James Joyce a Roma: centoventi anni fa un viaggio complicato ma prolifico
James Joyce, la moglie Nora e il figlio Giorgio arrivano a Roma la sera del 31 luglio 1906: fa caldo e sono stanchi. Le lettere inviate al fratello Stanislaus, così come il saggio di Enrico Terrinoni “Su tutti i vivi e i morti”, raccontano di un viaggio di fortuna e di una permanenza infelice. Eppure, nella capitale italiana, nasce l’idea per un capolavoro.