Tragedie in due battute
- Autore: Achille Campanile
- Genere: Letteratura di viaggio
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Rizzoli
Le Tragedie in due battute, cavallo di battaglia di Achille Campanile, sono doppiamente famose: celebri per la loro originale soluzione stilistica-narrativa – alcuni critici concordano nel considerarle un vero e proprio genere a sé – e perché nessuno sa realmente quante siano. Gaetano Campanile mi ha raccontato che suo padre gli disse di averne scritte oltre duemila.
Di certo sappiamo che la produzione delle tragedie in due battute ha accompagnato Achille Campanile fin dai suoi esordi di giornalista, anzi possiamo affermare che la prima tragedia in due battute è stata senza dubbio il commento della morte della povera vedova caduta sulla tomba del marito.
La struttura stilistica, inventata dallo scrittore, le rende molto simili ad un testo di teatro: un titolo, l’elenco dei personaggi, la scena e infine le battute che ogni personaggio deve recitare. Il sipario puntale chiude la tragedia. Fin qui nulla di strano, ma non dimentichiamoci che abbiamo che fare con Achille Campanile.
Cominciamo dai personaggi: nobiluomini, gentildonne, re, principi, persone comuni, animali, piante, cose ed eventi atmosferici. In scena va di tutto, perché lo scrittore dà vita e dignità letteraria a ogni cosa e ogni argomento è buono per ridere. Funghi compresi. La scena è, in genere, accuratamente descritta, vuoi per creare il giusto climax nel quale far avvenire il brevissimo atto vuoi perché lei stessa è motivo di riso (leggetevi I suoi capelli biondi).
Il testo parlato è breve, brevissimo, ma sempre molto accurato. L’esperienza di giornalista emerge tra queste poche righe. Non è da tutti riuscire in poco spazio a dire tutto e a rimanere originali. Campanile riesce a trasformare discorsi banali in autentiche opere d’arte, giochi di parole esilaranti e al tempo stesso capolavori di barocchismo linguistico difficilmente imitabili. E quando sulla scena cala il sipario, il lettore è ancora seduto in platea a ridere. La battuta l’ha folgorato e lui è rimasto lì adagiato sulla poltrona, intento a rileggere il testo per ridere ancora o per dipanare quel nodo gordiano letterario creato ad arte dal nostro Campanile e penetrarne il significato.
Tragedie in due battute è un monumento alla brevità, una brillante rappresentazione teatrale di una società scomparsa, messa in scena per il lettore, che potrà pure non riconoscersi in quei personaggi (non è detto) ma che non potrà fare a meno di apprezzare la capacità dell’autore di eternarla con poche feroci battute.
Due esempi delle Tragedie in due battute:
DRAMMA GIALLO
L’ASTUTO POLIZIOTTO
Dopo aver tentato invano tutti i sistemi per scoprire chi fra i presenti è l’uccisore della vittima, ha un’idea: con aria indifferente chiama a bruciapelo: Uccisore, senta una cosa.L’ASSASSINO
Dica.Viene arrestato.
(Sipario)
IL SIGNORE POCO SOCIEVOLE
IL SIGNORE SOCIEVOLE
Fa per presentarsi, con la mano tesa: Permette?IL SIGNORE POCO SOCIEVOLE
No.(Sipario)
Tragedie in due battute
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