- Autore: Brunella Gasperini
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2022
- ISBN: 9788832048704
Si avvicina l’estate e dentro i nostri cuori cresce la voglia di leggerezza, che non sempre può essere soddisfatta, immersi come siamo nelle nostre piccole beghe quotidiane; figli, lavoro trasporti ci portano via il tempo per noi stessi. Ma abbiamo bisogno di una coccola, e quale migliore coccola di un romanzo di Brunella Gasperini, mitica consolatrice di tante donne?
Tra i frutti migliori della sua produzione ci sono le Cronache familiari, una trilogia composta da Io e loro. Cronache di un marito, Lui e noi. Cronache di una moglie (insieme nell’edizione GAEditori, 2022) e Noi e loro. Cronache di una figlia, in cui la scrittrice racconta i fatti della vita quotidiana della sua strampalata famiglia.
Quello che sto per recensire è Io e loro, edito da Rizzoli nel 1959, dove si racconta la dura e felice convivenza di un marito con una moglie "a cui manca un venerdì", ma che lui ama tantissimo.
La trama è fatta di una serie di episodi in cui a predominare è a confusione e l’affetto, specie nei momenti delle vacanze in Valsolda, terra amata dalla Gasperini e luogo di vacanza in un’atmosfera fine anni Cinquanta. Il signor Dino, impiegato di banca e cuore d’oro, racconta delle escursioni con la barca ormai vecchia, la "Domokos", e l’incontro con una nidiata di cigni che sarebbe morta se, su comando della moglie, non fosse intervenuto salvando da morte certa i loro piccoli. Quello che colpisce nei racconti è l’amore infinito che hanno i protagonisti per tutte le creature del mondo, anche quelle inanimate come la Vecchia, l’auto sfasciata che nessuno ha il coraggio di cambiare per affetto. E soprattutto lei, la moglie scrittrice. Piccola, disordinata ma quanto amore ha negli occhi per il marito, la famiglia e i suoi adorati animali. Un bel ritratto di Brunella Gasperini, che fisicamente era proprio come descritta dal marito nel romanzo.
E i figli... la grande con tutti i problemi degli adolescenti, il medio che si crede saggio, la piccola una peste - la tipica famiglia di una volta, con tanti figli e tanta allegria e voglia di ricominciare. Conclusa la guerra, ricostruita l’Italia, tutti cercavano il benessere materiale ma anche morale, con immagini di dolcezza e speranza, perché secondo la Gasperini "non c’è rivoluzione più grande dell’allegria" e con ciò conquista le sue lettrici. Ma il dolore è dietro l’angolo...
Il signor Dino lavora in una banca in cui il capo è un vecchio scontroso che "ha passato i sessanta, è scapolo" e, pur criticando, il protagonista ne vede la solitudine e, guidato dalla moglie, lo invita a pranzo. Sembra una retorica familiare in cui il celibato viene visto come una condizione sfortunata dopo una certa età, ma oggi chi si sognerebbe di invitare a pranzo una persona sola? In ogni pagina c’è il dolore, c’è la rabbia, ma c’è anche l’affetto per una famiglia sgangherata ma felice.
Anche i luoghi sono importanti. Nella cronaca "Questa dannata casa" si racconta il ritorno settembrino della famiglia a Milano, nell’appartamento sui Navigli vecchio e cadente; è brutto, ha un sacco di problemi ma i due coniugi sono affezionati e non lo cambierebbero mai, "forse un giorno ce ne andremo. Ma forse il meglio di noi rimarrà qui". Bello, non vi pare? I luoghi sono le persone e la Gasperini ce li racconta in modo dolcissimo.
E il modo di raccontare è inconfondibile, apparentemente troppo facile. Frasi brevi, pochi aggettivi, descrizioni a piccoli tratti, parole con termini desueti. È questa, a mio giudizio, la chiave dell’arte della scrittrice, che da un linguaggio colloquiale tende a delineare caratteri precisi, come se li vedessimo. Il protagonista è simpatico: un uomo alle prese con piccoli problemi che però affronta con il riso nel cuore e una moglie che lo ama anche se spesso lo rimprovera. Sottovoce, come è nello stile della scrittrice. Su tutto predomina il paesaggio della Valsolda, luogo d’infanzia e di risate, dove la famiglia Gasperini trascorre il periodo estivo tra un frinire di grilli e cicale. Estati anni Sessanta e Settanta: non torneranno più, ma è bello ricordarle.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Io e loro. Cronache di un marito
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