- Autore: James McBride
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2026
Papa Francesco definiva costantemente la guerra un “errore” e un “orrore”, condannandola come una sconfitta dell’umanità e un’offesa a Dio. Leone XIV, appena eletto, invocava una "pace disarmata e disarmante”, tema centrale del suo magistero, incentrato sulla non violenza attiva e la fiducia, come descritto nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2026. È una pace che non si impone con la forza (disarmata), ma che scioglie le ostilità con l’umiltà e il dialogo (disarmante), ispirata al Vangelo.
Nella Collana “Le strade”, Fazi riedita Miracolo a Sant’Anna (2026, titolo originale Miracle at St. Anna, trad. di Adria Tissoni), romanzo del 2001 dell’autore, sceneggiatore e musicista statunitense James McBride, edito da Rizzoli nel 2002 e da cui è stato tratto nel 2008 l’omonimo film di Spike Lee con Pierfrancesco Favino e Luigi Lo Cascio.
Sì, la guerra è orribile, e questo romanzo, incentrato su un efferato episodio avvenuto in Italia durante la Seconsa Guerra Mondiale, lo dimostra chiaramente. L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema fu un crimine di guerra nazifascista compiuto dai soldati tedeschi di tre compagnie della 16 SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", comandata dal Gruppenführer Max Simon e da collaborazionisti italiani della Repubblica Sociale Italiana (RSI).
All’alba del 12 agosto 1944 tre reparti circondarono l’abitato di Sant’Anna (una frazione di Stazzema, Provincia di Lucca, Toscana), mentre un quarto si attestava più a valle, sopra il paese di Valdicastello, per bloccare ogni via di fuga. Nonostante agli inizi del mese Sant’Anna fosse stata dichiarata zona bianca dai tedeschi, in grado cioè di accogliere popolazione civile sfollata, in poco più di tre ore furono massacrate 560 persone, tra cui molti bambini. Come accertò la magistratura militare italiana, non si trattò di rappresaglia in risposta a una determinata azione del nemico, ma - come è emerso dalle indagini - di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.
Il romanzo è un racconto universale di coraggio e redenzione. Nel dicembre del 1944, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, quattro soldati afroamericani si ritrovano separati dalla loro unità al di là della linea nemica. Rischiando la vita per un paese in cui sono trattati con meno rispetto dei nemici che combattono, scoprono l’umanità nel piccolo villaggio toscano di Sant’Anna di Stazzema: nei contadini che li ospitano, nell’affetto inespresso di un bambino orfano, in una ritrovata fiducia nel prossimo.
Mi sono preso alcune libertà con i nomi, i luoghi e i riferimenti geografici, ma la storia è vera. Accade migliaia di volte in migliaia di posti a migliaia di persone. Malgrado tutto per quanto ci sforziamo di fare il contrario, siamo ancora in grado di amarci.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Miracolo a Sant’Anna
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