- Autore: Georges Simenon
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788845941184
Adelphi pubblica il romanzo inedito Domenica (2026, titolo originale Dimanche, traduzione di Daniela Salomoni), terminato di scrivere dal celebre autore belga Georges Simenon (Liegi 1903 - Losanna 1989) a Échandens, in Svizzera, il 13 luglio 1958, e stampato l’anno dopo da Presses de la Cité.
Non aveva mai avuto bisogno della sveglia e già da un po’, senza aprire gli occhi, era cosciente del sole che si infilava tra le due sottili fessure delle persiane quando finalmente sentì un trillo soffocato provenire dalla stanza di sopra.
Era un’angusta mansarda, proprio sulla sua testa. Ne conosceva ogni angolo, il letto di ferro con la coperta rosso scuro, la bacinella su un treppiede di legno tornito e la brocca di smalto per terra, il lembo di tappeto marrone che non stava mai a posto, e avrebbe potuto tracciare il contorno delle macchie sulle pareti imbiancate a calce, la stretta cornice nera tutta sbilenca che racchiudeva una Vergine vestita di azzurro cielo. Conosceva anche l’odore un po’ selvatico, speziato, di Ada, che ci metteva sempre parecchio per strapparsi al sonno, e ancora non si muoveva. La sveglia continuava a suonare ed Émile iniziava a spazientirsi. Doveva sentirla anche sua moglie, Berthe, immobile accanto a lui nel grande letto di noce, ma non avrebbe detto niente, non avrebbe alzato un dito, faceva parte della sua strategia. Se avessero domandato a Émile cosa provava quella mattina non avrebbe saputo rispondere. Se l’era chiesto prima che suonasse la sveglia. In realtà non si era sentito diverso dagli altri giorni, dalle altre domeniche.
Non aveva paura. Non aveva nemmeno voglia di tornare sui suoi passi. Non era né impaziente né agitato… Udiva, alle sue spalle, il respiro regolare della moglie, ne sentiva il calore e anche l’odore, quell’odore a cui non si era mai abituato, così diverso da quello di Ada, un odore al tempo stesso dolciastro e acre come quello del latte cagliato che, verso il mattino, impregnava la stanza.
Ada, nella mansarda, non si lavava. Solo più tardi, una volta sbrigato il grosso del lavoro, risaliva per darsi una ripulita. Non metteva le calze né le mutande, si accontentava di infilare sulla corta sottoveste un vestito di cotone rossastro.
È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l’aria è mite, l’alta stagione è alle porte alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell’Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all’ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell’attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva.
In queste pagine, ancora una volta, Simenon analizza la psiche umana e la crudeltà silenziosa che si nasconde dietro la rispettabilità della vita domestica. Sotto il sole della Provenza può accadere di tutto.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Domenica
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