- Autore: Andrea Molesini
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Sellerio
- Anno di pubblicazione: 2026
Un nuovo bel romanzo dello scrittore veneziano Andrea Molesini è da poco uscito per Sellerio, con il titolo La macina della risacca (2026).
Il ventenne Andrea si trova al capezzale del padre molto malato, in un ospedale del Lido di Venezia, dalle cui finestre il rumore delle onde della laguna fa da colonna musicale al racconto. Il figlio non ha avuto un buon rapporto col padre, un ufficiale del Genio Navale che aveva partecipato alla Seconda Guerra mondiale e, in seguito all’armistizio dell’8 settembre, con i nazisti occupanti, aveva abbandonato fortunosamente il cantiere navale di Genova e aveva iniziato un rocambolesco viaggio verso Venezia, dove sua sorella che ci viveva lo avrebbe certamente nascosto dalla furia degli invasori. Aurelio, sempre chiamato “babbo Rolli” dal figlio, vive con rabbia e rifiuto le cure che gli vengono somministrate in ospedale, odia flebo e calmanti, piuttosto vorrebbe una morte rapida e indolore.
Andrea cerca di riannodare un rapporto con un padre a lui quasi sconosciuto, grazie anche alla presenza della dottoressa Anna Kaisermann, di cui il giovane si invaghisce. Aurelio, nelle ore di lucidità, comincia il suo racconto, destinando al figlio confidenze inedite: gli incontri che aveva fatto, le disavventure, le morti, i nascondigli di fortuna, i fascisti da cui fuggire, un’anziana ebrea inconsapevole di quanto era riservato a lei e a quelli come lei, Loredana, la matrona di un bordello che gli offre rifugio sicuro, amici persi e ritrovati. Un’epopea che racconta la vita pericolosa di quanti, militari, non vollero aderire alla Repubblica di Salò e cercarono in tutti modi di sfuggire alla cattura, malgrado le spie che pullulavano.
Nei racconti di Babbo Rolli ci sono pagine di costume esilaranti, e, per i tempi attuali, davvero stupefacenti:
Quando ero in Accademia c’era il bordello per noi allievi ufficiali, c’era anche quello per i sottufficiali e un altro per la ciurma. Io naturalmente frequentavo solo il primo. Pensa che se per sbaglio davi della prostituta a una zoccola, il minimo che ti succedeva era uno schiaffo, oltre naturalmente al disprezzo generale. Eravamo tenuti a un contegno ben educato, sempre attento alle forme, le buone maniere erano ritenute essenziali per forgiare uomini sottoposti ad una disciplina di morte.
Il romanzo di Molesini, oltre alla scrittura sapiente che mette insieme i due registi, quello del padre che ha vissuto tempi oscuri e quello del giovane Andrea che parla la lingua e adotta i comportamenti del nostro tempo, è un racconto storico molto interessante, che mette a nudo le difficoltà che affrontarono i militari che riuscirono a sopravvivere in quel tragico periodo di guerra civile, dove si rischiava la morte in ogni momento. Oltre al Babbo Rolli, nel romanzo c’è anche la madre della voce narrante, Elvira, ricoverata in una clinica dove alterna momenti di lucidità ad altri di completa confusione mentale. Dunque una storia pubblica e una familiare, che rendono il libro un insieme di sentimenti profondi e trascurati da riannodare, pieno di pathos e di commozione.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La macina della risacca
Lascia il tuo commento