- Autore: Edgar Allan Poe
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2014
- ISBN: 9788854165403
Edgar Allan Poe è un autore conosciuto in tutto il mondo; a distanza di quasi due secoli dalla pubblicazione dei suoi racconti, mantiene ancora intatta la sua fama di narratore, spesso però conosciuto soltanto per sentito dire.
Difatti, è quando si apre un racconto di Poe che ciò che si credeva di lui come scrittore muta in una genuina consapevolezza. Il lessico di un tempo ormai dimenticato, la narrazione incalzante e il terrore che, di parola in parola, penetra dagli occhi fino a infondersi nelle vene: tutto, in Poe, fa comprendere perché sia ancora oggi ritenuto uno dei più grandi scrittori di sempre. Nonostante il suo nome sia stato spesso idealizzato, come accade a molti grandi autori, Poe riesce comunque a imprimere una certa curiosità nel lettore. Scegliere di sfogliare una sua raccolta di racconti significa muovere i primi passi in una terra misteriosa, oscura, ma al tempo stesso fragile. Ed è proprio questo che, ancora oggi, contraddistingue le sue storie.
Si pensa spesso che Poe sia semplicemente un autore di racconti dell’orrore, ma non è questa la sua unica particolarità. Poe è stato soprattutto un uomo di grande empatia e fragilità. Nei suoi scritti è nitidamente visibile una lettura profonda del mondo circostante. Egli riesce a guardare oltre il confine sottile del visibile e a catturare l’essenza più nascosta delle persone, lasciandola poi trasparire sulla carta.
I racconti del mistero (Rizzoli, 2014, trad. di Maria Gallone e Debora Rancati) racchiude un tipo di narrativa lontana, con la quale oggi è sempre più difficile confrontarsi. Ma, al tempo stesso, una volta lette le sue storie, si comprende che le paure che attanagliavano Poe sono le stesse che circondano ancora noi. Forse è proprio questa la sua più grande capacità: riuscire, a distanza di secoli, a catturare ancora i lettori.
Poe osservava l’essere umano con una malinconica consapevolezza e descriveva i suoi punti deboli e le sue paure con estrema trasparenza. Una trasparenza che lo ha condotto fino ai giorni nostri, attraversando il tempo e facendo della sua narrazione un’eredità importante, ancora presente sugli scaffali delle librerie. Harry Clarke, che in questa edizione ha illustrato ciascun racconto di Poe, è riuscito a concepire quella linea sottile in cui lo scrittore entrava in contatto con i suoi personaggi, rendendoli veri, reali e quindi ancora più spaventosi.
C’è un filo che si percepisce in ciascun racconto. Un filo che lega Poe ai suoi personaggi, qualcosa che trascende il tempo e lo spazio, qualcosa che sentiamo appartenere ancora a noi. Forse il più grande insegnamento che può lasciarci l’autore, dopo tutti questi anni, non è soltanto che la paura fa parte dell’essere umano, ma anche che essa è ovunque e si insinua dentro di noi con facilità. Poe si gettava a capofitto, con estrema empatia, nell’ambiguità umana, sfociando spesso in eventi tenebrosi. Ma ciò che ancora oggi attrae delle sue parole è il modo in cui l’irrequietezza viene mostrata come una caratteristica inevitabile della vita di ognuno di noi. È un dettaglio che ci insegue e ci perseguita nel lungo viaggio dell’esistenza e con il quale, a volte, bisogna imparare a convivere, proprio come fece Poe a suo tempo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I racconti del mistero
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