- Autore: Giorgio Zanchini
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Laterza
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788858159347
Lockerbie (Laterza, 2026, pagg. 149) è un saggio del popolare giornalista, conduttore radiofonico e televisivo Giorgio Zanchini; è una scrupolosa, attenta e molto documentata ricostruzione dell’eccidio più sconvolgente per gli anglosassoni, e precisamente quando nel cielo del sud della Scozia esplose il volo Pan Am 103 Londra-New York il 21 dicembre 1988, in cui morirono 270 persone, 259 a bordo ed 11 a terra, quella passata alla storia come strage di Lockerbie. E Giorgio Zanchini racconta in questo saggio la sua doppia indagine: quella personale, e cioè la ricerca di una giovane donna incontrata a Parigi che poi prenderà il tragico volo, e anche quella all’interno del labirinto processuale per cercare di trovare i responsabili della strage.
In uno stile limpido e molto articolato, l’autore, fine cronista e attento scrittore, essendosi ampiamente documentato tra ritagli di giornale, ipotesi e meandri processuali, ricostruisce tutta la storia di questo ignobile attentato. Analizza tutte le tracce e motivazioni possibili che spaziano tra microstoria e immenso gioco geopolitico. Le vittime, persone del tutto comuni, ma anche logiche del potere per quelle povere e sfortunate vite, schiacciate dall’attentato, spaziano appunto tra Parigi e gli Stati Uniti, quindi tra Lockerbie e Londra, e tra la Libia e Malta.
Il saggio è un’analisi completa e certosina di tutti i documenti delle indagini, ma anche processuali, delle più sparute ipotesi a cui tuttora non c’è una risposta completa. Giorgio Zanchini analizza anche le figure delle vittime, e delle persone che, per puro caso, non presero quel tragico volo.
Si tratta di un saggio che va letto con attenzione e che fa non poco riflettere. Anche Lockerbie entra a far parte delle stragi insolute degli ’60, ’70 e ’80 del secolo scorso. Piazza Fontana a Milano del ’69, la strage di Peteano del ’72, piazza della Loggia a Brescia del ’74, Ustica dell’80, l’assassinio di Piersanti Mattarella nello stesso anno e altre. Sono tutti fatti che intersecano servizi segreti deviati, delinquenza organizzata come mafia e camorra, loggia P2, ambienti militari corrotti e altro.
Scrive Zanchini a pagina 129:
Benedetta Tobagi ha scritto che dire che la storia non si scrive nei tribunali è una verità di buon senso, e cita quello che disse Eugenio Scalfari a chi sosteneva che la storia di Italia non si scrive con le sentenze: le sentenze non scrivono la storia ma sono preziose fonti per scriverla.
E infatti anche noi italiani appunto siamo un popolo segnato dalle stragi, e si fatica enormemente a ricostruirle. Ma di molte stragi sappiamo tutto e abbiamo anche le prove, e sicuramente non ci sono segreti. Ma, alle volte, non si vuole arrivare in fondo in quanto si scoprirebbe (forse) troppo. E Giorgio Zanchini è riuscito perfettamente a farci comprendere tutta la situazione di Lockerbie.
Conclude l’autore limpidamente scrivendo a pagina 140:
Si chiede Jill Haldane, la ricercatrice di Lockerbie che si trovava in Nuova Zelanda a studiare i maori il giorno della strage e che ha raccolto tante storie degli abitanti di Lockerbie: cosa ricordo e perché? Cosa diventa memoria di quello che ho vissuto? Che forma assumono quei ricordi e come cambiano col passare del tempo e la stratificazione dell’esperienza?
Quanto di quello che emerge alla coscienza può essere falso o confuso o reinventato? Queste domande
valgono per tutti i miei inutili e vaghi ricordi, per quelli più importanti […] dei testimoni, dei leader politici, degli uomini dei servizi, degli assassini, dei mestatori, dei bugiardi, dei realisti, degli innocenti, delle vittime.
Ed io credo che, prima di tutto, la verità la si deve soprattutto ed esclusivamente per quest’ultime.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Lockerbie
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