Il padre della pioggia di Lily King (Fazi, 2026, trad. di Manuela Francescon) è la storia sincera ma dolorosa del tumultuoso rapporto tra una figlia e un padre dopo il divorzio dalla moglie; una vicenda narrata in tre fasi della vita della ragazza.
L’intera storia, divisa in tre parti, ha inizio quando la protagonista Daley ha solo undici anni: siamo nell’America di Nixon e l’undicenne ragazzina, però, è già travolta da ciò che avviene in casa. Gardiner, suo padre, è alcolizzato, ma in quegli anni molti sono abituati a “bere” e nessuno parla o si preoccupa davvero dell’alcolismo, soprattutto quando la persona che beve non diventa più aggressiva, anzi si fa allegra e ospitale con amici e conoscenti. L’uomo beve soprattutto dal pomeriggio a sera inoltrata, ma ciò è considerato quasi normale nel suo ambiente sociale. In famiglia, però, tutto si complica e gli sbalzi d’umore di Gardiner vanno a minare l’unione matrimoniale. Così, un giorno, la madre se ne va, Daley la segue e i rapporti familiari cambiano radicalmente, anche se la ragazzina rimane comunque una parte importante della vita del padre. Da qui in poi il romanzo esplora il difficile rapporto della protagonista con suo padre e come, nonostante le difficoltà e il desiderio della protagonista di una vita propria, lui riesca in qualche modo a tenerla in suo potere e, a tratti, a mandare a monte i suoi progetti.
Con Daley ancora bambina troviamo un padre pieno di rancore verso la donna che lo ha abbandonato. Cerca subito la presenza di una nuova compagna e la trova anche in virtù della sua più che buona condizione sociale. Non rinuncia però alla sua bambina. Insulta, seppur da lontano, l’ex moglie. Le rivolge titoli disonoranti. L’uomo coinvolge il figlio maggiore e la piccola Daley . Ogni fine settimana trascorsa con lui è, per la giovane protagonista, un’esperienza che la tocca e la turba. La madre, ogni volta che la ragazzina torna a casa, le dice:
Parola mia, Daley Amory, ogni volta che torni da casa di tuo padre ti comporti come una bestia selvatica!
Eppure Daley, nonostante l’amore viscerale che la lega alla mamma, non sa rinunciare a papà. Lui incolpa l’ex moglie del fallimento del matrimonio, l’accusa anche di furto ma poi va al nocciolo della questione. Non vuole perdere la figlia, il simbolo di quell’unione il cui naufragio lui ancora rifiuta. Così si rivolge a Daley:
Tu, però, sei mia. Sei mia, vero?
La seconda parte del romanzo ci mostra una Daley cresciuta che porta già in sé altre dolorose cicatrici. Si è allontanata da Ashing, città di origine, sia per intraprendere gli studi sia per cancellare il troppo vivo ricordo dell’improvvisa morte della madre e il rancore che tuttora lei prova perché il padre non si è nemmeno presentato ai funerali. Daley è una ragazza forte: ha terminato brillantemente gli studi di antropologia e ha costruito una solida storia d’amore con Jonathan, un ragazzo di colore che le cambia la vita. Ora, con lui, ogni giorno è da assaporare, così come viene, senza essere pianificato. La giovane Daley, poco prima di accettare di collaborare a un nuovo progetto all’Università, non aveva pensato di certo al padre di cui poco aveva saputo in quegli ultimi anni. Ed è questo il fulcro centrale del romanzo, quello in cui Gardiner ci appare nuovamente bisognoso d’affetto e di cure così da strappare tempo alla figlia, che è costretta a nuove e pesanti rinunce.
L’alcool la fa da padrone nell’uomo ma anche nella vita della figlia che vorrebbe “salvarlo” da un destino già segnato. Daley mostra una devozione estrema nei confronti del genitore: sotterra quell’ascia di guerra che aveva brandito dalla morte della madre e si dedica a Gardiner nella speranza che la sua presenza e gli incontri con gli Alcolisti Anonimi regalino un futuro che lei, ancora piccola, aveva sognato. Nessuno la capisce, né Jonathan, né gli amici più fidati, ma lei prosegue imperterrita nella sua missione apparentemente impossibile.
A concludere il romanzo c’è una protagonista con una vita diversa da quella sognata anni prima; Daley vive una vita differente ma giustamente più serena, una vita che è riuscita a costruire dopo una situazione insostenibile. Il padre avrà ancora bisogno di lei: nessuno può sostituirla nei momenti critici e Daley lo incontrerà ancora.
Il padre della pioggia è un romanzo coinvolgente e Lily King crea personaggi avvincenti: Gardiner è un uomo detestabile, bisognoso e allo stesso tempo manipolatore. Daley, soprattutto quando è giovane e immatura, vede in lui una persona divertente da cui non riesce a liberarsi perché le subdole abilità di un alcolista le impediscono di allontanarsi da una situazione che nulla ha di buono. Una pagina dopo l’altra seguiamo Daley e la sua famiglia dai primi anni Settanta fino al ventunesimo secolo, durante l’elezione presidenziale di Obama. L’ambientazione si sposta dalla costa orientale a quella occidentale. Osserviamo chi è diventata la protagonista alla fine della storia.
Non c’è una sola nota stonata in questo libro autentico, che trascina il lettore direttamente nel vortice di un rapporto familiare malato e ormai in frantumi. È la suggestiva analisi psicologica di quanto siamo disposti a sacrificare per cercare di salvare e riparare i rapporti che ci sono più cari. Per il contesto narrato, per i personaggi e per l’abilità di una scrittrice come Lily King, questo libro toccherà nel profondo un folto pubblico al quale si consiglia anche di leggere la lettera che, a fine romanzo, l’autrice indirizza ai lettori e alle lettrici italiani.
- Autore: Lily King
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il padre della pioggia
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