vita più adulta è simboleggiata dal lungo fiorire delle rose, che continueranno a farlo fino a quando le temperature non diventeranno molto rigide, probabilmente sino a Novembre, alle soglie dell’inverno. Eccola la metafora: l’estate se ne sta nel roseto del giardino ad aspettare la fine. Il giardino rappresenta la vita di ognuno di noi. Fino a quando l’estate impera in tutto il suo splendore ogni cosa appare facile e l’esistenza si veste di colori vivaci, ma quando la stagione sta per terminare e comincia la pioggia, grigiore e lentezza prendono il sopravvento su quanto sta intorno. Il giardino cerca di resistere al freddo e alla pioggia autunnali, che danno il senso della morte, preparandosi al gelo invernale.
Sull’estate che muore si chiude il breve e magnifico viaggio di Hesse nella sua e nella nostra coscienza.
“Settembre” musicata da Richard Strauss
Poesia e musica sono fra le arti umane più grandi e quando si incontrano accade qualcosa di meraviglioso. Ed è così per Settembre di Hesse, che Richard Strauss musica il 20 Settembre 1948 a Montreaux, in Svizzera.
Talento a parte, i due artisti sono uniti anche da una comunione di intenti: proprio come lo scrittore, il musicista è fortemente interessato all’autunno della vita, alla morte che si avvicina e agli orrori della Seconda Guerra Mondiale conclusasi da poco, tutti temi che trasfonde nella sua opera.
In uno dei sempre più frequenti soggiorni svizzeri per sottoporsi a cure termali che possano in qualche maniera curare i problemi di salute sempre più severi, Strauss incontra casualmente in albergo Hesse, di cui apprezza la letteratura, e con lui si confronta sugli argomenti sopra menzionati: Settembre in musica è il felice frutto di tali discussioni, nonché una delle ultime composizioni di Strauss, che muore nel 1949 a 75 anni.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Settembre”, la poesia di Hermann Hesse sull’arrivo dell’autunno e il valore della vita
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