Tramonto di un cuore
- Autore: Stefan Zweig
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Garzanti
- Anno di pubblicazione: 2024
Stefan Zweig ti entra nei recessi più intimi e raramente lo si scorda, anche se ha scritto moltissimo. Questo romanzo breve intitolato Tramonto di un cuore (Garzanti, 2024, trad. di Berta Burgio Ahrens), scritto nel 1927, vede un padre, Salomonsohn, che con la famiglia aveva prenotato un albergo a Gardone per tre settimane e una notte non riesce a dormire, perché aveva mangiato troppo, e si alza dal letto per prendere aria.
La moglie dorme beatamente e, per non disturbarla, esce fuori dalla stanza per camminare sul corridoio dove si vedono le altre stanze. Alle quattro del mattino si accorge che Erna, sua figlia di diciannove anni, esce da una camera non sua.
Il padre, attonito, controlla se per caso ha sbagliato porta. Nella stanza di Erna c’è ancora la luce. Era proprio lei che usciva da una camera di albergo che non era la sua. È tale lo shock e la rabbia che rientra nella sua stanza. Prima di allora non si era accorto di nulla. Vero è che a casa Erna e sua madre non mancavano mai a un ballo, a una festa, mentre l’uomo era sempre in giro, anche per piazzare la merce non comprata. Sono trent’anni che Salomonsohn continua col suo commercio, risultando l’ebreo più influente della sua cittadina. Ma questo non importa, l’uomo non avrebbe nemmeno immaginato che la figlia quasi ventenne rientrasse nella stanza d’albergo, dopo aver passato il tempo presumibilmente fino a quell’ora nella stanza di un uomo. È tale la delusione che ritorna nella sua stanza senza fiatare. Perché ha fatto tanti sacrifici, muovendosi col treno, per piazzare la merce da decenni? Per la figlia, per aver riposto in lei tutta la fiducia di un padre.
Si presume dal libro che Erna non sa nulla del genitore, perché lo ha visto pochissimo, sempre in giro per lavoro, e invece tratta la madre come la luce dei suoi occhi. La delusione è fortissima e parla tra sé e sé:
E adesso, adesso lei, a dieci passi dalla sua porta, di notte, furtivamente andava a letto con un estraneo, a rotolarsi, ingorda e nuda.
È pur vero che fino ad allora l’aveva trattata come una bambina, ma Erna aveva una sua vita e il padre era sempre assente, per lavoro.
Zweig non concede attenuanti, la figlia è un’ingrata che pensa solo a divertirsi. L’autore, a un certo punto, si confessa col lettore per tutte le cose cui ha rinunciato per la figlia: è stato più che parsimonioso, ha rinunciato a mangiare fuori quando partiva per lavoro. Il cuore di questo uomo affaticato, con questa nuova consapevolezza, va veloce e l’uomo si sente strozzato. Ripete come un mantra:
Denaro, maledetto denaro, le ha guastate, le ha allontanate, per cinquanta insensati anni ho sfacchinato, non concedendomi un giorno di riposo e adesso sono solo.
Sì, perché lui dà la colpa anche alla moglie: non è stato un buon matrimonio, si è buttata nella bella vita dietro ai desideri della figlia.
Tramonto di un cuore è un libro pessimista e tristissimo. Zweig inserisce anche tematiche prese da Freud che conosceva personalmente poco, ma aveva letto molti dei suoi scritti. Il lettore esce da queste pagine persino sollevato, convinto che in ogni famiglia ci sono delle pecche e delle omissioni.
I capolavori (Lettera di una sconosciuta – Il mondo di ieri – Sovvertimento dei sensi – Tramonto di un cuore – Ventiquattr'ore nella vita di una donna)
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