Le parole tra noi leggere
- Autore: Lalla Romano
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Einaudi
La passione folle per Jane Austen sembra aver fatto dimenticare ai lettori italiani la presenza di grandi autrici (degne di entrare nel canone scolastico oltre alla solita Ginzburg) italiche del primo e secondo Novecento. Tra queste troviamo Lalla Romano, piemontese di Dronero, scrittrice tra le più valide. Nata nel 1906, conosce i principali autori del secolo e lavora tra Milano e Torino affiancando l’attività di pittrice alla scrittura.
Su un’opera vorrei soffermarmi, Le parole tra noi leggere , titolo che richiama due versi di Montale su un amore conflittuale. Nel caso della Romano è rivolto al figlio Piero Monti, anche lui scrittore e scultore di un certo rilievo.
Il romanzo, diviso in sei parti, è la storia del rapporto doloroso e dolcissimo tra una madre troppo innamorata del figlio e un figlio riluttante a farsi amare.
L’inizio è in medias res: "Io gli giro intorno e lo osservo...", ma lui non sembra disposto a farsi osservare. Ed è così il rapporto tra i due, con la Romano che cerca di entrare nel mondo del figlio e lui che la respinge .Non dimentichiamo che l’autrice scrive l’opera nel 1969, anno particolare di trasformazione della famiglia, ma tutto comincia dall’infanzia del giovane molto tempo prima.
Quella raccontata è la storia di una famiglia borghese (ma non ostentatrice, come da buona scuola piemontese), con un padre assente per molto tempo e una madre molto attenta, addirittura soffocante. Piero all’inizio è un adolescente scontroso, appassionato di armi, che vuol farsi vedere in questo modo dal padre che per lui, nonostante la distanza, è un modello, mentre la madre è preoccupata da questa passione perché "donnescamente" aveva paura di possibili conseguenze. La Romano nelle prime due parti raccoglie i temi e i commenti del ragazzo che non sempre a scuola sono apprezzati perché troppo personali, e che rivelano una personalità decisa.
Simile è la passione per la scultura di Piero, che libera le energie creative del giovane. Ma la madre va oltre: vede svolgersi la vita del figlio per ciò che riguarda la scelta lavorativa, che si rivela alla fine molto conformista e poco rispondente alle attitudini del giovane. Le ultime parti vedono il passaggio dalla gioventù all’età adulta con l’amore per Nenè, amata fin da bambino e diventata fidanzata e moglie. La scrittrice vede con gelosia di madre lo svolgersi della relazione, e solo alla fine accetta di staccarsi dal figlio che, con la sua scelta di diventare scrittore, si scopre simile alla madre. Il ciclo è chiuso.
L’opera è scritta in prima persona; è fatta di commenti, lettere, temi che presentano la figura di Piero e lo fanno risaltare. Non ci sono slanci sentimentali, i personaggi parlano da sé e l’autrice è molto pudica nel manifestare i sentimenti, eppure moderna nel delineare il rapporto con il ragazzo, un figlio maschio che la sua natura di donna non comprende fino in fondo. Il romanzo si chiude con una battuta divertente del giovane: "Volevo guidare la locomotiva" e diventare ferroviere. Un modo ironico di chiudere la storia, ancora una volta un tentativo di andare oltre l’amore di una madre.
Bisogna aggiungere che nel momento in cui uscì il libro, Piero Monti disse alla madre "Mi hai mancato di rispetto!", non volendo esibire la sua vita al pubblico, ma lo disse con affetto filiale. E quello di Le parole tra noi leggere è un finale degno di una scrittrice da riscoprire anche a livello scolastico, e soprattutto oltre la moda.
Le parole tra noi leggere
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Un libro perfetto per...
A chi ama lo scandaglio interiore dei sentimenti.
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