Deborah Fiordemondo ha iniziato a lavorare come biologa nel 2006, ma solo nel 2011 sceglie di dedicarsi alla nutrizione. Il suo libro, Fotogrammi in grammi, è edito dalla casa editrice Pegasus Edition e nasce per raccontare storie di vita vissute in relazione al cibo, storie di donne che imparano a chiedere aiuto, storie di rinascita e di profonda crescita personale.
Un testo adatto non solo ai lettori che affrontano un percorso nutrizionale, ma una storia romanzata adatta a chiunque vuole affiancare la protagonista nella sua presa di coscienza. Michela e le sue figlie sono il focus del testo: una donna in lotta col suo corpo che, piano piano, grazie al sostegno professionale prende consapevolezza di quanto potere ha per trasformarsi dentro e fuori.
Conosciamo meglio il libro Fotogrammi in grammi grazie a qualche domanda posta alla sua autrice.
- Come è nato Fotogrammi in grammi?
In realtà è il risultato di ciò che in questi anni di lavoro mi ha arricchita come persona. Racconto, infatti, quello che col tempo è divenuta una vera e propria scoperta per me; c’è un mondo dietro ogni paziente e bastano un po’ di attenzione e cura per notarlo.
Quando entra qualcuno nel mio studio osservo ogni dettaglio e so che dietro ogni atteggiamento c’è un significato recondito: passo in rassegna i gesti, gli abiti, i sospiri, il modo di toccarsi il naso o i capelli, persino il tono della voce, se ha tic nervosi e poi la postura quando si siede di fronte a me. C’è realmente una connessione tra tutti questi e altri particolari; è proprio tale analisi che mi ha portato, con il tempo, a immaginare la vita dei pazienti fuori dallo studio e la correlazione che lega il loro modo di comportarsi e il loro rapporto con il cibo.
Sono stati i racconti non detti a tessere la trama del mio libro: le storie inespresse dei miei pazienti che, però, trapelavano dai loro occhi. Piccoli fotogrammi che si sono intersecati tra di loro e sono stati lo spunto per romanzare le vite dei protagonisti del testo.
- Qual è il messaggio del tuo libro?
Vorrei che arrivasse il concetto che chiedere aiuto nei momenti di difficoltà è un’azione sana e necessaria e il supporto che si riceve da un professionista può essere fondamentale, soprattutto quando ci si rivolge a qualcuno competente che lavora con dedizione.
- Parlaci delle protagoniste di "Fotogrammi in grammi".
Il filo conduttore è la storia di Michela e le sue figlie. Michela è una donna gravemente obesa che, grazie a una delle figlie, riesce a prendere la decisione di farsi aiutare. Queste donne affronteranno alcuni ostacoli, ma incontreranno nel loro percorso sempre un supporto. Sono persone che, dopo una debolezza iniziale, prendono forza dalle mani tese che le sostengono. Donne che evolvono, cambiano, si trasformano, quasi come farfalle, fino a spiccare il volo verso la vita vera.
- Quanta "fame" d’amore c’è nella protagonista? Quali sono le emozioni legate al cibo?
Michela è una donna insicura, si porta dietro un grande senso di colpa che l’ha condizionata nel suo percorso di vita portandola a colmare il suo dolore con il cibo. Il vuoto interiore che va riempito con gli alimenti per confortarsi è un sentimento comune e trova largo spazio in Fotogrammi in grammi.
- Per la rinascita della protagonista quant’è importante chiedere aiuto?
Il supporto che la protagonista del libro, Michela, trova nella nutrizionista è importantissimo tanto quanto quello che scopre in una delle sue figlie. L’ascolto e il supporto della dottoressa si trasformano sempre più in salvezza. In un crescendo di sentimenti la nutrizionista diventerà ogni giorno maggiormente disponibile ed empatica.
Il libro mette l’accento anche sull’intenzione, però, di chi si segue un percorso nutrizionale: bisogna impegnarsi, essere costanti e scegliersi ogni giorno. Ed è questo il cambiamento più radicale: la protagonista deciderà di volersi bene, rimettendosi al centro della propria vita.
- Perché hai scelto il titolo “Fotogrammi in grammi”?
Ho scelto questo titolo perché sono piccoli racconti rubati alla vita; in grammi perché sono emozioni misurate, essenziali, senza sprechi.
- Ti sei ispirata a una tua paziente in particolare o a un personaggio di fantasia?
Sono tutti personaggi reali, ma ovviamente per privacy ho dovuto cambiare loro sesso, nome, età... sono sicura, però, che molti si riconosceranno tra le righe.
- In che modo questo libro può supportare una persona che affronta un percorso alimentare?
Nell’avere più fiducia in un professionista e nelle persone che ci circondano. Non sempre la vita è come la immaginiamo, ma arrendersi non aiuta a modificarla.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista a Deborah Fiordemondo, autrice di “Fotogrammi in grammi”
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