- Autore: Roald Dahl
- Genere: Libri per bambini
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Salani
- Anno di pubblicazione: 2016
- ISBN: 9788869187346
Roald Dahl non è stato solo un gigante tra i romanzieri del ’900, ma anche uno scrittore capace di tramutare idee estreme e infantili in storie possibili e, qualche volta, segretamente desiderabili. Questo accade anche ne La magica medicina (Salani, 2016, trad. di Paola Forti, illustrazioni di Quentin Blake), un racconto che, in pochi episodi, mescola lo stile ineguagliabile di Dahl a una realtà che spesso dimentichiamo che esista: le difficoltà dei rapporti familiari.
Il pentolone in cui si mescolano questi due ingredienti è lo stesso in cui il piccolo George cuoce i componenti della magica medicina preparata per la sua insopportabile nonna. Ed è imbastendo il disgustoso intruglio liquido che lo scrittore ci immerge in un flusso di eventi quasi dimenticato, riconsegnandoci le lenti infantili e suggerendoci di osservare ciò che avviene in casa di George attraverso una spensieratezza trascurata.
Zampillando tra onomatopee, allitterazioni e rime, Dahl ci riporta in un tempo già vissuto, mostrandoci una possibile e dura realtà quotidiana, mascherata da esibizione comica. Così, a poco a poco, tra piccoli accenni di sorriso e filastrocche canticchiate a bassa voce, ci si rende conto di immergersi sempre di più in una storia che non riguarda solo il piccolo George, ma anche tutti noi.
Il tempo può lenire alcune cicatrici inflitte dai rapporti familiari, altre rimangono visibili o addirittura vengono in superficie più tardi. Ma una cosa è certa: si crede di essere sempre da soli, di fronte al suono agghiacciante dei vetri in frantumi di un rapporto spezzato. Dahl, però, il gigante maestro dei giochi di parole e della scrittura intrusiva, spazza via quella solitudine ed entra a gamba tesa nelle cicatrici di ciascuno. È qui che tutto si mescola, ancora.
Mentre la magica medicina prende forma nel pentolone di George, veniamo trasportati anche noi nella mente del bambino, dove le sue emozioni si confondono e ci fanno tornare a quei vetri in frantumi che, guardandoli dopo anni, da una nuova prospettiva, non sembrano più emettere quel suono agghiacciante che ricordavamo. La capacità dello scrittore sta proprio nel rapire grandi e piccini, confessando ai più piccoli che i loro problemi sono problemi da grandi, e rassicurando gli adulti che le loro domande sono le stesse dei più piccoli. Unire due grandi fazioni del tempo in qualche storia è un mestiere difficile ma Roald Dahl lo ha saputo fare, in ogni suo racconto. E, come scrive l’autore, se qualcuno “se ne stava tutto il giorno seduta accanto alla finestra, a bofonchiare, borbottare, brontolare, lamentarsi e lagnarsi di questo e di quello”, basterà preparargli una magica medicina per porre fine al lamento. O forse ciò che veramente voleva dire lo scrittore è che la sola medicina di fronte all’inclinazione dei rapporti familiari è il nostro punto di vista. Perché se le riusciamo a guardare come guardiamo e leggiamo i pensieri del piccolo George, allora anche le cicatrici più vivide troveranno lo spazio di un sorriso e di una filastrocca.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La magica medicina
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