Clarissa
- Autore: Stefan Zweig
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Elliot
- Anno di pubblicazione: 2016
Stefan Zweig è stato uno scrittore che ha avuto sempre molti lettori, perché era capace di creare un mondo con poche pennellate. Uno stile maturo, il suo, che innerva nella psicologia dei suoi personaggi. Il titolo di questo romanzo, iniziato nel 1941, è Clarissa (Elliot, 2016, traduzione di Marco Zapparoli, curatela Knut Bex). Il tentativo dell’autore era quello di scrivere la storia di una donna fino al 1930, ma in realtà l’Europa occidentale era in un momento di travaglio. La guerra alle porte lo privò dalla necessità di concludere lo scritto come si deve, o semplicemente non aveva aspettato il finale perché era preso da un saggio su Montaigne. Non era soddisfatto di questa storia di una donna che aveva avuto poche soddisfazioni nella vita.
La protagonista nasce nel 1894, avendo solo il padre e tre, tra fratelli e sorelle. Conduce da piccola un’esistenza borghese sul modello austriaco, si fa per dire, perché in realtà la vita in un collegio esclusivo era più dura di quanto il lettore potrebbe supporre. Il padre era un militare austro-ungarico indifferente nei confronti dei figli, ma solo per carattere. Li aveva sempre trattati bene ed era affezionato a modo suo, e soprattutto dalle figlie si aspettava un decoro formale. Non avrebbe retto se fosse stato sulla bocca di tutti per comportamenti non appropriati, e temeva soprattutto per Clarissa, col suo carattere quieto e dimesso.
Nel collegio la ragazzina non legò con nessuna delle altre sue coetanee; c’era una certa Marion che faceva ridere perché prendeva in giro tutti, ma Clarissa era quieta e rassegnata, pronta a una vita scialba e ripetitiva. Da adolescente aiutava in casa e parlava col padre il meno possibile. L’agitava la fermezza di quest’ultimo, come se un militare non dovesse amare nessuno, facendo pratica del disamore. Il genitore si crucciava dell’infelicità della ragazza e le consigliò di andare a una conferenza al posto suo, a Lucerna. Il viaggio in sé fu benefico alla ragazza che non si era mai mossa di casa. Fece esattamente quello che il genitore aveva detto e scritto.
Zweig rivelò che scriveva durante temporanee depressioni; ecco perché i suoi libri sono stati e sono ancora molto letti, perché metteva a nudo i legami familiari, e poi era aperto a questioni sessuali, non portate al turbamento e scritte con un "calmo" realismo e uno stile che coglieva anche gli aspetti domestici e minimali, ma con sempre sottotraccia la paura della miseria e dell’indegnità umana. Un talentuoso sopraffino pieno di tristezza, a volte senza motivo apparente.
Tornando a Clarissa, a Lucerna conobbe un uomo colto e affascinante che, pur sposato e separato, aveva fatto alla ragazza un’ottima impressione. Era un francese di nome Léonard, socialista, che il padre non avrebbe mai accettato come compagno della figlia; lei stessa cercava Léonard solo per amicizia. Dormivano nello stesso letto come fratello e sorella, ma prima della partenza si lasciarono andare, la storia dell’amicizia era solo un riguardo per Clarissa, che sapeva pochissimo di sesso, e divennero amanti per pochi giorni.
La ragazza si trovò di nuovo sola, ma incinta. Si diede da fare come infermiera quando cominciarono ad arrivare i primi soldati della Grande Guerra e si affezionò a un uomo nevrotico e pieno di fisime, che la chiese in moglie. Da qui in poi lascio il lettore alle pagine finali, che Zweig non concluse; voleva assolutamente bruciare questo libro perché lo trovava brutto e pieno di difetti, soprattutto formali. Una brutta versione dei libri francesi dell’epoca. Ma il manoscritto si trovò per sbaglio nel 1990 e venne subito pubblicato.
Clarissa è un romanzo pessimista, crudo, alla maniera di Zweig che fece pochi cambiamenti, ma di grande leggibilità e artisticamente emotivo. Molto diverso dalla Clarissa Dalloway di Virginia Woolf, che venne pubblicato nel 1925. Ma stranamente Zweig e Woolf guardavano il mondo con gli stessi occhi e non trovarono quasi mai qualcosa di buono.
Clarissa
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Clarissa


Lascia il tuo commento