Si stanno celebrando i 250 anni di Jane Austen con club, feste, confezioni cofanetto delle sue opere, ma si dimenticano le signore della letteratura italiana, anche le minori, come Brunella Gasperini.
Il 7 gennaio ricorre l’anniversario della morte di questa scrittrice (scrittora, come amava definirsi), amatissima dalle italiane degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta quanto dimenticata oggigiorno (ma ci sono segnali di ripresa, con la casa editrice GAE che ripubblica le sue opere).
Brunella Gasperini: la vita e la rubrica per le italiane
Il suo vero nome era Bianca Robecchi coniugata Gasperini, Brunella fu lo pseudonimo con cui tenne la posta su Annabella. "Ditelo a Brunella" era una rubrica in cui si parlava di temi scottanti (divorzio, aborto, sessualità) in modo leggero, divertente eppure profondo.
D’altro canto lei non aveva avuto una vita facile. Sposata con Adelmo Gasperini, ha due figli, Massimo e Nicoletta, che saranno il suo mondo anche se ricorderà a lungo il dolore provato dalla morte della sua primogenita in fasce durante i bombardamenti a Milano. I figli, la famiglia, le estati a San Mamete in Valsolda (dove la ricordano in molti) saranno molto presenti nei suoi scritti. Dopo la guerra fece alcune infelici esperienze nel mondo della scuola, ma in seguito, grazie all’interessamento di Camilla Cederna, ebbe l’opportunità di lavorare presso "Annabella" con una posta del cuore, tra le tante dell’epoca. Subito si fece notare per la sua penna acuta e allegra in cui parlava in modo diretto, ma dolce e allegro alle italiane che si dibattevano tra il modello dell’angelo del focolare e nuove forme di femminilità. Ma non solo.
Tutti i libri di Brunella Gasperini
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Brunella Gasperini cominciò a interessarsi del mondo dei giovani con il romanzo L’estate dei bisbigli del 1956, una parentesi rosa in mezzo a istanze neorealiste o sperimentali. Una storia di ragazzi e ragazze che parla d’amore, ma anche di amicizia e ribellione. Il romanzo ebbe un seguito, meno felice.
Nel 1964 scrisse Rosso di sera, suo indiscusso capolavoro. Rosso, il protagonista, è un adolescente da manuale, pieno di dubbi e di speranze, amante di Neruda (che verrà sdoganato in Italia dalla Gasperini) e di una ragazza difficile per la quale il protagonista sperimenta il dolore per arrivare a essere uomo. Devo dire che se c’è una donna che riesce a raccontare l’adolescenza maschile, questa è Brunella Gasperini.
Spumeggiante e pieno di dolcezza è il trittico Io e loro, Lui e noi e Noi e loro, in cui si parla della famiglia Gasperini con dolcezza e allegria, quell’allegria che è il simbolo della scrittrice, come l’analisi ironica della società lo era della Austen. Era per lei una forza rivoluzionaria.
Negli anni Settanta scrive romanzi in cui compare la quotidianità come A scuola si muore, dove si parla di droga come problema di attualità, ma con esito poco felice.
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Più interessanti sono Il galateo, in cui le buone maniere sembrano un ritorno al passato ma in realtà rappresentano un modello di vita, e soprattutto Più botte che risposte, un’antologia delle lettere che in 25 anni le lettrici hanno inviato alla scrittrice, la quale ha risposto consolando, adulando ma anche rimproverando le donne.
Dagli anni Cinquanta agli anni Settanta i cambiamenti del mondo femminile sono enormi e Brunella è dalla parte delle donne, ma senza odio verso gli uomini e non a torto è stata definita “la femminista dolce”. Non c’è bisogno di urlare per far valere i propri diritti, come scritto in un saggio dedicato a lei.
La Gasperini muore il 7 gennaio 1979 per un infarto lasciando un grande vuoto.
Nelle sue Cronache familiari ha scritto:
Viaggiò intorno ad un tavolo senza peraltro combinare un cavolo.
E questa è la sua epigrafe al cimitero. Ma il suo ricordo resterà nel cuore delle sue lettrici che stanno aspettando il 2029 per ricordare il cinquantesimo della sua dipartita. Prepariamoci, ragazze, a festeggiare la nostra Brunella in barba a qualsiasi Jane Austen.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Brunella Gasperini: vita e opere della “femminista dolce”
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