- Autore: Alba de Céspedes
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Cliquot
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788899729714
Alba de Céspedes è stata una grande scrittrice non molto conosciuta negli anni passati, ma ora di nuovo in auge per nuove ripubblicazioni da diversi editori. Invito a pranzo è il titolo di questi racconti (Cliquot edizioni, 2024, prefazione di Nadia Terranova), che sono la prova della maturità autoriale acquisita.
È sempre stata uno spirito libero; durante la Resistenza, lavorò in una radio dalla città di Bari. Chi scrive, lesse qualcosa della de Céspedes, ma c’erano pregiudizi molto forti. Era una scrittrice per donne e tanto basta; gli uomini non potevano essere rappresentati solo di sfondo e mai come personaggi secondari.
In realtà, le donne sulla carta non erano sempre brillanti e vincenti, tutt’altro. In questi racconti ci sono storie di domestiche, di cuoche negli ambienti altoborghesi, e spesso prevalgono nella trama. Addirittura signore che prendevano un aperitivo leggendo, che avevano nostalgia di cameriere licenziate. Alba de Céspedes capì che una donna che scriveva, o faceva lavori artistici ma pure eventi di cinema e libri, era sola perché i mariti, i fidanzati o gli amanti non le prendevano sul serio. Inutile parlare con maschi realizzati ma assolutamente incapaci di fare progetti di famiglia, di prendersi cura di bambini o della gestione della casa. Era meglio confidarsi con una cameriera, necessaria perché il party sarebbe finito in malora, e l’autrice aveva molto rispetto del lavoro degli altri.
In Invito a pranzo, il racconto che dà il titolo alla raccolta, una coppia sposata organizza un invito spendendo molto, perché era tornato in Italia il fratello del marito, che si portava dietro un soldato americano. Questo giovane uomo americano continuava a stuzzicare la coppia, come se fossero stati loro a volere Benito Mussolini come "condottiero" tra le braccia di Hitler. La donna, che non è nemmeno contenta che sia arrivato il cognato ma è rasserenata in qualche modo, non vede l’ora di chiudere quella serata. La sua vita di coppia è improntata sul rispetto e il decoro del silenzio; la donna ha proprio disgusto di questo americano saccente, con le sue piccole verità sul popolo italiano. Anche il marito sembra esasperato, ma quando si allontana li sente chiacchierare di serate alcoliche, di donne compiacenti, di notti infuocate dalla passione. Si sente di troppo anche verso il marito e il cognato.
Alba de Céspedes non ha nessuna simpatia né verso i congiunti né nei militari presuntuosi. Si sente vinta da un patriarcato soverchiante. Anche come scrittrice si sente solo tollerata, che con tutti quegli scavi psicologici contraddittori, perché ci dovremmo interessare della sua partecipazione alla Resistenza, col nome finto di "Clorinda"? Perché non allieta le donne con libri di letteratura rosa come Liala, che scrive di aviatori e militari scelti e ambienta le storie sentimentali in case di lusso alto borghesi? La stessa Liala poi si rifiutò di scrivere libri senza anima, che alimentavano il sentimentalismo delle lettrici. La letteratura rosa era solo un modo per non far parlare le donne di "cose serie" ,che avevano capito che la battaglia dei sessi era solo iniziata e si sarebbe trascinata per anni. Alba de Céspedes era sempre in prima linea, fin dagli esordi narrativi, con la sua scrittura moderna, efficace, spesso ironica.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Invito a pranzo
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