Tutti i nostri ieri
- Autore: Natalia Ginzburg
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
Chi scrive non era preparato a tanto sfarzo. Forse perché amo Natalia Ginzburg da quando ha preso a leggere narrativa italiana. Invece è arrivato il parere di Sally Rooney, che è in giro per presentare il suo ultimo libro, Intermezzo, per i tipi di Einaudi. Tutti sarebbero stati contenti di guardare Rooney che parlava di letteratura italiana, ma ha stupito che nelle sue letture il libro più amato, letto e riletto, è il romanzo Tutti i nostri ieri, pubblicato nel 1952 (Einaudi editore, 1997, e poi varie ristampe fino a quella del 2007).
Natalia non dava pareri, scriveva, leggeva. Scritto nel 1952, quando si stava meno attenti al politicamente corretto che non esisteva come "teoria dello spirito", a Italo Calvino non piacque molto e glielo disse in faccia, tra un caffè e altro. E Natalia non stava col muso. A lei Calvino non piaceva molto, e da Einaudi litigavano per i nuovi manoscritti giunti sul loro tavolo. Per non dire della recensione de La Storia di Elsa Morante, stroncata da Pier Paolo Pasolini. Non successe granché, ma Morante divenne più fredda con l’amico. Queste sono storie intrecciate tra famiglie borghesi, tra fascismo al tramonto, ormai spacciato, perché mandava gli ebrei italiani in Germania. Una cosa insensata le leggi razziali del 1938. E infatti, con l’armistizio dell’otto settembre, non si capiva niente. Ma una cosa era chiara: la situazione degli ebrei durante la Repubblica di Salò, una parte italiana dove Mussolini era ancora il capo indiscusso e invece fece atrocità con il beneplacito hitleriano.
Il libro Tutti i nostri ieri aveva all’interno una pagina sulla malinconia scritta da Anna, il personaggio che divenne Narratrice. Così bella che forse la Rooney la deve aver messa come un gioiello nel suo privato portagioie letterario. I fatti accadono in maniera monodica, ovvero non c’è nessuno che prevale sugli altri personaggi. È vero, ma due personaggi si prendono la scena: hanno combattuto invano, senza vera deferenza verso chi ha dato credito a Hitler e a Mussolini.
Cenzo Rena è il personaggio più umano del gruppo ma anche lui, in questa complessità delle due famiglie, fallisce. Doveva andare via durante la guerra oppure trovare una propria famiglia. Invece verso la fine sembra quasi un personaggio sempliciotto. La scrittrice aveva una passione per Dostoevskij e un’altra per Marcel Proust, di cui tradusse tutto Alla ricerca del tempo perduto in italiano.
Anche se gli eventi vanno e siamo dopo l’ultima guerra, le famiglie sono lì con i loro difetti. Anna va a vivere tra le galline come contadina, elemento importante, perché Ginzburg non ha mai scritto di borghi, di piccole cittadine, ma sempre di grandi città. La vita campagnola on si adatta agli scritti dell’autrice. Nel frattempo si scoprono tradimenti fisici, spie, gente corrotta, ma anche nuove occasioni lavorative. Una nuova famiglia nell’Italia del boom economico è alle porte.
Tutti i nostri ieri (Einaudi tascabili. Scrittori)
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tutti i nostri ieri


Lascia il tuo commento