- Autore: Chiara Valerio
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Sellerio
- Anno di pubblicazione: 2025
La provincia, vicino Roma eppure lontanissima dalla capitale, e Scauri ritornano nel secondo romanzo di Chiara Valerio, La fila alle poste (Sellerio, 2025), che segue al romanzo finalista al premio Strega 2024 Chi dice e chi tace.
Il 1996 è al centro della narrazione che diventa in parte un ricordo autobiografico, data l’ambientazione nel luogo in cui la scrittrice è nata e ha vissuto la sua giovinezza, ma anche un’invenzione narrativa interessante, dove personaggi reali e altri di fantasia si alternano in un racconto denso di implicazioni familiari, professionali, sociologiche, sessuali. Torna il personaggio di Lea Russo, avvocato civilista e moglie di Luigi, professore al liceo di Scauri, nonché madre di Silvia e Giulia.
Tre anni prima era morta in circostanze insolite Vittoria, una donna interessante, farmacista, medico, donna dal fascino ambiguo e misterioso che si era trasferita a Scauri, dove viveva in compagnia di Mara. Dopo la sua morte per annegamento nella vasca da bagno, Lea aveva conosciuto il marito, l’avvocato Pontecorvo, di cui nessuno immaginava l’esistenza; ora anche lui ricompare nella storia e il fantasma di Vittoria continua ad aleggiare intorno ai vari personaggi che si affollano nel coro che Valerio costruisce, in una storia piena di molti temi, di diversi intrecci che si annodano intorno alla piccola comunità dove tutti si conoscono, pettegolano, riferiscono, insinuano.
Il presente e il passato si mescolano, a partire dall’incipit, nelle prime righe del racconto, mentre Lea festeggia il suo quarantatreesimo compleanno:
È morta la bambina, Agata Palmieri. È morta ammazzata.
Nel seguire i fili della storia capiamo che la piccola, leggermente disabile, era in cucina con la madre Giovanna, che stava preparando una zuppa di pesce per la cui bontà era nota nella zona; la bambina aveva ricevuto un colpo in testa, non si era trovata l’arma del delitto, nessuno era entrato in casa, per cui la madre disperata viene arrestata. L’altra figlia e il marito, un tipo litigioso, restano soli nella tragedia, e lui si rivolgerà a Lea per essere assistito legalmente; Giovanna invece sarà difesa da un’avvocata romana famosa.
Ecco allora i tanti rivoli in cui Chiara Valerio ci trascina: le vongole messe a spurgare vengono rubate misteriosamente, riemergono dal passato storie di suore ormai anziane ma in gioventù protagoniste di vicende segrete e difficili da raccontare, di cui anche Vittoria era stata testimone. Alla posta, mentre si fa la fila, vengono sussurrate maldicenze, notizie sconosciute, in una sorta di bollettino pettegolo e spesso veritiero. Varie generazioni si mettono a confronto, il passato riemerge potente mentre il futuro appare molto incerto; Lea va a Roma, dove ritrova il mondo di Vittoria, conosce la donna con cui lei aveva avuto una relazione me è a sua volta irretita, scoprendo una sua sensibilità di cui niente sapeva. Innamorata del marito, aveva subito il fascino incantatore di Vittoria e ora, nella sontuosa casa al centro storico, si trova a baciare l’anziana Rebecca, sentendo su quelle labbra il sapore di Vittoria.
Chiara Valerio, nel romanzo fatto di dialoghi serrati, talvolta non del tutto chiari, pieni di sottintesi, espressi spesso in dialetto, mette insieme un côté borghese con uno popolaresco, un ambiente intellettuale e snob con i paesani scauresi, le tradizioni natalizie della cittadina con la ricchezza dei personaggi romani, Pontecorvo ricoverato in un’ala privata del Gemelli, Rebecca e Marianna così distanti dalle abitudini di provincia, di cui Vittoria era stata una sorta di ponte. Un regalo, che aveva fatto a Lea e che solo ora le viene consegnato, è un costume da bagno color senape, di gran costo e di marca ambita, Eres.
Solo alla fine la storia un po’ gialla si chiarisce, ma restano le pagine importanti in cui Lea tenta di scoprire chi sia lei realmente, quali i suoi desideri, quale la sua sessualità, quale il suo vero rapporto con la maternità, con l’amicizia, con il mondo in cui ha scelto consapevolmente di vivere. Un bel lavoro di scavo quello di Valerio; talvolta un po’ troppo lunghe certe parentesi descrittive, forse non necessarie.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La fila alle poste
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