“Non sei un maschio! Quando imparerai a pisciare in piedi nel lavandino del bagno ne riparleremo!”.
I francesi sono più celebri per la cultura e le rivoluzioni che per l’igiene personale, ma la frase fuori campo di un giovane uomo dalla voce di un vecchio piomba come una scudisciata sulla faccia della ragazza sposa Annie. Il patriarcato non uccide solo i corpi. Ben prima l’autostima di una donna che si immagina intellettuale e indipendente con un compagno-amico su un piano di parità fin dall’università. “Con una sola parola si può uccidere una enorme quantità di futuro in un giovane”, ha scritto Hermann Hesse. Più difficile che avvenga se la moglie imprigionata in stereotipi maschilisti è una molto di là da venire Nobel per la letteratura 2022, che sul palcoscenico del Teatro di Villa Lazzaroni a Roma appare in tre età diverse della vita impegnata a combattere prima di tutto il potere maschile annidato subdolamente dentro di sé.
‘Variazioni Ernaux – Je me souviens trois hommes’ – vi vengono in mente quelle Goldberg di Bach? -: la protagonista una e trina ricorda uomini “che ti sono piaciuti”, canterebbe Paolo Conte. Arianna Ninchi disegna il ritratto controllato fino all’esplosione della scrittrice da giovane.
Francesca Fava – coautrice con le altre due della pièce da testi della romanziera francese – è l’Annie adulta alle prese con un amante tanto irresistibile quanto sfuggente, ‘Donna spezzata’ alla Simone de Beauvoir.
Anna Paola Vellaccio – regista in scena – la matura e pigmalionica compagna di un ragazzo di trent’anni più giovane.
Canzoni romantiche e laceranti, anche americane, scandiscono il percorso di formazione di una personalità fuori dal comune, che si libera dei lacci dell’educazione tradizionale e con la cultura e soprattutto la passione amorosa – a cui mai abdica – vince il dolore. Al centro del palco si staglia un letto alcova.
Uno spettacolo che fa ammutolire ammirati e imbarazzati noi uomini (un commento inconsapevole ad alta voce e uno sbadiglio hanno rotto il buio), che forse ormai in pochi sogniamo di essere amati e di amare così. Alla donne, soprattutto alle ragazze, farà magari venir voglia di leggere Ernaux – ‘Gli anni’, ad esempio – e di liquidare pur con fatica di Sisifo il patriarcato dentro di sé. Anche per rendere più difficile ogni femminicidio.
‘Variazioni Ernaux – Je me souviens trois hommes’
- Al Teatro di Villa Lazzaroni (Roma) fino a domenica 30 novembre
- Drammaturgia e interpretazione: Francesca Fava, Arianna Ninchi, Anna Paola Vellaccio.
- Voce fuoricampo: Giovanni Orlandi
- Regia: Anna Paola Vellaccio
- Produzione: Florian Metateatro – Centro di Produzione Teatrale
- Traduzioni testi Ernaux di Lorenzo Flabbi e Idolina Landolfi, da un’idea di Francesca Fava
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Variazioni Ernaux”: lo spettacolo teatrale dall’opera letteraria del Premio Nobel per la Letteratura 2022
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