Bastano saltuari slittamenti in ambito neo-gotico - climi malsani, vampirismi ma niente magioni infestate o manifestazioni spettrali - per classificare Il peggio arriva dopo (Marsilio, 2026, trad. di Fabio Cremonesi) come prodromo dei topoi narrativi di Mariana Enriquez. All’epoca in cui pubblica il romanzo, ha appena diciannove anni e una lucidità di scrittura già considerevole. Non fosse che per la lugubre trans-medialità, Il peggio viene dopo starebbe bene anche all’interno del genere realista, tenuto conto del taglio effettivo con cui sono riprese le terre desolate (solitudine, disagio psichico, dipendenza, prostituzione maschile) di una Buenos Aires notturna e allucinata a sua volta.
Data l’età dei suoi protagonisti, Il peggio arriva dopo potrebbe leggersi - ancora - come romanzo di formazione e perdizione, poiché abitato da relazioni pericolose e malesseri di ogni tipo, sui quali Eros e Thanatos incombono di conseguenza. Questo per darvi un’idea della duttilità interpretativa cui si presta il romanzo. Un Cime tempestose soltanto più promiscuo e strafatto. Intervista col vampiro aggiornato agli angeli caduti nella tenebra della dipendenza e dell’underground metropolitano. Trainspotting con meno disincanto, segnato soprattutto da uno stile degno di tal nome. Per restituirla ancora meglio con le parole della stessa autrice (p.7):
Il romanzo l’ho scritto di notte, questo me lo ricordo, e ci ho messo parecchio a concluderlo, qualche anno. Ricordo anche, perfettamente, perché l’ho scritto. I due protagonisti del romanzo, Narval e Facundo, vivevano nella mia testa e dovevo farli sloggiare perché non mi lasciavano spazio. Pensavo costantemente a loro, erano un concentrato delle mie ossessioni adolescenziali, che erano molto simili alle mie ossessioni attuali: il vampirismo, il sesso tra uomini, la torbida bellezza baudeleriana, la bellezza oltraggiata di Rimbaud, la letteratura fantastica e horror, i bassifondi, i demoni, River Phoenix e Keanu Reeves, Lestar e Louis. “Il peggio arriva dopo” è stata una specie di riscrittura di belli e dannati e di “Intervista col vampiro”, però ambientata a Buenos Aires.
Tutto muove dunque dall’incontro di tre adolescenti argentini: Facundo è un adone bello da togliere il fiato e dannato da stargli alla larga, finché si può. Consuma stupefacenti come i comuni mortali tre pasti al giorno, si sostenta benissimo con i proventi del lavoro di prostituto, vive in appartamento insieme a un gatto nero. Di Facundo, Narval è la nemesi bionda. Disperatamente innamorato dell’algido playboy, è preda di visioni lovecraftiane, chissà se discendenti da altri mondi, allucinazioni, o dalla droga cui è assiduo consumatore.
Anche Carolina, dal canto suo, non disdegna strafarsi: è giovane a sua volta, instabile il giusto, tendente all’autodistruzione altrettanto. Per come e fin quanto le è stato possibile, è stata la ragazza di Facundo, e giocoforza non l’ha mai scordato. Il resto dei caratteri del romanzo - lo spacciatore Negro, la Duchessa che all’anagrafe farebbe piuttosto Duca, il marito esemplare impazzito a sua volta per Facundo - affluisce di fatto all’universo fosco, sessualmente fluido, magnetico, di dipendenza e abbandoni reciproci, di cui lo statuario prostituto è il motore immobile.
Sulla scorta narrativa del reiterarsi quotidiano di sesso-droga-pulsione di vita-pulsione di morte, Il peggio arriva dopo è un romanzo pre-infernale e post-decadente. Ferocemente tenero e dolcemente violento. Fucina e annunciazione del microcosmo letterario della Enriquez. Tenetelo bene a mente: le sue creature delle notte non frequentano brughiere o magioni maledette, quanto - nella fattispecie - locali gay, appartamenti niente male, e le vie di una Buenos Aires insonne e disperata a sua volta. Una città-mondo dove baudeleriani fiori del male - di volta in volta e per sempre, come in un girone dantesco - si spendono si amano si perdono si ritrovano rinascono si sballano vivono muoiono. Ciascuno a suo modo portatore dialettico di maledettismo e poesia, solitudine e disperazione senza fine.
- Autore: Mariana Enriquez
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il peggio arriva dopo
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