- Autore: Virginia Woolf
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788893722766
Su e giù per le strade (Graphe.it, 2026, traduzione di Giorgio Podestà) racconta le esperienze personali di Virginia Woolf durante le sue passeggiate per le vie di Londra, il modo in cui lei osserva la città. In questo saggio breve e geniale, scrive nella prefazione al libro la straordinaria Nadia Fusini, Virginia Woolf si presenta come l’abitante di una metropoli; dello spazio e del tempo fa un’avventura dello spirito, della mente e dell’anima. È l’inizio di un nuovo secolo e il flâneur, colui che passeggia senza fretta e senza una meta precisa, si lascia guidare dalla curiosità per osservare la vita. È la figura di un intellettuale resa celebre da Baudelaire, che si perdeva nella folla per cogliere l’anima delle persone, sfuggendo al progresso e all’industrializzazione che avanzava. E l’opposta al femminile è la nostra amata Virginia Woolf, che ha dato vita alla flâneuse, la donna che passeggia per il puro piacere di perdersi tra le strade, privilegio esclusivamente maschile, liberando le donne dalle convenzioni sociali del tempo.
La strada è dunque una specie di libro, leggila
ha scritto Franz Hessel nel suo celebre libro L’arte di andare a passeggio e la Woolf amava passeggiare oziosamente senza meta, abbandonandosi all’ambiente circostante tra le strade di St James’s Street, Piccadilly Circus, Regent’s Park. La quotidianità della scrittrice, il suo lavoro al tavolo nel suo studio, in piena solitudine tra lettere, romanzi, articoli e saggi, veniva interrotta da una smania, una struggente nostalgia che la spingeva a varcare la soglia, uscire. Street haunting è il termine che la Woolf creò per descrivere il moto d’azione della flâneuse. Un atto politico contro le convenzioni dell’epoca che volevano la donna nello spazio domestico e non da sola per le strade, il camminare sovversivo che affermava la propria esistenza, strumento per la propria emancipazione. Virginia incedeva nel mondo ondeggiando, camminando si perdeva nei pensieri, nelle riflessioni, nei ricordi, e seguendo il flusso delle sue emozioni, rivendicava la propria libertà e indipendenza, prendendo confidenza con i vicoli e le strade del suo quartiere, Bloomsbury, ed iniziando così la sua avventura. Guardando le vetrine, le foglie ingiallite cadute a terra dagli alberi nei giardini, i cancelli di ferro, tutti eventi che la città metteva in scena per lei al crepuscolo. Il desiderio di avere una matita sarà l’occasione per uscire di casa e attraversare mezza Londra tra l’ora del tè e quella della cena. Una scusa per poter girovagare con grande piacere nella luminosità dell’inverno, nel suo colore champagne, dell’aria e della gente in cerca di nuove storie.
“L’ora serale ci dona anche quel senso di irresponsabilità che l’oscurità e le luci delle lampade conferiscono. Non siamo più noi stessi. Ci liberiamo dell’io e diventiamo parte della vasta armata repubblichina di girovaghi anonimi, la cui compagnia, dopo la solitudine della nostra stanza, ci appare così gradevole.”
Andando su e giù per le strade portava con sé i vivi e i morti, i fantasmi interiori accettando tra i modi di aprirsi al mondo, quello oscuro: la realtà che si confondeva con il sogno. Come era bella la strada d’inverno? Incontrerà passanti, persone diverse, ricorderà i loro nomi strani, i loro mestieri e i poveri che dovranno cercare una vita tollerabile, tra cui l’ebreo affamato. Indugiava sulla bellezza, la lucentezza luminosa degli autobus, sui fiori esposti nelle vetrine, e lo sguardo si perdeva nello scorgere il Tamigi, tumultuoso e grigio.
Fuggire è il più grande dei piaceri; girovagare per le vie della città d’inverno la più grande delle avventure.
Niente di più assurdo era lasciare la propria stanza, la propria casa custode dei suoi oggetti e dai quali vuole scappare, per andare a comprare una matita! E nel girovagare imbattersi nelle librerie dell’usato, ognuna diversa, le librerie dei libri selvaggi senza fissa dimora: qui, tra contrastanti correnti dell’essere, gettiamo l’ancora. L’emozione della scoperta, di un oggetto, scrive nella postfazione al libro Marco Bosio, che non è solo libro in quanto tale, ma che diventa un veicolo e un pretesto per fermarci e soddisfare una o più curiosità. Su e giù per le strade è un meraviglioso e malinconico saggio nel quale il lettore è accompagnato dall’autrice in una passeggiata insieme, nelle riflessioni sull’identità umana sempre in mutamento e sulla coscienza mai entità immobile, fissa, ma attraversata da un ininterrotto flusso di percezioni.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Su e giù per le strade di Londra
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