L’ultima cosa che sai
- Autore: Paolo Roversi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2026
Bravissimo ,{{}} alle prese con il suo personaggio seriale, il giornalista di nera, detective e hacker Enrico Radeschi, che molti scambiano per il cattivissimo Maresciallo governatore del Lombardo Veneto; qui invece, nel nuovo romanzo da poco uscito per Marsilio L’ultima cosa che sei, siamo alla vigilia di Pasqua, e mentre sulla sua vespa del 74, detta il Giallone, con una colomba da regalare ai genitori Radeschi sta raggiungendo la cascina di Capo di Ponte Emilia, nella Bassa padana, il luogo della sua infanzia, viene preceduto da una notizia di cui si è già sparsa la voce in paese: una cadavere è stato trovato sulla golena che costeggia il Po, in posizione strana, supino, mani giunte, stringe fra le dita un orologio antiquato che segna un’ora precisa, le 3,15.
Il maresciallo dei carabinieri, suo amico di infanzia, capisce che si tratta di una morte misteriosa. A quel ritrovamento, svelata finalmente l’identità del morto, se ne aggiungono altri due, un uomo e una donna, trovati in analoga posizione, con lo stesso orologio, un modello russo degli anni quaranta, fermo alla stessa ora; il tutto avviene in notti scure, senza luna, che favoriscono l’invisibilità dell’assassino.
Il romanzo è costruito con continui colpi di scena, mentre le indagini dei carabinieri si infittiscono, parallelamente a quelle che svolge lo stesso Radeschi, impegnato a metà con la sua attività di giornalista di un quotidiano milanese, il cui direttore esige uno scoop su quei fatti un po’ misteriosi, forse rituali, che attirano la curiosità morbosa dei lettori. A fianco di Enrico c’è la giovane hacker filippina, Liz, di nero vestita, bravissima a smanettare e a trovare agganci, segreti, intrecci informatici che mostrano quanto i più giovani siano diabolici nelle ricerche sul web. C’è anche il Danese, un altro personaggio che compare nelle indagini di Radeschi, una sorta di ladro con molte capacità a molta vicinanza alle imprese investigative di Radeschi, con pochi scrupoli e molto coraggio.
Ci sono molti segreti legati al passato, molte ricerche da fare sui giornali di molti anni prima, molti riti che un tempo avevano causato delitti misteriosi che richiamano quelli del presente. Nello stile di Roversi tuttavia si alternano diversi generi: c’è la detective story, certamente prevalente, ma ci sono molti riferimenti alla società, molte ricostruzioni dell’identità della zona di origine dei protagonisti, molta ironia, molta consapevolezza che quella è una terra privilegiata.
Siamo fortunati a essere qui. Sapete che questa terra, la Bassa, ha tirato su poeti, scrittori, musicisti come poche altre? Ligabue, per esempio: Luciano con la chitarra, e Antonio col pennello e le sue tigri. Verdi e Toscanini, che hanno portato l’opera in tutto il mondo. E poi Vasco Rossi, Zucchero, Luciano Pavarotti, Francesco Guccini… Iva Zanicchi… I nomadi… Caterina Caselli… Paolo Conte. Per non parlare della letteratura: Virgilio, Torquato tasso, l’Ariosto, e poi Guareschi e Tondelli…
L’indagine prosegue; alla fine si troverà la soluzione di un mistero colorato di storia, di memoria, di miti risalenti ai tempi dei Gonzaga, la dinastia mantovana che aveva reso grandi e civili qui luoghi nel Rinascimento. Il mito del fiume Po, il Tribunale delle Acque, il Guardiano del Fiume e un antico anello scomparso si mescolano con le ricerche informatiche che sembrano poter svelare tutto, ma gli umani e le loro storie sono la vera chiave della intera vicenda.
Le serie di Roversi compie vent’anni, e il suo successo è davvero meritato. Anche quest’ultimo romanzo lo conferma. Le liste di cibi, drink, romanzi, canzoni con cui si chiude il volume sono un’ennesima prova della versatilità del suo autore.
L'ultima cosa che sai (La serie di Radeschi)
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