- Autore: Simona Lo Iacono
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788823536180
Joanna degli incanti (Guanda, 2026) è il nuovo romanzo storico di Simona Lo Iacono dedicato alla figura di una donna straordinaria del XVI secolo, Joanna De Austa (anche chiamata Joanna Siragusa, dato che Augusta si trovava nel territorio di Siracusa), donna realmente vissuta tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600, che fondò la prima tipografia in Sicilia.
L’autrice, nata a Siracusa nel 1970, è magistrato presso la corte d’appello di Catania, sezione minorile. Tra i suoi romanzi, Le streghe di Lenzavacche (vincitore del Premio Chianti e selezionato tra i dodici finalisti del Premio Strega 2016), Il morso, L’albatro, La tigre di Noto (vincitore del Premio Letterario Città di Erice 2022) e Il mistero di Anna. Con Guanda ha pubblicato nel 2024 Virdimura, vincitore del Premio Vittorini e del Premio Asti d’Appello.
Nella storia di tutti i tempi sono esistite donne dall’anima innovatrice e dallo sguardo lungo, che hanno saputo guardare oltre la loro epoca e hanno fatto da apripista a tutte le altre che sono venute dopo. Se una di queste donne è stata Marianna Ciccone (Noto, 29 agosto 1891 - 29 marzo 1965), la cui vita è stata esplorata da Simona Lo Iacono nel bel romanzo La tigre di Noto (Neri Pozza, 2021), un’altra da annoverare è sicuramente Virdimura di Catania, di origine ebrea, la prima donna in età medievale ufficialmente autorizzata a esercitare la medicina, in un mondo ancora dominato dagli uomini, personalità rievocata dall’autrice in Virdimura (Guanda, 2024).
Anche Joanna, un’infanzia segnata dalla perdita di un padre avventuriero e dalla presenza di una madre afflitta dalla vedovanza e priva di slanci, ha una visione: trasformare la cartiera di famiglia in un centro di innovazione e inclusione, facendo lavorare anche persone non vedenti, superando sfide personali e matrimoni imposti. E ci riesce.
Non siamo esseri umani che vivono una esperienza spirituale. Ma esseri spirituali che vivono una esperienza umana. Quindi, la vita è la festa del desiderio di Dio, picciridda. Più parteciperai alla festa, più ti farai consapevole. E più sarai consapevole, più potrai sentire il dolore e l’amore degli altri.
Lo zio Vescovo aveva insegnato a Joanna molte materie, ma anche come vivere al meglio la propria vita; mentore straordinario, di mente aperta e anticonformista, conoscitore dei libri proibiti, aveva trasmesso alla nipote l’amore per la poesia, le arti e le lingue straniere. Aveva protetto la sua amicizia con Nucidda, la figlia della governante, una bambina cieca da cui Joanna aveva imparato un nuovo modo di vedere, che non ha bisogno dello sguardo.
Si chiamava Juan Baptista Castellano, aveva molti più anni di me, era alto e accigliato. Era il contrario di mio padre.
Tanto quello amava il mare, la libertà, l’alba che accecava e schiamazzava dal buio, tanto lui era radicato nelle cose di terra, nelle razzie operose, nelle valutazioni di denari. Da questo matrimonio imposto nasce il riscatto di Joanna degli incanti, imprenditrice creativa e sensibile, portata al profondo rispetto verso i lavoratori dei quali – primo esempio in Italia – aveva promosso i diritti umani. La sua azienda di famiglia era, infatti, concepita come una comunità, che produceva felicità.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Joanna degli incanti
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