Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo è un sonetto a tematica amorosa di Guido Guinizzelli che non tratta tanto il sentimento in sé quanto, piuttosto, l’effetto che procura sull’animo dell’amante, che per il poeta toscano è totalmente nefasto.
Il componimento, formalmente accurato ed elegante come è tipico dello stile guinizzelliano, esprime il concetto dell’amore come forza devastante, che ferisce l’uomo togliendogli ogni slancio vitale, tema che sarà di lì a poco ripreso e portato alle estreme conseguenze da Guido Cavalcanti.
Analizziamo Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo dal punto di vista metrico, stilistico e critico.
“Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo”: testo del sonetto
Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo
che fate quando v’encontro, m’ancide:
Amor m’assale e già non ha reguardo
s’elli face peccato over merzede,ché per mezzo lo cor me lanciò un dardo
ched oltre ’n parte lo taglia e divide;
parlar non posso, ché ’n pene io ardo
sì come quelli che sua morte vede.Per li occhi passa come fa lo trono,
che fer’ per la finestra de la torre
e ciò che dentro trova spezza e fende;remagno como statüa d’ottono,
ove vita né spirto non ricorre,
se non che la figura d’omo rende.
“Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo”: parafrasi del sonetto
Il vostro bel saluto e lo sguardo dolce
Che fate quando vi incontro, mi uccide:
l’amore mi travolge e non si preoccupa
di recarmi danno oppure grazia,perché (quando vi incontro) è come se una freccia mi trafiggesse il cuore
da una parte all’altra, lo tagliasse e lo spezzasse;
non posso parlare, perché soffro come colui che si trova in punto di morte.Mi vieni davanti agli occhi come fa un fulmine,
Che entra dentro la finestra di una torre
E spezza e taglia tutto quello che trova dentro:resto immobile come una statua d’ottone,
dove non si trova più né la vita né l’anima,
se non per il fatto che raffigura l’immagine di un uomo.
“Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo”: metrica e figure retoriche
Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo è un sonetto di endecasillabi disposti secondo lo schema rimico ABAB ABAB CDE CDE. Ancide – merzede – divide - vide (-ide/-ede) ai versi 2-4 e 6-8 è una rima siciliana. Omo, reguardo e trono sono latinismi.
Il sonetto si articola attraverso una struttura complessa e molto studiata: la prima terzina costituisce lo sviluppo dei versi 5 e 6, mentre la seconda terzina, con il paragone della “statua d’ottono” è uno sviluppo del "parlar non posso" del verso 7, così come il verso 13 è uno sviluppo del verso 8.
Queste le principali figure retoriche presenti:
- chiasmo ai versi 1-2 e 7-8; 3-4 e 5-6;
- allitterazione: della L al primo verso, della A nel terzo e della E nel quarto;
- personificazione: di Amore, che prende d’assalto l’uomo rendendolo infine inerte come una statua;
- enjambement: ai versi 1-2, 3-4, 5-6, 7-8, 9-10 e 12-13-14;
- similitudini: “come fa lo trono”(v. 9) e “como statua d’ottono” (v. 12);
- metafore: il paragone fra lo sguardo dell’amata a una freccia (verso 5) e il corpo dell’amante come una torre colpita da un fulmine (versi 9-10).
In linea generale, la presenza di numerose subordinate e l’allitterazione della r conferiscono alla poesia un’asprezza ben lontana dalla dolcezza dello Stilnovo, atta a descrivere nel modo più appropriato la sofferenza fisica e psicologica che deriva dall’amore.
“Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo”: analisi e significato
In Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo, Guinizzelli descrive l’effetto nocivo che lo sguardo e il saluto dell’amata producono sulla sua persona. Nonostante sia ricambiato, infatti, il sentimento gli causa enorme sofferenza, e per spiegarla ricorre all’immagine classica del dio Amore che assale l’uomo e gli procura dolore trapassandogli il cuore con una freccia e rendendolo come una statua, del tutto insensibile e impossibilitato a parlare.
Le terzine sono occupate da una similitudine che rende il tono ancora più drammatico: l’Amore che passa attraverso gli occhi della donna e del poeta raggiunge il cuore dell’uomo e lo annienta, alla stessa maniera di come fa un tuono che colpisce la finestra di una torre distruggendo tutto ciò che trova al suo interno.
L’incipit di Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo introduce il motivo del saluto, che troverà ampio spazio e dettagliata trattazione negli stilnovisti. Per quanto riguarda Guinizzelli, la stessa tematica la si riscontra in Io voglio del ver la mia donna laudare, ma con effetti opposti: mentre in quest’ultima il saluto femminile dona all’uomo salute (nel senso di salvezza), nell’altro, al contrario, lo "uccide".
Qui l’amore, personificato dal dio che scocca dardi, è visto come una forza devastante che con crudeltà ferisce il cuore dell’amante togliendogli ogni forza vitale e svuotandolo della sua essenza umana al punto da renderlo un vuoto simulacro.
Nel sonetto, tuttavia, accanto all’interiorizzazione del sentimento compare anche la realtà esterna (a differenza di quanto accade in Cavalcanti): le similitudini con il fulmine che colpisce la torre e con la statua d’ottone a rappresentazione dello stato in cui l’amore può ridurre spostano il discorso da un piano strettamente intimistico a un contesto più ampio.
In generale, la visione dell’amore e della donna espressa da Guinizzelli in Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo si inserisce pienamente nella mentalità medievale che rifugge da qualsiasi forma di carnalità e sensualità per concentrarsi sul solo aspetto spirituale dei sentimenti; il senso della vita e dell’amore che la governa esiste solo se depurato da ogni sovrastruttura materiale e terrena.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Lo vostro bel saluto e ’l gentil sguardo”: la poesia di Guido Guinizzelli sugli effetti devastanti dell’amore
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