Rimembri ancora. Perché amare da grandi le poesie studiate a scuola
- Autore: Paolo Di Paolo
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: il Mulino
- Anno di pubblicazione: 2024
Nel 1979 uscì per i tipi di Ugo Mursia Editore un libro delizioso, L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, un’antologia dei poeti (come recitava il sottotitolo) belli o brutti, imparati a memoria sui banchi di scuola di una volta, a uso o a disuso di padri, madri, figli, nipoti e vecchi maestri, giovani alunni e viceversa. Nella bella prefazione, Carlo Vigorelli ricordava la scuola che non disdegnava di “fare imparare a memoria” le poesie, esercizio che non di rado diventava cibo per lo spirito, perché il verso si trasformava da mero esercizio meccanico in una categoria dell’anima, conformandosi alle diverse personalità degli allievi, cosicché nel tempo, che sembra falciare tutto il passato, riaffiorava a volte inconsciamente sulle loro labbra come qualcosa di prezioso che non era andato perduto: ricordi? Così, diventavano episodi della nostra vita le cantiche della Divina Commedia, Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, il Conte Ugolino e “l’amor che move il Sole e l’altre stelle”. Col proseguire degli studi, ormai imparavamo a memoria, senza che ci fosse chiesto, le poesie che, appena lette, entravano in sintonia con il nostro spirito, e la memoria diventava una facoltà non più meccanica, ripetitiva, bensì naturale perché i versi si imprimevano quasi istantaneamente nella nostra mente: “Ei fu”..., “Forse perché della fatal quiete”..., “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”..., “Silvia, rimembri ancora”..., “L’albero a cui tendevi”..., “I cipressi che a Bolgheri”..., “Paranzelle in alto mare”..., “Nella Torre il silenzio era già alto”... e avanti avanti fino al “Meriggiare pallido e assorto” del nostro grande Montale. Quel libro diventò un libro del comodino, insieme agli altri che si vogliono tenere sempre a portata di mano quando sopraggiunge il desiderio di riaprirli e rileggerli.
Ed ecco che l’anno scorso viene pubblicato il bel libro di Paolo Di Paolo Rimembri ancora. Perché amare da grandi le poesie studiate a scuola (Il Mulino, 2024). Chi scrive si aspettava un’altra antologia di poeti, invece Di Paolo ci racconta la sua storia di studente e di scrittore, di studente che, come il sottoscritto, ha imparato tante poesie a memoria e ora, da adulto e da scrittore, si chiede perché continui ad amarle, che cosa riescano a evocare nella sua esperienza di vita non solo passata ma anche attuale, e ne viene fuori un mosaico affascinante di ricordi e di speranze, di sogni e di sconfitte, in cui la Poesia fa da sfondo alla sua vicenda personale, ma anche alla nostra, perché la vita di ogni uomo cela frammenti anche delle nostre vite.
Alcune delle poesie studiate a scuola ci vengono proposte per una nuova lettura, ma Di Paolo ce ne presenta prima una nuova interpretazione, filtrata attraverso il suo vissuto, perché, come è accaduto a tutti noi, solo dopo la fine dell’età scolastica abbiamo potuto capire meglio tante poesie che prima si erano accumulate semplicemente con le altre. Così, Di Paolo scorge nei Dei Sepolcri un fondo di tenerezza che magari ci era sfuggito, e Carducci gli sembra anticipare addirittura Ray Bradbury (1920-2012) nella figura della nonna Lucia, alta, solenne, vestita di nero, e molto più attuali di quando furono scritti gli risuonano i versi di Ungaretti e di Montale, apparsi sullo sfondo della Grande Guerra. Molto belli sono gli sprazzi dei suoi ricordi del tempo in cui preparava la tesi e aveva in mente di scrivere un romanzo mai pubblicato su Gozzano, cantore de La Signorina Felicita.
Il libro di Di Paolo diventa quello della Poesia che si intreccia con la vita e della vita che trae coraggio e speranza dalla Poesia. Come scrive alla fine:
Qualche volta perfino i libri che scriviamo possono darci l’illusione di tornare studenti, o meglio: di avere ancora la possibilità – così preziosa e sconvolgente, spesso negata alle nostre ripetitive vite adulte – di imparare qualcosa.
Rimembri ancora: Perché amare da grandi le poesie studiate a scuola (Intersezioni)
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Un libro perfetto per...
Un libro per tutti.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Rimembri ancora. Perché amare da grandi le poesie studiate a scuola


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