- Autore: J.K. Rowling
- Genere: Libri per bambini
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Salani
Inghilterra, giorni nostri. Un bambino orfano di quasi undici anni vive con degli zii odiosi e un cugino insopportabile, anzi sopravvive alle loro angherie ed ingiustizie quotidiane con un atteggiamento di quieta rassegnazione. Qualche volta succedono cose strane dove c’è lui, inspiegabili, ma Harry Potter, questo è il suo nome, non ci fa caso più di tanto se non per le punizioni che ne conseguono. Un giorno però, il giorno della vigilia del suo compleanno, tutta la sua vita cambia perché riceve una lettera speciale, una lettera nella quale viene informato di essere stato ammesso alla prestigiosa Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts perché lui è un mago, figlio di maghi potentissimi, in grado di tenere testa al perfido e temibile Voldemort e alla sua magia nera, e questo è solo l’inizio.
“Harry Potter e la Pietra Filosofale” (Salani, 1998) è il primo volume di una saga che ha letteralmente battuto tutti i record possibili nel mondo della letteratura per ragazzi e non, nel mondo del cinema e della cultura in generale. J.K. Rowling, sua autrice, è riuscita ad inventarsi un mondo all’interno del quale diverse generazioni si ritrovano unite nel piacere più puro della lettura e dell’immedesimazione, dell’avventura, dei buoni sentimenti e dell’eterna lotta fra Bene e Male.
Nel primo capitolo, appunto, facciamo conoscenza con il piccolo Harry, con il suo passato misterioso e con un presente che lo sta catapultando in un universo fantastico popolato non solo da maghi e streghe ma anche da amicizie e inimicizie, momenti di gioco e studio, dispetti e lealtà, pozioni e lezioni di vita, il tutto condito da personaggi vivi e pulsanti, memorabili, tenerissimi e insopportabili. Inoltre, Harry e i suoi amici Ron, Hermione e Neville, si troveranno subito invischiati in una strana storia di potere e vita eterna, dove si sospetta di chiunque nella scuola e che sembra portare diritta fra le braccia di Voldemort. Tutti ingredienti di un immenso calderone che ipnotizza, rapisce, non fa staccare gli occhi del lettore dalla pagina. Un mondo del quale desiderare far parte, anche per pochi minuti, anche se non si è più bambini, perché questa è la più grande magia di Harry Potter: chiedersi come se ne è potuti fare a meno fino ad oggi.
“Sai, la Pietra non era poi una cosa tanto prodigiosa. Sì, certo: tutta la ricchezza e tutta la vita che si può volere… Sono le due cose che la maggior parte degli esseri umani desidera più di ogni altra… Ma il guaio è che le persone hanno una particolare abilità nello scegliere proprio le cose peggiori per loro.”
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Harry Potter e la Pietra Filosofale
Per noi amanti della fantasia, specialmente per quelle che, come me, sono cresciute cibandosi di mondi lontani, magie arcane e tecnologie futuristiche, "Harry Potter e la Pietra Filosofale" non è solo un libro, ma un vero e proprio portale. Ho attraversato innumerevoli dimensioni letterarie, da quelle complesse e stratificate di Tolkien ai distopici futuri di Asimov, eppure l’esordio di J.K. Rowling ha saputo conquistarmi con una semplicità e una freschezza disarmanti, pur rimanendo profondamente radicato nei principi che amo del genere.
Ciò che colpisce fin dalle prime pagine è la capacità della Rowling di costruire un mondo credibile, palpabile, che esiste appena oltre il velo della nostra realtà quotidiana. Non si tratta della classica "terra di mezzo" o di galassie lontane, ma di un sottile intreccio tra il banale e l’extraordinario, che rende l’idea di una magia nascosta tra noi ancora più affascinante. Questa dualità è gestita con maestria: il grigiore del mondo Dursley contrasta vividamente con l’esplosione di colori e meraviglie di Diagon Alley e Hogwarts. È un invito a guardare il mondo con occhi diversi, a credere che l’impossibile sia a portata di mano.
Il libro brilla per la sua capacità di essere immediatamente coinvolgente. La storia di Harry, l’orfano maltrattato che scopre di essere un mago, è una rielaborazione moderna dell’archetipo dell’eroe predestinato, ma è intrisa di un’autenticità che la rende irresistibile. Ci si immedesima istantaneamente nella sua meraviglia, nella sua confusione, nel suo desiderio di appartenenza. Le amicizie nascono e fioriscono, specialmente quella tra Harry, Ron ed Hermione, che è il cuore pulsante della narrazione, un trio che incarna l’essenza dell’avventura, della lealtà e della crescita.
Dal punto di vista di una profonda conoscitrice del genere fantasy, apprezzo come la Rowling attinga a piene mani dalla mitologia e dal folklore occidentale, rielaborandoli in modo originale. Non si limita a un copia-incolla, ma infonde nuova vita a creature come i troll e figure come i centauri (anche se qui ancora non appaiono in maniera prominente), inserendoli in un contesto scolastico e giovanile che li rende accessibili e affascinanti per un pubblico vasto. Le regole della magia sono sufficientemente definite da dare un senso di ordine al mondo, ma anche abbastanza fluide da permettere sorprese e colpi di scena.
La narrazione è appassionante, con un ritmo incalzante che tiene la lettrice incollata alle pagine. Il mistero della Pietra Filosofale si svela gradualmente, disseminando indizi e depistaggi con un’abilità degna di un giallo ben congegnato. Non è solo un libro per bambini; la sua stratificazione permette a un pubblico adulto di apprezzarne la costruzione del mondo, i temi sottostanti di bene contro male, amicizia, coraggio e la scoperta di sé.
"Harry Potter e la Pietra Filosofale" è un’opera fondamentale non solo per il genere fantasy moderno, ma per la letteratura in generale. Ha riacceso la scintilla della lettura in milioni di persone, me compresa, ricordandoci la potenza della narrazione e l’eterno fascino dell’avventura. Un inizio magistrale per una saga che ha ridefinito il concetto di magia nel nostro immaginario collettivo. Un must-read assoluto per chiunque creda che la realtà sia ben più interessante quando è intrisa di un tocco di incanto.