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Recensioni di libri

Il volo dell’angelo di Gianluigi Zuddas

Tabula Fati, 2019 – Il quarto titolo del ciclo delle Amazzoni, a firma di uno tra i grandi del genere fantastico. Tra i quattro episodi è quello con una trama più consistente e in qualche modo raccontabile… senza esagerare, però.

Felice Laudadio
Felice Laudadio Pubblicato il 23-03-2021
Il volo dell'angelo

Il volo dell’angelo

  • Autore: Gianluigi Zuddas
  • Genere: Fantasy
  • Categoria: Narrativa Italiana
  • Anno di pubblicazione: 2019

Guerriere amazzoni più combattive dei maschi e poi uomini e donne alati, che adorano la pietra del fulmine e lanciano energia dalle mani, in aggiunta a selvaggi antropofagi, a popoli migranti, ad animisti che tempestano di frecce fantocci antropomorfi convinti di uccidere così tutti i nemici: il mondo fantastico creato quarant’anni fa dall’immaginazione di Gianluigi Zuddas torna nel romanzo Il volo dell’angelo, pubblicato nel 1985 e riproposto nel 2019 (224 pagine) dalla casa editrice Tabula Fati di Chieti, nella collana Minas Tirith, di fantascienza e fantasy. Sono i generi della saga alla quale, con l’aggiunta di contenuti di magia e paleo-ingegneria, appartiene questo titolo, quarto e ultimo del ciclo delle Amazzoni, che decenni fa ha reso famoso lo scrittore attivo a Livorno, dedito da tempo solo a tradurre in italiano libri stranieri di genere fantastico.
Ogni episodio della serie delle Amazzoni fa storia a sé, si legge indipendentemente dagli altri. Per questo, dopo avere proposto il romanzo iniziale nel ciclo, Amazon (Tabula Fati, 2011) si può suggerire la lettura di questo lavoro conclusivo, anche bypassando i due di mezzo, Le amazzoni del Sud e Stella di Gondwana.

Le giovani guerriere protagoniste sono Ombra di Lancia e Goccia di Fiamma, belle, letali con la spada, leali, intelligenti, abbigliate in modo decisamente fetish e cittadine di un mondo fantastico. Risale a 10mila anni fa, è collocato nelle latitudini mediterranee e se vi s’incontrano maschi risultano perlopiù dei fanfaroni inaffidabili. Sono le amazzoni, infatti, le vere depositarie dei valori della cavalleria dei primordi e il loro ruolo è indubbiamente molto militare e poco erotico-sessuale, dal momento che le relazioni saffiche vengono appena accennate e le unioni con gli uomini hanno scopi evidentemente riproduttivi. Dedite ad affetti lgbt, devono pur sempre assicurarsi una discendenza e in una fase di questo quarto segmento delle avventure delle condottiere della Cavalleria nella Dea le vediamo impegnate a cercare una popolazione che possa sostituire degnamente gli Olmanni. Sono bruni di capelli, alti, forti e le cerimonie annuali degli accoppiamenti hanno sempre garantito generazioni di nate e nati adatti al mestiere della guerra.
Le figlie vengono allevate e addestrate nelle cinque città delle Terre Basse del Mare Interno. I maschi, dopo lo svezzamento, sono affidati ai Mitanni, per crescere presso famiglie adottive.

Per la cerimonia di quest’anno, il re olmanno Bal Kaldur potrà però inviare appena cinquecento uomini e la regina Shalla la Tigre ha ventimila ragazze in lista, nelle città e i quaranta centri agricoli dei territori interni. Occorre trovare un’altra popolazione, non ostile e affine, che voglia inviare i propri uomini a fare il loro dovere nelle cerimonie delle Terre delle Amazzoni. D’altra parte, da dodici anni il Tenno degli Olmanni trattiene gli uomini validi sotto le armi, per controllare i popoli del Nord e spedisce gli scarti. Hanno concorso a generare esemplari umani miseri, tant’è che quest’anno su cento ragazze giunte alla pubertà solo quattro o cinque sembrano adatte all’addestramento.

Quanto a questo, Goccia ha preso suo malgrado contatti con gli Elan, gente un po’ più bassa ma ben fatta, che sta migrando in cerca di un territorio dove stanziarsi e trarre da terre fertili il necessario per una popolazione di trecentomila unità, in massima parte donne, bambini e vecchi. Solo cinquantamila i combattenti, soprattutto lancieri a piedi e arcieri su carri falcati.
Goccia è stata ferita e presa prigioniera in un combattimento, dopo che tre granai erano stati saccheggiati dai guerrieri del principe Yunnar Lund. Ma gli Elan non vogliono aggredire i territori che attraversano, hanno soltanto l’esigenza di nutrirsi. È quello che il re Golivar Lund e il generale Brannico spiegano alla coraggiosa amazzone, chiedendole consigli sulle tribù e i pericoli dei luoghi.
Le chiedono anche di rendersi loro ambasciatrice presso la regina Shalla, per trovare un accordo sul passo libero per la popolazione in trasferimento.

La collaborazione tra gli Elan e l’amazzone è cementata anche da una disavventura della colonna nomade, che incappa nella maledizione del Vomito Nero, nella Terra dei Coraliani. Quel popolo è maestro nel diffondere con sostanze e sterco un’epidemia che porta alla morte nel giro di due settimane senza un antidoto, a base di vegetali appositamente coltivati per annullare l’infezione. I Coraliani sono esperti in profumi ed essenze, che usano come armi chimiche: anche la Testa di Morto, un vegetale che emerge sotto forma di funghi tondeggianti. Se pestati, esplodono, disperdendo semi velenosi che investono i malcapitati, causando una paralisi e la morte. In qualche zona è impossibile transitare senza colpirli: veri campi minati.

Straordinaria la fantasia di Zuddas e sono solo pochi esempi, in quello che tra i quattro episodi è quello con una trama più consistente e in qualche modo raccontabile… senza esagerare, però.

Il volo dell'angelo

Amazon.it: 14,25 €

15,00 €
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© Riproduzione riservata SoloLibri.net

Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il volo dell’angelo

  • Altri libri di Gianluigi Zuddas
L'inviato del dio
Amazon
Stella di Gondwana
Le amazzoni del sud

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