Esercizi negativi. In margine a “Sommario di decomposizione”
- Autore: Emil Cioran
- Genere: Filosofia e Sociologia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Adelphi
- Anno di pubblicazione: 2025
Cioran agli inizi, quando dalla Transilvania si recò a Bucarest, sognava un cambiamento di vita. Coltissimo, temperamento nevrotico, doveva andare via dalla Romania comunista del tempo. I suoi amici riuscivano a resistere, mentre Cioran aveva trovato il modo per scappare nella capitale francese. Arrivò a Parigi nei primi anni cinquanta del secolo scorso, come studente che doveva concludere il suo dottorato di ricerca. A quaranta anni, nella mensa universitaria era il più vecchio studente. L’insonnia lo perseguitava e passeggiava palmo a palmo tutta la città. La lingua francese gli era congeniale e i suoi saggi sono di una bellezza stilistica rara. Ma forse proprio perché il francese era la sua lingua d’elezione, ritenne che questi scritti tagliati sarebbero dovuti rimanere nascosti. E invece sono stati pubblicati col titolo Esercizi negativi. In margine a "Sommario di decomposizione" (Adelphi, 2025, traduzione di Cristina Fantechi, curatela Ingrid Astier). Ma come Kafka, un suo amico conserverà il faldone per renderlo pubblicabile, dopo la sua morte e quella della compagna Simone Bouè, che si fece intervistare da un giornalista per raccontare che Emil era meno ascetico di come si raffigurava. Era un uomo sanguigno cui piacevano le bionde e le brune, ammirato dalla bellezza senza tempo di Jeanne Moreau o di Brigitte Bardot.
Forse il motivo di questa cesura da parte di Cioran era per i paragrafi contro Sartre: pur riconoscendo che l’esistenzialismo francese fu la vera sorpresa filosofica che spazzava gli anni del secondo conflitto bellico, Sartre era un personaggio più che un filosofo, ed era felice di essere famoso. Sartre andava a comando: a ogni risposta a una domanda ci pensava su per non offendere le parti politiche, sociali e economiche della Francia. Nel suo essere sempre d’accordo, Sartre era un camaleonte. Avrebbe potuto vivere in qualsiasi epoca, mentre Kierkegaard e Nietzsche erano "trafitti" dal loro carattere fermo, figli del tempo. Le loro intemperanze erano reali, così come la loro nevrosi.
Cioran poi si prendeva gioco di Hegel; non lo capiva lui, uomo della Transilvania e genio per procura, come potevano capirlo gli altri, dal momento che erano parole a casaccio, senza nessuna aderenza con la realtà. Ma soprattutto toccare Sartre ai tempi era pericoloso, e questo libro pericoloso lo è sempre. Ma è anche vero che lo scrittore romeno lo detestava, perché avevano delle caratteristiche comuni: quelle di piacere. Sartre e Cioran, in modi diversi, pur pessimisti e avvolti nell’insignificanza umana, amavano essere riconosciuti, firmavano copie dei loro scritti. Due vanitosi.
Esercizi negativi. In margine a «sommario di decomposizione»
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