- Autore: Paola Barbato
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2025
Paola Barbato ci regala, con Cuore capovolto (Neri Pozza, 2025), un thriller crudissimo e straordinario.
Il protagonista è Alberto Danini, un agente della Polizia Giudiziaria che lavora allo SCO, il Servizio Centrale Operativo: è un informatico che indaga nei meandri del web alla ricerca di insidie e pericoli. Quindi è un agente che lavora dietro a un computer, in ufficio: ha un distintivo e l’arma d’ordinanza, ma non ha mai compiuto missioni sul campo.
Alberto ricopre solo incarichi tecnici nella “divisione di tutela delle figure fragili” – essenzialmente minori caduti nelle reti dei pedofili. La sua particolarità è la capacità di immedesimarsi di volta in volta nella vittima – per lo più ragazzini adescati nel web da oscuri e disgustosi predatori: ha studiato nel dettaglio i comportamenti e lo slang degli adolescenti, e continua a tenersi aggiornato sui loro gusti e sul loro stile di vita in perpetuo cambiamento, così da sapere sempre come avvicinarli (virtualmente, dietro lo schermo del PC), comunicare con loro e sventare la rete di trappole del web in cui a volte cadono. In questo è il migliore: Alberto è un serpente che sa cambiare pelle a seconda della necessità, la cui reale identità è sconosciuta al punto che persino suo marito Emanuele non conosce i dettagli dell’incarico che lui svolge.
“In che modo entra in relazione con questi minori?”
“Fingo di essere uno di loro.”
Il thriller si apre quando Attilio e Ilaria (una coppia di genitori) scopre che il figlio tredicenne Leonardo è forse caduto in una di queste orribili trappole usando il proprio smartphone, e fanno una denuncia alla polizia; comincia così un’indagine da parte della sezione degli informatici al fine di fare luce sulla cosiddetta “Rete dei cuccioli”, un’organizzazione criminale dal nome tenero e apparentemente innocuo, dietro cui probabilmente si nascondono mostri. “Lo faccio a fin di bene. Io sono il buono”.
Data questa premessa e pur avendo negli anni “visto, letto, sentito cose mostruose che pochi digerirebbero”, tuttavia Alberto riesce a mantenere freddezza e distacco negli incarichi che ricopre, del tutto concentrato nel personaggio che interpreta quando si insinua nel web. Alberto ha il “cuore capovolto” e sa diventare una persona diversa – ed è proprio ciò che ci vuole per affrontare gli incubi e misteri del web. Alberto indaga mascherandosi a sua volta per poter capire come si muove la Rete, quali sono i crimini che commette chi vi fa parte, come vengono adescati i ragazzini – ma stavolta commette un grave errore di valutazione, per cui la sua identità salta e viene estromesso dall’indagine.
Paola Barbato da qui costruisce una vicenda molto cruda, alla base della quale sta l’incapacità di Alberto di fermarsi: anche se allontanato non solo dal lavoro ma anche dalla città di Roma (al fine di proteggere la sua vita, quella del marito inconsapevolmente coinvolto e l’indagine giudiziaria in sé), Alberto decide di proseguire in autonomia la ricerca, diventandone ossessionato al punto da non riconoscere più i limiti etici da non superare ed esponendosi personalmente. La figura di Alberto è costruita in modo eccellente: Paola Barbato spiega il lavoro da lui condotto in anni di allenamento per riuscire ad immedesimarsi appieno e “astrarsi quasi completamente da sé”. Ma stavolta Alberto perde il controllo, talmente “intossicato dalle sue stesse emozioni” da non riuscire più a vivere il distacco necessario per avvicinare i mostri del web. Da “cacciatore di mostri dietro ad uno schermo”, Alberto diventa un agente operativo, benché non preparato ad affrontare il mondo crudele che esiste al di là del computer.
Non sei tagliato per questo
la teoria e non la pratica
il computer e non la pistola.
La Rete dei cuccioli nasconde dietro ai nomi dei livelli (all’apparenza inoffensivi: gattini, pulcini, coniglietti...) missioni sempre più pericolose e reati: si parte da innocui like a post o video fino ad azioni crudeli che garantiscono a chi le porta a termine crediti (denaro) spendibili per avviare ulteriori incarichi. Paola Barbato costringe il lettore a capire che il confine tra virtuale e reale nella nostra società è labilissimo, e che a volte non è possibile distinguere i due livelli.
Anche il rapporto tra genitori e figli adolescenti è messo a nudo: l’incomunicabilità e la difficoltà di capirsi è un terreno che deve essere praticato costantemente, per cercare di riavvicinarsi e sventare le insidie della rete. Altro elemento chiave della vicenda su cui Paola Barbato punta l’attenzione del lettore è la manipolazione delle notizie e l’uso improprio che viene fatto di immagini e video – che vengono maneggiati e falsificati prima di essere dati in pasto al grande pubblico. Tutti potrebbero cadere preda della Rete dei cuccioli – sia gli adulti che gli adolescenti: l’autrice spiega chiaramente che “con l’odio non si gioca, con l’odio non si scherza”, raccontando quanto può risultare crudele un gioco che si spaccia per un semplice scambio di favori tra iscritti.
Paola Barbato, classe 1971, dà vita in Cuore capovolto a personaggi molto veri e credibili e ci consegna un thriller mozzafiato che si chiude con un colpo di scena inaspettato. L’angoscia che pervade la vicenda è trasmessa al lettore con un ritmo vertiginoso e implacabile; lo stile narrativo dell’autrice è intenso e straziante, ed è impossibile allontanarsi dalle pagine prima di arrivare all’implacabile conclusione del romanzo.
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Un libro perfetto per...
Consiglio "Cuore capovolto" agli amanti del thriller dal ritmo serrato ed intenso
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Cuore capovolto
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