- Autore: Giorgio Ghiotti
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Giorgio Ghiotti è uno dei narratori e poeti italiani che più merita di avere una "strada spianata". Non fosse altro per lo stile, questo scrivere tra poetico e narrativo, e quello di rendere ogni frase evocativa. Lo dimostra ulteriormente questo nuovo libro dal titolo L’avvenire. Pier Paolo prima di Pasolini (Carabba edizioni, 2025).
Roma è stata la casa dove dimenticare ricordi dolorosi, e forse la vergogna di pettegolezzi reali. Unica presenza la madre, Susanna Chiarcossi, totalmente innamorata di questo figlio impossibile, ma che non leniva la madre di Guido, comunista ucciso a vent’anni dai comunisti, un guazzabuglio ancora non risolto in pieno (il cosiddetto eccidio di Porzüs).
L’inizio romano spaventa mamma e figlio, che vivono all’Esquilino; era il 1950 e nessuno poteva sapere che sarebbe diventato una zona alla moda. Ma si capisce meglio se tiriamo in ballo l’autore:
C’è il poco che è molto per cui essere felici, in questa nuova vita... [...]. I bambini di Ciampino frequentano la scuola elementare, ma non esiste la media in città e, scoccata la campanella dell’ultimo anno, c’è chi aspetta sulla banchina del treno per continuare gli studi a Roma - pochissimi.
La professoressa Anna e marito portarono la scuola privata e paritaria a Ciampino, e fu il primo anno di insegnante per Pier Paolo, mentre la madre accettava lavori umili per pagare la pigione della stanza. Pasolini, nel frattempo, scriveva dopo la scuola il suo primo romanzo, che venne prosciugato, perché l’editore Garzanti riteneva ci fossero nel manoscritto troppe parole non adatte ai lettori, o situazioni troppo inopportune ai tempi. Con l’instabilità economica vivevano in una miseria nera, che durò poco, poi Pasolini cercò di trovare un suo posto nel mondo, lui che aveva detto che Bologna era la città più bella d’Italia, a pari merito con Roma. La cosa che non gli piaceva, della capitale, erano le case belle in quartieri silenziosi. Anche il suo amico Alberto Moravia aveva un appartamento confortevole, ma ai tempi scriveva tantissimo e vedeva poca gente, vivendo con la moglie Elsa Morante, che Pier Paolo definiva la scrittrice più brava d’Italia (in realtà, del romanzo più famoso di Morante, La Storia, scrisse una inaspettata stroncatura). Moravia e Elsa uscivano tutte le sere, perché nessuno dei due sapeva cucinare nemmeno un uovo fritto. Pasolini si stava sganciando dall’anonimato e per pagare le bollette correggeva tesi di laurea, dava lezioni private, aiutato dal poeta Giorgio Caproni. Collaborò a varie sceneggiature, tra le prime scrisse in coppia con Giorgio Bassani, uomo del tutto diverso da Pasolini.
Anche stavolta Ghiotti riesce a rendere calibrata la trama, che bisogna trovare un escamotage, un modo per scrivere cosa ci piace o meno. La trama diventa un completamento dello stile, come se volesse tenere gli scrittori per sé stesso. Come se ci facesse un regalo bellissimo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’avvenire. Pier Paolo prima di Pasolini
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