L’arte e il crimine, commesso o subito: l’artista con le sue debolezze, i suoi vizi, gli amori, la follia e quell’abilità nel cogliere il momento, la luce, e trasformare l’atto in capolavoro. L’opera d’arte nasconde il volto del desiderio e dell’amore, ma anche quello di chi è stato vittima o carnefice.
In Arte criminale. Vite spericolate tra genio, eros e follia (Baldini+Castoldi, 2026), Vania Colasanti e Sergio Rossi raccontano i crimini, commessi e subiti, di alcuni artisti e le loro vite spesso al limite, dominate dalla passione e dalla follia, ma anche le opere che li hanno resi immortali.
Il libro segue una precisa cronologia: si parte da Filippo Lippi, nel Quattrocento, per arrivare a Jackson Pollock nel Novecento. A ogni artista è dedicato un capitolo, che ripercorre un viaggio attraverso le epoche, dal Rinascimento al Barocco, dall’Espressionismo all’Action Painting.
Lippi avrebbe potuto essere un personaggio di una novella di Boccaccio; Raffaello Sanzio viene descritto attraverso i suoi eccessi amorosi, mentre Cellini è protagonista di efferati omicidi. Poi arriva Caravaggio, con la sua vita leggendaria: un artista che avrebbe sicuramente lasciato il segno anche in epoche più recenti, sempre avvolto dal mistero e costretto a vivere in continua fuga. Artemisia Gentileschi è la vittima, la prima donna che firma le sue opere e che si vendica in Giuditta che decapita Oloferne. Borromini viene spinto dalla depressione fino al suicidio, mentre Bernini sfregia l’amante per gelosia. I due grandi architetti vengono inseriti in un unico capitolo, che ne ripercorre la rivalità e rafforza il contrasto tra le loro personalità e le vicende che li vedono protagonisti.
Bernini è il colonnato di San Pietro, un abbraccio inclusivo fondato sul cerchio, sulla rotondità delle forme, in contiguità con l’arte barocca del suo periodo. Borromini, al contrario, è la spirale che tende all’infinito, sono gli angoli che spezzano le architetture, pure astrazioni geometriche e mentali. Bernini sa rendere sensuale perfino il marmo [...] Borromini è un’architettura fatta di simboli.
La modernità assume la forma di un viaggio nella follia e nelle spaccature dell’anima, dove il crimine non è più soltanto un atto di sangue contro gli altri, ma diventa una spietata violenza rivolta verso se stessi.
La devastazione interiore di Vincent van Gogh, con i suoi pensieri cupi come i corvi neri che dipingeva, viene raccontata oltre il mito romantico attraverso il celebre e drammatico episodio dell’autolesionismo all’orecchio e quel colpo di pistola che pose fine alla sua tormentata esistenza. C’è poi il tormento di Edvard Munch, il rapporto tormentato con Tulla Larsen, le angosce profonde, le ossessioni e le visioni che hanno contribuito alla creazione di capolavori immortali.
La Parigi bohémienne accoglie Amedeo Modigliani, Modì, il bello e dannato. Alcol, droghe e problemi di salute, che lo accompagnano fin dall’infanzia e dall’adolescenza, lo consumano. La sua parabola autodistruttiva finirà per trascinare con sé anche la compagna, la pittrice Jeanne Hébuterne. Quello tra Modì e Jeanne è un amore profondo, maledetto, tragico.
The plot of our life sweats in the dark like a face / The mystery of childbirth, of childhood itself / Grave visitations.
Patti Smith.
Il libro si chiude nella New York degli anni Cinquanta con l’Action Painting di Jackson Pollock, Jack the Dripper. Qui il dramma si consuma in una notte, lungo una strada di East Hampton: l’auto lanciata a folle corsa, Pollock devastato dall’alcol e dai suoi tormenti. Con lui ci sono l’amante Ruth Kligman e l’amica Edith Metzger. La moglie, Lee Krasner, è a Parigi. Lo schianto sarà fatale per Pollock e Metzger; l’unica a sopravvivere sarà Ruth. Pollock, che fa gocciolare il colore sulla tela bianca, non riesce a soffocare i propri demoni e cerca rifugio nell’alcol e nelle droghe, che alimentano la sua inquietudine e sembrano riflettersi in un’arte rabbiosa e incontrollabile.
L’artista — pittore, scultore e molto altro — tra cortigiane, palazzi di lusso dell’alta società, amori, gelosie e sesso, ma anche follia, depressione, droga, alcol e autodistruzione, anticipa per certi aspetti le vite di molte rockstar arrivate al successo tra gli anni Sessanta e Novanta.
I capitoli sono strutturati come racconti, nei quali la presenza di frasi tratte da documenti dell’epoca contribuisce a confermare la natura storica dei fatti narrati, distinguendo così l’uomo e la realtà dal mito e dalla leggenda. Le fotografie delle opere rafforzano il racconto e offrono un contributo visivo molto importante.
Un libro che parla di uomini e di crimini, ma anche di genialità e abilità artistiche, con un linguaggio semplice e non accademico, accostando il thriller alla realtà dell’arte. Un’ottima lettura per chi cerca qualcosa di diverso: un raffinato racconto che ci conduce nella società delle varie epoche, mostrandone i cambiamenti attraverso l’arte. Il libro rivela quanto sia difficile, per l’uomo, resistere ai propri istinti e alle proprie voglie, che possono trasformarlo in una figura meschina e deplorevole, ma racconta anche storie di riscatto e rinascita.
Arte criminale. Vite spericolate tra genio, eros e follia unisce l’autorevolezza scientifica del professor Sergio Rossi alla scrittura fluida e alla sensibilità di Vania Colasanti. Inevitabili, in conclusione, due parole sui due autori.
Vania Colasanti è laureata in Lettere, con indirizzo in Storia dell’arte, presso la Sapienza Università di Roma. Vanta una solida carriera nel giornalismo d’inchiesta e nella cronaca. Giornalista professionista e storica firma di testate come “La Repubblica”, è anche autrice televisiva per la Rai. Da ricordare la lunga collaborazione con Franca Leosini per "Storie Maledette", su Rai 3, oltre all’ideazione della serie docu-crime "Racconti criminali" per RaiPlay. Importante anche la sua produzione letteraria.
Sergio Rossi è uno storico dell’arte, saggista e accademico, considerato tra i massimi esperti del Rinascimento, del Manierismo e dell’opera di Caravaggio. Nel corso della sua carriera ha curato numerose mostre di rilievo e pubblicato oltre cento saggi e volumi, ricoprendo per decenni la cattedra di Storia della critica d’arte e Storia dell’arte moderna alla Sapienza Università di Roma. Una curiosità: Rossi è stato il professore di Storia dell’arte della stessa Vania Colasanti.
- Autori: Vania Colasanti - Sergio Rossi
- Genere: Arte, Teatro e Spettacolo
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Baldini+Castoldi
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Arte criminale. Vite spericolate tra genio, eros e follia
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