- Autore: Marcel Proust
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788893803755
Marcel Proust non era certo uno sportivo e per trovarlo era meglio guardare dove i ragazzi praticavano giochi individuali e di gruppi. Poi odiava il lavoro e le lunghe attese per motivi noiosi, mentre la letteratura era al primo posto. Era non solo la letteratura a ossessionarlo, ma l’amore per la madre. Più grande, si avvicinavano a lui ragazzi che volevano scrivere romanzi. La verità è che, giorno dopo giorno, la scrittura di Proust cambiava e poi di nuovo restava immutata, lui che era stato un perfezionista, stando attento anche alle virgole, come un tempo lo scrittore Gustave Flaubert.
Sono stato ossessionato, in modo straziante, da Proust. Quando ho capito che non poteva essere riletto per fatti anagrafici, si era scaraventato su Madame Bovary e ora si può andare avanti. Il libro in cui Proust si accorge di non avere mai amato Flaubert ha come titolo Osservazioni sullo stile (Nino Aragno editore, 2025, curatela di Massimo Carloni).
Proust scrive senza tentennamenti che:
Lo stile per lo scrittore, così come per il pittore, non è una questione di tecnica, ma di visione.
Per Proust, nei due capolavori di Flaubert ci sono metafore e dialoghi che possono essere compresi anche dalla piccola borghesia e dal popolo. E tutte queste immagini mentali ci riportano a Madame Bovary, una donna che Proust non avrebbe incrociato mai se non per un caso fortuito, a Parigi entrambi; si sarebbero fermati prima, con la convinzione di Proust che si sarebbero annoiati a morte.
Per dire delle lettere di Gustave Flaubert, che addirittura Proust trova di una sintassi deformante. Ma più la malattia di Marcel Proust progrediva e più si accaniva; un nome a caso? Flaubert. E ci sembra per un attimo di ascoltare qualche scrittore attuale, e dunque:
Gli avverbi, le locuzioni avverbiali, ecc. sono sempre posti in Flaubert, nel modo più greve, più brutto, più inatteso, come per murare queste frasi compatte, turare i minimi buchi.
La sensazione è di quelle querelle tra scrittori che avevano senso; ora chi ricorda lo Strega di tre anni fa o sei anni fa? Chi ricorda i titoli dei libri dell’ultimo premio Nobel per la letteratura? Ma neanche il nome e cognome! Ora coi book digitali, l’ennesima libro sui fatti di attualità, mai un romanzo.
Se fossero stati realmente mediocri, o Flaubert o Proust, non si sarebbe scritto tanto di loro, tanti saggi. Anche se Proust trovò che Stendhal fosse più leggibile, ma con uno stile più aggraziato. In un’ipotetica classifica, La Certosa di Parma sarebbe molto più nelle corde di Proust, a cui proprio non piaceva Madame Bovary.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Osservazioni sullo stile
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