- Autore: Emil Cioran
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Mimesis
- Anno di pubblicazione: 2024
Il filosofo Emil Cioran scriveva almeno una lettera tutti i giorni e la sua vita terrestre fu piuttosto lunga. Il risultato è una marea di epistole, molte scomparse o bruciate da Cioran stesso, non sempre spedite. Aveva l’ossessione delle lettere; diceva che un uomo di cultura, un professore universitario, aveva finito la giornata solo dopo averne scritte alcune. E le lettere stesse erano letteratura pura. Quasi tutti gli scrittori e le scrittrici hanno scritto lettere che sono state pubblicate; forse quelle che vengono in mente subito sono quelle di Kafka, a Felice Bauer ma soprattutto a Milena Jesenská, centocinquanta lettere in un anno di straordinario splendore. Le lettere conservate di Cioran in questo libro dal titolo Il nulla per tutti. Lettere ai contemporanei (Mimesis edizioni, 2024, curatela e trad. di Vincenzo Fiore) sono spesso di ordine pratico.
Spesso erano scritte con un linguaggio commerciale; chiedeva ai suoi editori soldi o anticipi. Lo studioso non fu mai ricco ma spendeva più del dovuto, nonostante i rimbrotti di Simone, la sua compagna. E visse nella mansarda parigina fino alla fine: non avrebbe tollerato rumori di scarpe, litigi o altro. Senza andare oltre, Cioran scriveva in quasi tutti i libri anche a forma di aforisma: "Per me scrivere significava scrivere lettere". Se non ci fosse stata la dannazione di rivedere libri scritti, di pubblicarli, di parlarne, per avere soldi sufficienti per vivere a Parigi, già cara ai tempi, il filosofo avrebbe scritto sempre e solo lettere. Che in ogni caso è una provocazione, perché se non avessse scritto alla casa editrice Gallimard, a Roberto Calasso per Adelphi, all’amata scrittrice Susan Sontag, a qualche studente e a una schiera infinita di filosofi rimasti in Romania, fino a Elie Wiesel, a Samuel Beckett, a Marguerite Yourcenar, avrebbe scritto a sé stesso. Sono quei paradossi che chi scrive trova dai primi libri letti del filosofo e dunque, dopo anni, pur amando alcuni suoi pensieri e concetti, ha superato la soglia dello sfinimento e della ripetizione. Forse perché non scriviamo più lettere, non sappiamo come scriverle e soprattutto non arrivano in giornata.
Scopriamo, con la scrittrice Sontag, le lettere per darle la forza di superare la malattia, e poi:
Mi piace lo stile serrato e le sue pagine ne sono un esempio straordinario. Ho un debole per i capitoli sull’importanza delle immagini [...]mi hanno altresì sedotto i riferimenti concreti, i casi che cita. Mi riferisco, fra gli altri, a Diane Arbus, di cui ignoravo persino il nome.
A proposito di questi riferimenti, Cioran è sempre ben disposto, gentile e, che si scrivano le lettere o le mail, al come stai, come molti di noi, risponde: “sto invecchiando”.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il nulla per tutti. Lettere ai contemporanei
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