- Autore: Alessandro Robecchi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Sellerio
- Anno di pubblicazione: 2026
La serie di Alessandro Robecchi su Carlo Monterossi è stata a lungo la mia preferita. Ora lo scrittore propone, dopo Il tallone da killer del 2025, il nuovo romanzo che ha per protagonisti Il Biondo e Quello con la cravatta, dal titolo Omicidi Srl (Sellerio, 2026): il plurale indica che nel romanzo i nostri “eroi” si troveranno a compiere più di un omicidio su commissione, che è la “mission” della loro azienda, a cui si aggiunge, e non poteva mancare, una nuova socia, prima stagista, poi in forze al gruppo, per le sue indubbie doti da vera professionista, lucida e fredda quanto basta, Francesca Aroldi.
La capacità di Alessandro Robecchi di analizzare, descrivere, ricostruire, criticare in filigrana il tessuto sociale, economico, finanziario ed urbanistico della Milano contemporanea è indubbio e già ampiamente dimostrato nella sua ampia produzione narrativa. Inoltre è piacevole il modo disincantato, ironico, minimalista con il quale lo scrittore affronta temi indubbiamente scabrosi, come quello di eseguire con meticolosa precisione omicidi commissionati dai più diversi mandanti. Tuttavia, mentre appare chiaro che eventuali scrupoli morali non possono condizionare la tenuta dell’impresa criminale, in questo romanzo si affacciano, a tratti, questi scrupoli, e saranno in grado di capovolgere la vicenda che all’inizio si era presentata piuttosto imbarazzante: un anziano collezionista d’arte, uno spregiudicato mercante di quadri falsi capace di abbindolare platee di frivoli milanesi presenzialisti quanto ignoranti, dai cognomi numerosi e altisonanti e un assurdo modo di vestirsi, quasi fosse in maschera, si rivolge alla Snap Srl. Il Biondo e Quello con la cravatta, appena reduci dall’aver ucciso mediante impiccagione con una corda che serve a giochi erotici proibiti un ricco industriale, vengono contattati dal collezionista Antonio De Coullier, che li pagherà per sopprimere il nipote, il ventenne Gianguido, orfano di entrambi i genitori americani, studente che vive a Milano e studia in Svizzera, in procinto, entro poco, di ereditare una fortuna colossale di cui al momento il nonno è solo curatore.
Anche per i due killer professionisti l’idea di uccidere un giovane sano, atletico, simpatico, promettente, per l’avidità del vecchio nonno falsario, pone qualche problema etico. Tuttavia gli affari sono affari, il compenso promesso, un milione di euro, smorza le perplessità e i due soci partono. L’operazione si rivelerà estremamente complicata e i cambi di programma e di strategia sono alla base dell’intreccio del romanzo, pieno di pagine ironiche, comiche, pur nell’enormità di quanto Robecchi racconta.
La Milano che ne esce è, come sempre, diversa e verosimile: l’ambiente ricchissimo, quello dove si muovono i protagonisti, si contrappone a quartieri periferici desolati, capannoni semi abbandonati dove si nascondono tesori sottratti alla legalità. Una Birkin milionaria, catering luxury, una villa sul lago di Como con motoscafo Riva incluso, ci raccontano la ricchezza di una città italiana, Milano, l’unica, a poter vantare una ricchezza altrove impensabile e ottenuta, sembra suggerire l’autore, in modi meno che ortodossi. I tre personaggi, inclusa la stagista finalmente promossa a socia, sono svegli e simpatici, ma pur sempre assassini seriali, abili, professionali, non così freddi come la tradizione del killer vorrebbe nella tradizione dei gialli a cui Alessandro Robecchi si accosta con molta originalità.
Primo nella classifica dei libri più venduti; evidentemente la storia ha catturato il pubblico, forse perché la radiografia quasi grottesca della capitale “morale” italiana ne esce un po’ malconcia: va bene accumulare enormi somme di denaro, ma a che prezzo?
Recensione di Elisabetta Bolondi
Coppia vincente non si cambia. Potrebbe essere questo un buon sottotitolo per Omicidi Srl, il nuovo romanzo di Alessandro Robecchi edito da Sellerio quest’aprile, nonché seconda tranche della saga delle imprese del Biondo e di Quello con la cravatta, anima bifronte della Snap Srl, società di ammazzatine su commissione in salsa meneghina. Il tallone da killer, pubblicato l’anno scorso sempre per la casa editrice palermitana, è il prequel della serie. Al centro della storia ci sono ancora loro, i due imprenditori del crimine, geni al contrario del business del malaffare, caratterizzati da una meditata assenza di nomi, forse per restare nell’anonimato e soprattutto per alimentare un’allure letteraria parodistica del genere. Giusto l’opposto dei protagonisti dei libri con Carlo Monterossi&Co, vero primo amore di Robecchi, in cui i personaggi sono spesso connotati con nome e cognome.
Preso da una momentanea (si spera!) aspettativa dai casi di Monterossi, Falcone e compagni, l’autore lombardo si concede anima e penna al duo di killer meno probabile della letteratura italiana contemporanea, comparso già di sfuggita, un cameo si direbbe, come spin off in un suo precedente scritto. I due si muovono sulla pagina in puro stile tarantiniano, con la stessa andatura a metà tra crudo cinismo e paradossale etica deontologica, quella derivante da una sorta di meticoloso “artigianato dell’assassinio”. Creativi, grotteschi, con dilemmi morali, debolezze umane, dubbi e goffaggini, perfettamente intessuti in una trama fitta e avvincente, ricca, sino all’ultimo capoverso, di colpi di scena, vere o false piste, inattese entrate in campo di altre figure, soluzioni ai limiti del verosimile, rocamboleschi ribaltoni. Il tutto a celare, nelle pieghe del tessuto narrativo, un’aspra fotografia della società attuale, della capitale economica d’Italia oggi e dei suoi mille volti. Una zoomata sui difetti e sulle pecche, su errori e peccati di quel che siamo diventati, senza alcuna esclusione di colpi. E ciò grazie a uno strumento raffinato: un’ironia che non è solo di situazione (il plot in effetti è già di per sé un parossismo al quadrato, un paradosso al cubo), ma soprattutto di parola. Ironia che si nutre, dunque, di una lingua rapidissima, tagliente, affilata e precisa come un bisturi. Le parole, calibrate e scelte al millesimo, sono sempre al servizio del racconto. Complice uno stile che è pura poesia metropolitana, per il ritmo e la cadenza, una scrittura fluida, veloce, essenziale, sorvegliata e consapevole, capace di restituire immagini e atmosfere con pochi tratti, che hanno il sapore di graffi, strappi, una sorta di due quarti serrato e denso.
Milano è l’altra grande protagonista di questa scenografia messa su carta, quella rampante, di "lavoro, produco, spendo e pretendo", dorata e up, e quella multiforme, invece, plurietnica, di chi tanto lavora, poco guadagna, molto vorrebbe... un coro a più voci, prisma dalle tante facce e i molti riflessi, ma con un’anima unica, pulsante e a tratti nera.
E nemmeno si può tacere del terzo vertice di questo strambo triangolo dell’arte dell’omicidio prezzolato, quello muliebre. Infatti, un po’ come nei romanzi con Monterossi e affini, in cui oltre a geniali comprimarie per così dire di seconda fila nell’economia prosastica fa il suo ingresso a pieno titolo la Cirelli, alla stessa maniera già dalla prima avventura del Biondo e di Quello con la cravatta (che non è mai la stessa, sia chiaro!), la quota rosa di questa surreale società del delitto è garantita da Francesca Aroldi. I due l’hanno già apprezzata per le sue doti professionali; ma potranno fidarsi, possono permettersi di prenderla in squadra? E lei, dal canto suo, riuscirà a guadagnarsi la loro stima, entrando di diritto in questo surreale giro di affari? Sarà in grado di aiutarli a vincere varie ritrosie e amletiche questioni su chi ammazzare e come, in un incarico con tante incognite e un compenso a sei zeri? Qui non si spoilera, per cui le lasciamo aperte certe domande; intanto l’augurio è sempre quello di una buona lettura!
Recensione di Victoriano
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Omicidi Srl
Recensioni molto interessanti. Robecchi è tra i miei scrittori italiani contemporanei preferiti, non mancherò di leggere questo suo nuovo romanzo.