- Autore: Stephen King
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Sperling & Kupfer
- Anno di pubblicazione: 2017
- ISBN: 9788868363994
Fine turno, edito a ottobre 2017 da Sperling & Kupfer, nella collana Pickwick (trad. di Giovanni Arduino), dell’autore americano Stephen King, è il capitolo conclusivo della trilogia dedicata al detective in pensione Bill Hodges. È un romanzo thriller con una componente horror.
Nel 1978 a Jonestown, nella Guyana, avviene un suicidio di massa, novecentonove persone bevono un cocktail di cianuro e succo di frutta. Fu il pastore Jim Jones a orchestrare il tutto. Che cosa accadrebbe se un individuo provasse oggi, con i potenti mezzi del web, ad architettare una strage simile? Se lo chiede King, scrivendo un thriller perfetto con tempi e modi che solo la sua mente riesce ad elaborare.
Il libro si apre con un doppio suicidio, madre e figlia. La figlia è Martine Stover, una delle vittime della strage del City Center del 10 aprile 2009. Una delle più gravi, è rimasta paralizzata dalla vita in giù. Hodges viene subito avvertito ed è restio a credere che si tratti effettivamente di suicidio. Troppe coincidenze conducono a Brady Hartsfield, Mr. Mercedes, che Holly Gibney ha ridotto ad un vegetale. Ma ha sentito strane voci sul suo conto, ora è vigile, non più in coma. Dal suo risveglio sono accadute strane cose nella sua stanza di ospedale, la 217: sacche delle flebo che dondolano, coperte che si alzano e bottoni delle divise delle infermiere che saltano, quasi per dispetto. In ospedale, il Kiner, si borbotta nei corridoi che abbia dei poteri sovrannaturali, forse innescati dal colpo che ha ricevuto in testa, forse dalla cura sperimentale non autorizzata che il suo medico, il dr. Babineau, gli sta somministrando. E poi ci sono strane consolle di gaming, gli Zappit, con cui i pazienti passano il tempo. Persino Brady ne ha una e la guarda imbambolato per ore e ore.
Così iniziano le indagini di Hodges e Gibney, che li porteranno a scoprire che l’impossibile delle volte può accadere. Come era accaduto in La zona morta, al risveglio dal coma il paziente scopre di avere poteri speciali. In questo caso Brady manifesta subito il potere della telecinesi, ma ci sarà molto altro da scoprire.
Il personaggio del cattivo, che nel primo libro viene soprannominato Mr. Mercedes, e in questo il Principe del suicidio, è ben costruito ed è veramente un genio del male. Mai prevedibile e onestamente fa veramente paura. E con i suoi poteri sembra che nessuno possa scalfirlo, quasi indistruttibile. Anche se egli stesso ammette che c’è qualcosa di ancora più potente:
Riflette, e non per la prima volta, che le facoltà telecinetiche sono nulla in confronto al potere di Internet. Migliaia di ideazioni suicide devono essere germinate nel ricco brodo di coltura dei social network, dove pullulano i troll e il bullismo imperversa senza sosta. Ecco un’autentica dimostrazione della forza della mente sulla materia.
Un’aspra critica alla nostra società. Ci siamo fatti assorbire completamente dal web, che detta e comanda tutto, persino quando è ora di farla finita. E in questo mondo pericoloso, noi tutti siamo complici perché lasciamo gli adolescenti da soli, senza protezione, senza essere consapevoli dei rischi che corrono, anche se sono in casa, sotto il nostro stesso tetto. Ormai, il pericolo non è solo fuori di casa. Il pericolo è ovunque. Basta una connessione wi-fi e il male entra nella nostra mente.
Menzione d’onore ad Holly Gibney, che riesce sempre a dire la cosa giusta al momento giusto, in modo semplice e diretto. Questo è senz’altro il suo super potere. Con questo libro si chiude la trilogia di Bill Hodges, che passa il testimone alla sua socia, appunto Holly, a cui King dedica tre libri, The Outsider, Holly e Never Flinch, e un racconto che troviamo all’interno di Se scorre il sangue.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Fine turno
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