Distanza di sicurezza
- Autore: Romana Petri
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2026
Distanza di sicurezza (Neri Pozza, 2026) è il seguito di Pranzi di famiglia (Neri Pozza, 2019) e di Ovunque io sia, il romanzo capolavoro che Romana Petri ha pubblicato nel 2008 per Cavallo di Ferro, casa editrice fondata con il marito, Diogo Madre Deus, e che ora è edito da Superbeat.
Romana Petri, pseudonimo di Romana Pezzetta, autrice, traduttrice, editrice e critico letterario, vive a Roma; ha pubblicato numerosi romanzi e racconti, ha vinto numerosi premi come il Premio Mondello 1990, Opera Prima e terza classificata al Premio letterario nazionale per la donna scrittrice con Il gambero blu e altri racconti, il Rapallo Carige 1998 e Premio Palmi con Alle case Venie, il Grinzane Cavour 2002 con La donna delle Azzorre, il Premio Fenice Europa e Premio Int. Bottari Lattes Grinzane 2012 con Tutta la vita, e tra gli ultimi il Premio letterario Giovanni Comisso 2020, Premio della Giuria nell’ambito del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice e Premio Città di Penne – Mosca con Figlio del lupo. Nel 2025 pubblica la biografia romanzata di Flannery O’Connor.
Ciascuno scrittore scrive il suo capolavoro. Per Romana Petri è Ovunque io sia, dove il lettore sperimenta quanto sia immenso l’amore di una madre per i suoi figli. Infatti, l’amore materno, e quello di Maria do Ceu è stato vasto quanto un oceano, resta incollato addosso per sempre.
Ovunque io sia, io continuerò a stare anche qui, e vedrò e saprò quello che farai
è la frase d’addio che Maria do Ceu rivolge al figlio Vasco Dos Santos nelle pagine finali del primo volume di questa trilogia lusitana, redatta da un’autrice che ha il Portogallo nel cuore. È sempre Lisbona, città d’adozione dell’autrice, adagiata sulla riva Nord del fiume Tago, dal fascino struggente, retrò e melanconico, battuta dal vento e piena di luce, la protagonista del romanzo ritratto con precisione e cura. Tra le pagine del romanzo, che fa venire il desiderio di passeggiare peer Lisbona, si avverte tanta saudade, quel profondo sentimento portoghese che fonde nostalgia, malinconia e desiderio per qualcosa o qualcuno di assente, spesso con la consapevolezza che potrebbe non tornare mai. È una "presenza dell’assenza", descritta come un misto dolceamaro di tristezza e felicità per i ricordi.
Al suono della sveglia spalancò gli occhi. Poi allungò una mano per spegnerla e rimase a guardare le prime luci del giorno che filtravano dalle persiane mentre le unghie del gatto gli si imprimevano gentilmente sulla schiena in un lieve, cadenzato impasto. Ormai dormivano insieme.
Vasco Dos Santos aveva abbandonato la moglie Luciana Albertini per tornare a Lisbona mettendo una notevole distanza di sicurezza tra loro. Non c’è niente di più triste e squallido della fine di un amore, ma questa è la vita.
Vasco aveva guardato il calendario ed era il 3 maggio. Tra pochi giorni sarebbero stati esattamente dodici mesi che aveva abbandonato la Albertini. Preferiva questo verbo crudele al ben più comune lasciare. Certo, perché non era mai stata sua intenzione lasciarla, lui l’aveva proprio voluta abbandonare. Quanto ci aveva lavorato sopra, almeno un anno intero. Era stata quasi un’esercitazione atletica affinata da una tattica militare. Si era preparato a soffrire di meno. Certo, perché separarsi da quella donna non era stata una cosa facile. Non c’era giorno che non la pensasse con rabbia, odio e rimpianto. La rabbia, certo, tutto cominciava da lì, ché altrimenti sarebbe stato più blando. Chi abbandona, a meno che non lo faccia per torti subiti, non può farlo con rancore. Bene, lui era il primo. Solo che non poteva tirare fuori le ragioni, perché quel che avrebbe avuto da dire non era certo lusinghiero. Lusinghiero per lui. Era chiaro che il disagio di Vasco veniva da lontano: dall’infanzia.
Romana Petri dimostra come i legami familiari possono complicare la vita.
Non doveva pensare a lei. Della sua vita non sapeva più nulla.
Distanza di sicurezza
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