- Autore: Giovanni Mariotti
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: La nave di Teseo
- Anno di pubblicazione: 2023
- ISBN: 9788834613399
I manoscritti dei morti viventi di Giovanni Mariotti, edito nel 2023 all’interno del catalogo de La nave di Teseo, è un libro che puzza. Di decomposizione mentale, di coscienze sventrate, di parole che non sono più vive e non sanno morire. Ma non sono sole. Dentro questa cloaca verbale si muovono anime, o quel che ne resta: personaggi sfocati, alterati, pericolosi, come larve ritornate a bussare nel mondo dei vivi. Non si tratta di invenzioni, ma di invasioni. La protagonista, redattrice editoriale con troppi manoscritti sul tavolo e troppa anima sulla soglia, si ritrova a essere il ricettacolo di una folla di autori defunti che vogliono solo una cosa: essere letti. Ancora. Essere pubblicati. Essere sentiti.
Ma non tutti i morti sono uguali. Alcuni sono Spettri: delicati, timidi, ectoplasmatici. Bussano alla mente come ricordi stanchi. Altri sono Zombi: insistenti, insistenti, insistenti, affamati di stampa, di carta, di riconoscimento. Ti entrano nei sogni, ti spaccano i pensieri, ti assediano con la loro opera incompiuta come fosse un organo mancante. Non chiedono: vogliono. Il romanzo è una continua invasione. Non ha un arco classico, perché la struttura stessa si decompone sotto gli occhi. Ogni capitolo è come un colpo alla porta: qualcosa entra, qualcosa trapassa, qualcosa si sfalda. E mentre i morti assediano, i vivi restano muti. La protagonista lotta, si confonde, non capisce più se sta leggendo, scrivendo, immaginando o solo perdendo lentamente il contatto col tempo. Accanto a lei, in un’eco amara e affettuosa, si staglia la figura di Fabrizio Puccinelli: amico, scrittore, complice, interlocutore immaginario o reale? È una presenza che dà peso al delirio. La loro amicizia si consuma tra battute che nascondono verità, tra affetto e sarcasmo, tra ricordi e finzioni. È l’unico vincolo umano che resta in piedi mentre tutto si corrompe, un legame che sfida la dissoluzione.
Non si leggono pagine: si raccolgono frammenti. Testi feriti, contaminati. Il linguaggio è deliberatamente tossico, inservibile per la comunicazione: si piega su sé stesso, si apre in ulcere, si sporca, si aggroviglia. Mariotti non scrive: incide. Scava. Distrugge. Questo è un libro che non consola, non offre un punto d’appoggio. Ti getta in una necrosi cognitiva, e più cerchi di capire, più affondi. Il lettore diventa personaggio, spettro, editor, corpo ricettivo e bersaglio. Ogni manoscritto è un rantolo, ogni frase una martellata. I personaggi non si evolvono: si scompongono. Nessuno guarisce. Nessuno vince. I vivi sono lettori esausti. I morti, almeno, hanno uno scopo.
Mariotti è feroce, ma anche chirurgico. La sua brutalità ha una lucidità allucinata. Ti racconta l’agonia dell’editoria, il delirio della scrittura, il fastidio della memoria. Ma soprattutto ti racconta cosa succede quando le voci non tacciono. Quando non ci sono più romanzi da pubblicare, ma solo voci da sopportare. L’unico modo per sopravvivere? Forse leggere. Ma anche leggere, qui, è un modo per soccombere.
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Un libro perfetto per...
A chi cerca il trauma puro, senza mediazioni. A chi vuole sentirsi a disagio, infastidito, invaso. A chi ama la scrittura sporca, frammentaria, rovinata. A chi non ha paura della decomposizione psichica.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I manoscritti dei morti viventi
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