- Autore: Giovanna Zucca
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2025
Il libro Il segreto di Miss Austen (Fazi 2025) di Giovanna Zucca, medico e scrittrice che vive a Treviso, esce in occasione dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen (Steventon, 16 dicembre 1775 – Winchester, 18 luglio 1817), una delle scrittrici britanniche più famose e amate al mondo.
Janeite convinta, Giovanna Zucca ha ideato il Festival di Jane Austen, JAFest, che organizza pomeriggi in stile Regency, in Veneto e non solo, ha pubblicato nel 2014 Una carrozza per Winchester, ricostruzione degli ultimi anni della vita di Jane Austen, scritto in occasione dei 150 anni dalla pubblicazione di Orgoglio e pregiudizio e menzione d’onore al premio Merck Serono 2014.
Jane Austen, penultima degli otto figli del pastore anglicano George Austen e di Cassandra Leigh nata nella Canonica di Steventon, un villaggio dell’Hampshire il 16 dicembre 1775 e morta a Winchester il 18 luglio 1817, creatrice del più iconico rubacuori della letteratura mondiale di tutti i tempi, Mr. Fitzwilliam Darcy, ha scritto sei capolavori:
“Ragione e sentimento” (1811), “Orgoglio e pregiudizio” (1813), “Mansfield Park” (1814), “Emma” (1815), “L’abbazia di Northanger” (1803) e “Persuasione” (1815/16) - (pubblicati entrambi postumi nel 1818).
Cambiare l’epoca in cui si vive rappresenta una vera sfida per chiunque, Miss Jane Austen ci è riuscita, perché nei suoi romanzi descrive una nuova figura femminile, dotata di acume, sagacia, ironia e spirito di osservazione. Dal suo microcosmo, Jane appare più rivoluzionaria che mai. Come appare rivoluzionaria la scelta di descrivere la vita quotidiana illuminandola di personaggi mai banali, per questo i protagonisti dei suoi romanzi sono universali, e sempre moderni, anche a due secoli di distanza.
Nel presente volume, ambientato in Inghilterra nel primo decennio dell’Ottocento, bellissima la descrizione che l’autrice fa della sua scrittrice preferita. Troppo intelligente per essere innocua e troppo arguta per essere ignorata, Jane ha il raro dono di osservare tutto con ironia, sé compresa, e di passare tra le pagine della vita lieve come una piuma, ma appuntita. Portamento elegante, carnagione nobilmente pallida, ha l’aria di chi osserva tutto, per poi scriverne con impareggiabile ironia.
“Non era certo una verità universalmente riconosciuta, ma in quel piccolo angolo d’Inghilterra tutti sapevano che una donna di spirito e senza fortuna aveva solo due possibilità: rassegnarsi a una vita di tranquilla invisibilità o diventare l’argomento prediletto delle malelingue locali.
Jane Austen, che detestava entrambe le alternative, aveva scelto una terza via: scrivere”.
Recensione di Alessandra Stoppini
Quante pagine servono per raccontare un amore impossibile e riuscire al contempo a far battere il cuore del lettore, coinvolgendolo in quella nostalgia universale dei destini mancati? Non c’è una risposta univoca, ma quello che è certo è che Giovanna Zucca ci riesce. Il segreto di Miss Austen ci restituisce una Jane Austen tra l’umano e il fragile, con uno stile che alterna ironia e malinconia, precisione storica e invenzione narrativa.
Se avessero avuto più tempo, forse si sarebbero compresi meglio.
Questa frase di Persuasione della Austen risuona come un’eco che attraversa tutto il romanzo di Giovanna Zucca, che ha deciso di esplorare proprio quello spazio vitale dove il tempo si fa narrazione.
Siamo nel 1809, quando Jane si trasferisce a Chawton e inizia la sua stagione più feconda di scrittrice. Qui Richard Stokes, primogenito del conte di Ashcombe, "irrompeva nella vita di Miss Austen con la forza di un amore tanto intenso quanto inopportuno". Ma chi è Richard Stokes, che tanto affascina Jane, donna troppo intelligente per essere sprovveduta e troppo arguta per essere ignorata? Jane non lo sa. Quello che è certo è che si trova improvvisamente a essere la protagonista di una storia d’amore e non più parca creatrice di destini. Il ribaltamento è totale: non più la scrittrice che decide cosa provano i suoi personaggi, ma una donna che deve gestire i propri sentimenti, viverli in prima persona anziché descriverli con lucido distacco.
Giovanna Zucca gioca la carta dell’empatia narrativa di proporre una Jane inaspettata, più umana. Ironica su ogni cosa (anche su se stessa) rispetto a un’esperienza d’amore che fa e deve fare delle pagine della vita lieve soffio di vento.
La campagna inglese diventa protagonista nota per i giochi di società calando la narrazione in un classico clima Austeniano. Come in ogni romanzo di “taglio Austen” che si rispetti, centrali sono i ritratti delle donne.
Una sorella è al tempo stesso specchio e opposto, complice e confidente.
Così fa parlare Jane Austen l’autrice, sottolineando la centralità del dialogo femminile nella storia. Virginia Alton, Cassandra, la sorella e ogni donna sono veri e propri specchi di donne che ascoltano le donne, alleate in un mondo che non concedeva spazi alle donne. Ed è così che nascono legami solidi che si fanno asse portante della narrazione, alimentando quella complicità che permette di resistere ai pettegolezzi e alle macchinazioni (come quelli di Mrs Evans o di Cecilia Ravencourt o del misterioso colonnello Coleman).
Il cuore pulsante del romanzo ovviamente è l’amore tra Jane e Richard, che cresce nell’ombra; un amore fatto di sguardi, conversazioni, parole trattenute, un amore che si fa bruciante proprio dall’impossibilità di renderlo vero. Una impossibilità molteplice per età, posizione sociale, convenzioni, eppure, malgrado tutti questi limiti e blocchi di viverlo, si nasconde la scintilla. Quella scintilla che sarà per sempre fiamma nella scrittura di Jane. Che si fa cuore del romanzo perché "scrivere è il mio unico lusso", afferma Jane: "l’unico che non costa nulla e che nessuno può togliermi". La scrittura che si fa rifugio, resistenza, libertà segreta. Percé Jane sa che quell’amore non potrà tradursi in vita condivisa, ma non può andar perduto. Può, invece, diventare materia immortale, poiché ogni rinuncia si trasforma in creazione e ogni dolore in bellezza nella straziante consapevolezza che
Richard, sciocco ragazzo. Mi mancherai come non mi è mancato nulla in questa vita. Sentirò acuta la nostalgia per ciò che non ho potuto vivere
Ed è da qui che, con un eccellente e sottile gioco metaletterario, Giovanna Zucca costruisce, rovesciandolo, l’incipit di Orgoglio e pregiudizio:
Non era certo una verità universalmente riconosciuta, ma in quel piccolo angolo d’Inghilterra tutti sapevano che una donna di spirito e senza fortuna aveva solo due possibilità: rassegnarsi a una vita di tranquilla invisibilità o diventare l’argomento prediletto delle malelingue locali.
Ed è proprio qui che l’amore si fa eterno. Quando Jane afferma che:
Non ti amerò mai abbastanza da smettere di amarti.
Quell’alito di affetto pronunciato, flebile e gracile di fa confessione. Trasformando in pietra quell’amore da impossibile si fa eterno e inattaccabile a macchinazioni e cattiverie.
Ciò che non poteva essere vissuto, poteva essere custodito.
Ed è proprio in questa consapevolezza che Jane trova la sua risposta all’amore impossibile. Sceglie di custodire, di trasformare la rinuncia in eredità immortale. Richard resterà fuori dalla sua quotidianità, ma dentro i suoi romanzi come un’ombra silenziosa.
Giovanna Zucca riesce a riportare Jane nel nostro tempo senza toglierle nulla della sua grandezza, rendendola più umana, facendoci scoprire una donna ironica, di forza, una donna che sa rinunciare a un amore e trasformarlo in arte, che attraverso la penna si fa scrittura lucida e immortale. Il romanzo è una riflessione profonda sui sentimenti possibili e impossibili che diventano amori da vivere in silenzio, come lettere mai spedite. Tennyson sosteneva che è "meglio aver amato e perduto che non aver amato mai". Jane di queste parole si è fatta scudo e forza, trasformandole nell’universale materia di cui sono fatti i sogni: l’amore appunto. Leggere Il segreto di Miss Austen fa battere il cuore. Commuove, fa pensare e fa della fragilità dei sentimenti la più vera e forte arma di difesa per sopravvivere, e quindi vivere davvero.
Recensione di Marzia Perini
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il segreto di Miss Austen
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