- Autore: Petros Markaris
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2026
La crisi abitativa ad Atene è cronaca recente. Per il ceto medio l’affitto è diventato insostenibile con conseguenti sfratti, pignoramenti, tensioni sociali, senzatetto che vivono in strada. Si aggiunga il paradosso del progetto di riqualificazione urbana dell’Ellinikon, volto alla creazione di un’enclave di lusso. Ma qual è il costo sociale della valorizzazione cittadina? Dove può spingersi la protesta delle fasce deboli? È possibile un dialogo tra immigrati e greci impoveriti in lotta per la sopravvivenza? Con il timbro accattivante che ha conquistato i lettori, ce ne parla Petros Markaris, scrittore, drammaturgo, traduttore, sceneggiatore che ha rinnovato il giallo nella letteratura greca contemporanea. Da oggi, 28 aprile, è in libreria per La nave di Teseo, nella traduzione di Andrea Di Gregorio, il romanzo La ricchezza che uccide. La nuova indagine di Kostas Charítos, che richiama l’attenzione sul dramma di quanti, tra pagare l’affitto e mangiare, sono costretti a scegliere la seconda alternativa. La vicenda è ambientata in un’Atene caotica, rumorosa, contraddittoria, piena di problemi, vitale. Colpisce la precisione con cui l’autore cita la rete stradale percorsa in lungo e in largo dai personaggi insieme all’assenza di descrizioni circostanziate. Sono vie come tante, congestionate dal traffico e funzionali all’indagine o a chi ci abita. Turismo e pittoresco sono banditi.
Fin dall’esordio si respira aria di casa. C’è maretta tra Caterina e Fanis, rispettivamente figlia e genero del commissario, che affrontano i problemi di salute del piccolo Lámbros con sensibilità diverse. La prima è in preda all’ansia, il secondo si affida al pragmatismo. Il loro braccio di ferro coniugale preoccupa il protagonista, che però si astiene dall’intervenire, nella speranza che l’antidoto del lavoro scacci dalla mente i problemi famigliari. Purtroppo dietro l’angolo lo attende un caso che assumerà dimensioni sempre più inquietanti.
Una coppia viene ritrovata senza vita nel suo appartamento. Il fatto, riconducibile a un gesto estremo contro il caro affitti, di per sé non è motivo di indagine, ma per le forze dell’ordine diventa un problema perché scatena manifestazioni di protesta di cui è impossibile stabilire in anticipo violenza, vandalismo, frange anarchiche. Quando alcuni senzatetto si accampano nel parco dell’Ellinikon per contestare la gentrificazione – il rinnovo urbano che porta di fatto a sostituire i residenti storici con ceti alti senza offrire soluzioni abitative a chi non ha più un tetto -, e le autorità devono trovare uno spazio dove trasferirli ad interim, nella capitale la situazione diventa incandescente.
Poco dopo l’omicidio del dirigente di un’impresa immobiliare getta benzina sul fuoco. Prende il via un’indagine complessa che si intreccia a pari merito con la vita privata del commissario, un servitore dello Stato integerrimo e testardo che dopo il lavoro non vede l’ora di tornare a casa. Sono gli affetti l’epicentro della sua vita:
Guardo l’orologio. Ho un’altra ora di lavoro e poi anche per oggi sarà finita.
La maggior parte dei capitoli, infatti, si apre e si chiude tra le mura domestiche tra un buongiorno al profumo di caffè e l’attesa di cadere tra le braccia di Morfeo.
A parte l’interesse del versante sociale in cui si innesta il giallo, il segreto del successo della serie va ricercato nello spazio dedicato alla sfera privata. Abbiamo di fronte un uomo comune, un esponente del ceto medio basso che di eccezionale non ha nulla a differenza di tanti, troppi, colleghi letterari. Estraneo alle intemperanze, il commissario Kostas Charítos non ricorre alla violenza, non cede al fascino femminile, non ha bisogno del cinismo per affrontare il suo mestiere perché crede nella solidarietà e nella famiglia e conosce l’animo umano. Al suo fianco c’è Adriana, una moglie di buon senso, regina della casa e dei fornelli. I suoi cavalli di battaglia culinari valgono più delle parole, anzi sono un codice comunicativo perché il cibo da lei preparato con amore rassicura, protegge e scalda il cuore, attenua i dissapori. In una parola unisce. Ecco i pomodori ripieni al forno per celebrare una ricorrenza, ecco l’antidepressivo dello tzatziki (yogurt, aglio e cetrioli) se il marito è giù di morale. E in questo romanzo, radicato in un presente incerto ma aperto alla speranza, sono numerose le occasioni in cui Kostas è teso, turbato, specie quando si avvicina la notte e il sonno tarda ad arrivare. Complice il peso delle responsabilità professionali, dell’età avanzata, dei cambiamenti in corso nella “sua” Grecia, di un’inchiesta difficile e dolorosa.
In questo tipo di indagine che segue i ritmi della vita vera, i coup de théâtre sono rari. Piuttosto incontriamo ricerche sul campo a raccogliere informazioni, a carpire dettagli qua e là; tecnologia poca, la noia dei rapporti, i contatti con le istituzioni perché è tutto un rincorrersi di telefonate dal ministro all’unità antiterrorismo ai superiori e quant’altro. Poi la svolta quando un paio di deposizioni apre uno spiraglio investigativo.
Riguardo alla squadra operativa e ai comprimari, li conosciamo in modo parziale e alcuni antefatti risultano sottintesi. È il caso di Caterina (lavora?), del nipotino Làmbros (perché il ricovero in ospedale?) di tanti agenti e conoscenti. Anche di Zisis in questo romanzo sappiamo poco. Eppure è una figura chiave nella triplice veste di amico, memoria storica e coscienza critica per non dimenticare la giunta dei colonnelli. Tale scelta, insolita nella narrativa seriale dove ogni libro riassume profili ed antefatti del cast, risponde alla necessità di suggerire una lettura in ordine cronologico, probabilmente per seguire passo passo l’evoluzione dei personaggi. Il che ha una logica, se pensiamo alla carriera trentennale del commissario che debutta in Grecia nel 1995 e cinque anni dopo in Italia.
La ricchezza che uccide di Petros Markaris è una lettura coinvolgente che mi sento di consigliare agli amanti del giallo sociale dall’atmosfera mediterranea e a chi crede senza retorica nella solidarietà e nella lotta politica a fronte delle ingiustizie.
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Un libro perfetto per...
Agli amanti del giallo sociale dal timbro mediterraneo.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La ricchezza che uccide
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