- Autore: Brunella Gasperini
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2024
Brunella Gasperini è l’estate dei primi amori, delle liti in famiglia, del passaggio da un Paese contadino a uno industriale. Brunella è stata questo, ma anche una donna che ha molto amato e molto sofferto. Nel 1978, un anno prima di morire, pubblicò Una donna e altri animali, non un’autobiografia ma frammenti di pensieri sulla sua famiglia, sulla sua gioventù e le sue lettrici, ripubblicata nel 2024 dalla benemerita GAEditori.
Nei primi capitoli si parla del suo lavoro di giornalista alle prese con direttori isterici e ossessionati dalle scadenze degli articoli, presentandoci così un’immagine poco romantica della professione in un periodo storico, che era falsamente mitizzata. Brunella gioca molto sulla sua presunta difficoltà nella scrittura, che sarebbe continuamente interrotta dalla presenza basculante del compagno di vita (il marito) e dei figli (con i cinquemila amici dei figli). E la scritta sulla scrivania: "Lavorò intorno a un tavolo senza combinare un cavolo", che denota un’ironia delicata su se stessa.
L’allegria pervade i capitoli quando descrive la sua distrazione, che le preclude l’acquisizione della patente di guida impedendole di essere una donna emancipata come si voleva all’epoca. La Gasperini scherza anche sulla sua ipocondria, sui malesseri intestinali, sulle prediche che le fa il Nero veloce (il medico di famiglia), sulle sue presunte malattie che invece erano vere e contraddicono l’immagine svagata che lei vuole dare, tanto da provocarle un’ulcera di cui morì nel 1979. La morte d’altro canto è presente nell’opera con l’immagine bella e dolorosa dei suoi fratelli maschi, morti da partigiani, che descrive nella loro gioventù fiorita di fratelli che litigavano molto tra loro ma si volevano un bene "da matti".
La giovinezza vissuta durante il fascismo fu caratterizzata dalla presenza del padre, uomo colto e anticonformista, ricco di idee e non di denari, che spesso veniva condotto in prigione per motivi di sicurezza e rilasciato subito dopo tra il tripudio del caseggiato. La madre della Gasperini compare come una figura di donna liberata in un contesto in cui alle donne era concesso come destino il matrimonio. I nonni, gli zii, le amicizie, tutto viene ricordato con affetto e dolcezza e con una punta di malinconia, quasi un congedo.
Ma i veri protagonisti del libro sono gli animali: cani, gatti e uccelli. Su indicazione della direttrice della rivista per cui lavora, la Gasperini descrive i primi gatti come la Pussi o il Patata e i cani, da Bacuc (che morse Brunella bambina) a Baffo, il più amato. Come se non bastasse, nella casa dell’autrice compaiono anche uccelli parlanti (che rimproverano tutti) e scriccioli raccolti da chissà dove, amati da tutta la famiglia che si fa in quattro per accudirli e per accudire la piccola Brunella, l’ultima della nidiata.
Una domanda che mi sono posta è stata: ma la Gasperini, nei confronti della vita, era così svagata e leggera come appare? Ebbe molte prove - i fratelli uccisi, la figlioletta morta durante i bombardamenti, la sua salute che era fragilissima nonostante dica di essere ipocondriaca e nevrastenica. Racconta in un capitolo del suo forte dimagrimento che costrinse i suoi familiari a ricoverarla, banalizzandolo come pura nevrosi, ma si può intuire un malessere vero e profondo tanto da ucciderla. Brunella non temeva la morte; temeva il morire, non poter più amare, soffrire, in una parola il non poter vivere, e sembra preludere a una fine non lontana, un presagio buttato sul ridere. E l’ultimo capitolo si conclude con le parole "manca solo il finale", ed è giusto perché un libro deve essere concluso dai lettori, che lo potranno terminare a loro modo e secondo le loro esigenze. Brunella Gasperini ci ha dato quindi la possibilità di interpretare la sua vita come noi la sentiamo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Una donna e altri animali
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