Un cuore debole
- Autore: Fëdor Michajlovič Dostoevskij
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2020
Dostoevskij all’inizio scriveva romanzi per guadagnare qualcosa, per pura fame, ed erano già libri bellissimi; de I fratelli Karamazov se ne può scrivere uno solo in tutta la storia dell’uomo, ed è un capolavoro. Ma il genio dello scrittore russo si sente anche in libri o racconti non maturi. Per esempio il romanzo dal titolo Un cuore debole (Alessandro Polidoro Editore, 2020, prefazione di Giuseppe Andrea Liberti).
Vassia e Arcadio fanno gli impiegati, in quel di Pietroburgo. Lo strapotere dello zar nella città non si sente, è più una condizione patita da chi vive a Mosca. Pietroburgo è sempre stata una città troppo bella, troppo famosa. Vivono nella stessa stanza della pensione; un eccesso di sentimentalismo, che pure è gradevole, li vede sempre insieme che si abbracciano. Una cosa forzata, ne convengo, che se fosse pubblicato oggi il romanzo sarebbe etichettato come gay. Noi crediamo di fare passi in avanti, in questo millennio, mentre c’era più apertura mentale e orgoglio maschile tra i due impiegati. Una mattina Vassia arriva trafelato con uno sguardo da pazzo felice, chiama Arcadio (lui lo chiama Arcascia); il coinquilino si sveglia e viene a sapere che Vassia si è fidanzato con una ragazza bella e virtuosa, non ricca di famiglia ma che si farebbe bastare la busta paga dell’impiegato. Arcascia è contentissimo, un trentenne con la faccia da bambino e molto basso, mentre Vassia ha la postura storta, che senza il cappotto si vedrebbe benissimo, nonché un principio di zoppia.
I due si recano a casa della ragazza, dove il thè viene portato da una domestica. Quindi non sarà una ragazza ricca, ma con una famiglia benestante. Arcadio si invaghisce di Lisanka, questo è il nome della promessa sposa. Da Vassia lei sa molto di Arcadio, tanto che nella casa maritale ci sarà una stanza anche per il trentenne che già li ama moltissimo, soprattutto Vassia che ha fatto una scelta assennata. Entrano in un negozio tra il trambusto di Pietroburgo per comprare un regalo a Lisanka e alla fine scelgono una cuffietta con i nastri lunghi, sulla nuca. Tornano a casa ma Vassia è strano, febbricitante, e alla fine si svela al suo amato amico. Apre una parte dell’armadio dove ci sono pratiche amministrative che lui non ha revisionato e messe in bella copia. Pensa di essere stato da una fidanzata che non sa nulla del suo ozio, il piacere di rimandare e di dormire. Il ragazzo vorrebbe mettere in bella copia quasi tutto l’arretrato, ma sa che è impossibile e resta in piedi fino alle tre di notte, con l’intenzione di farlo nei giorni successivi. Arcadio lo vede sempre peggio, con le occhiaie nerissime, e si chiede se il ragazzo non è contento del loro anomalo ménage a trois. Basta, il resto lo si lascia ai lettori.
Un cuore debole sarà anche minore, ma è un romanzo splendido, dove già si intravede la figura de I fratelli Karamazov. Immenso come sempre, Dostoevskij.
Un cuore debole
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