Nemmeno lo vogliamo sapere l’ammontare dell’anticipo a Jeneva Rose, dopo il clamoroso successo di Un matrimonio perfetto, lei che ora può permettersi tutti quei lussi che, con un bimbo e un marito con un lavoro buono ma insufficiente, prima nemmeno ci pensava. Avrà avuto un minuto di riflessione e via col sequel dal titolo Un divorzio perfetto (Newton Compton editori, 2026, trad. di Leonarda Grazioso, Giulio Lupieri ed Eleonora Motta). Molti lettori lo hanno preferito, perché la sua scrittura si è più affinata, attenta. E in ogni caso non è arrivata a un milione di copie vendute, ma resta il nome. Jeneva ha un suo gruppo di sostegno.
Se alcuni personaggi sono morti è perché il tempo passa, soprattutto nei noir. Ritroviamo Sarah Morgan vedova, al secondo matrimonio con Bob Miller, che finalmente ha una bimba di nome Summer. Come fa a risposarsi con un collega che le ha scippato il ruolo di socia, in un pregiato studio legale? Non le piaceva nemmeno. Qui ogni lettore può dire la sua. Un marito ricco, che le dà sicurezza, e poi la nascita di una bimba che si chiama Summer, che ama sia la madre che il padre; di amore coniugale proprio il minimo, per dormire nello stesso letto. Entrambi escono al mattino, salutano la figlia che fa le elementari, e Sarah che continua a fare il suo lavoro pro bono per le persone non abbienti che non possono pagare un intruglio legale, un avvocato. Ma quando c’è Sarah Morgan c’è sempre un marito: stavolta Bob, che va in un locale notturno e ha un rapporto sessuale da ubriaco.
Prima Adam, il primo marito, morto, poi Bob: possibile hanno sempre voglia di stare bene pagando, sapendo che gli Stati Uniti accettano più una frequentazione di casinò con le fiches che una relazione di una notte di sesso o di lungo corso. Ma stavolta sono diversi i nomi e accettano una "serena" amoralità, nel senso che anche gli States sono sempre più attaccati a soldi, potere, armi.
La storia di Sarah Morgan si può riassumere con la parola “figlia” e al suo nome, Summer, che sente voci di divorzio tra i suoi genitori e resta di sale, perché lei è molto affezionata a Bob, mentre Sarah cerca di neutralizzare questo secondo marito. In ogni caso parliamo di una bella donna, dedita alla famiglia, consorte invariabilmente tradita, una donna che forse sarebbe stata meglio che lavorasse in casa col laptop, ma poi a chi far vedere le borse Vuitton o il completo Prada?
C’è nei capitoli finali una giravolta noir che dà alla testa ed è molto apprezzata. Troviamo gli sceriffi, i vice, di solito donne in gamba. Il patriarcato tiene a galla gialli, noir e thriller. Jeneva Rose è una nuova scrittrice che proprio non potrebbe scrivere se gli uomini, maschi e donne, non si facessero la guerra quotidianamente. Da leggere.
- Autore: Jeneva Rose
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Newton Compton
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un divorzio perfetto
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