Un racconto lungo, non proprio un romanzo, il libro di Annie Ernaux appena pubblicato da L’orma editore (2026), tradotto da Lorenzo Flabbi, dal titolo L’occupazione. Come si fa a non dire bene di una straordinaria scrittrice, meritatissimo Premio Nobel per la letteratura, autrice di romanzi autobiografici indimenticabili? Eppure ho fatto un po’ fatica a confrontarmi con questo libro breve, intenso, coraggioso, che mette in scena senza filtri un’ossessione cieca e totalizzante, quasi malata.
La voce narrante dichiara di aver lasciato il suo amante W, più giovane di lei, perché se ne era annoiata e non riteneva giusto per lei continuare una relazione ormai sbiadita. Ma quando viene a sapere che l’uomo ha cambiato partner e ora vive con una donna più giovane di lei, quarantasette anni e una figlia, una professoressa alla Sorbona, subisce una sorta di terremoto emotivo, tanto che non fa che pensare a questa sconosciuta, curiosa di conoscerne nome, identità, indirizzo, professione, abitudini.
Quella donna mi riempiva la testa, il petto, il ventre, mi accompagnava dappertutto, dettava le mie emozioni. Allo stesso tempo la sua presenza costante mi faceva vivere intensamente, provocava moti interiori che non avevo mai conosciuto, innescava in me un’energia di cui non mi credevo capace, mi teneva sempre febbrilmente, in attività. Ero, nel doppio senso del termine, occupata.
La narratrice è occupata in entrambi i sensi: come un territorio invaso e come chi non ha più un minuto libero. L’altra donna è diventata il suo unico impegno. La qualità della scrittura di Ernaux non si discute, è profonda, tagliente, accurata, precisa nell’entrare dentro le questioni e le problematiche che vive e che traspone nelle sue pagine. Tuttavia questa narrazione ossessiva che si incentra su una gelosia irrazionale, una monomania, un pensiero fisso che occupa tutto il suo tempo, che sembra condurre la narratrice verso la follia, nel ricordo di una sessualità, un erotismo rimpianto e che le appare nelle forme più esplicite, in alcune pagine del libro non mi ha del tutto convinta. Le sue scorribande per le strade di Parigi, alla ricerca di un improbabile incontro con la donna che ha preso il suo posto nel letto e nel cuore dell’uomo che lei stessa aveva lasciato, tornano più volte su sé stesse. È una ripetizione voluta, che fa sentire al lettore il peso dell’ossessione, ma che a tratti rischia di diventare faticosa. Resta la presenza di una voce letteraria potente, di un lessico straordinariamente efficace e di una capacità evocativa unica e originale.
- Autore: Annie Ernaux
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: L’orma editore
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’occupazione
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