- Autore: Alison Weir
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2025
Enrico VIII. Il cuore e la corona (Neri Pozza, 2025, titolo originale Henry VIII. The Heart & the Crown, traduzione di Maddalena Togliani) di Alison Weir, racconta la vita di Enrico VIII Tudor (Greenwich, 28 giugno 1491 – Londra, 28 gennaio 1547) re d’Inghilterra e signore d’Irlanda (in seguito re d’Irlanda) dal 21 aprile 1509 fino alla sua morte. Enrico VIII d’Inghilterra fu il secondo monarca della dinastia Tudor come successore di suo padre, re Enrico VII d’Inghilterra.
L’autrice ha già scritto la saga “Le sei regine Tudor”, le sei mogli di Enrico VII: Caterina D’Aragona (Superbeat, 2019), Anna Bolena. L’ossessione del Re (Superbeat, 2019), Jane Seymour. La regina più amata (Superbeat, 2020), Anna di Klèves. La Regina dei segreti (Superbeat, 2021), Caterina Howard. La Regina scandalosa (Superbeat, 2022) e Caterina Parr. L’ultima moglie (Superbeat, 2022) che racconta la storia di Catherine Parr (Blackfriars, 1512 – Castello di Sudeley, 5 settembre 1548) regina consorte d’Inghilterra e Irlanda, dal 1543 al 1547, come sesta e ultima moglie di Enrico VIII Tudor.
Prepotente, orgoglioso, testardo, eccessivo, anche nella corporatura, pieno di sé, supponente e anche istintivo. Gli aggettivi si sprecano per definire la forte personalità di Enrico VIII, sovrano che per amore o per calcolo politico provocò lo scisma dalla Chiesa di Roma e che si sposò sei volte, avendo il merito di aver generato, con Anna Bolena, la magnifica regina Elisabetta I. Enrico VIII che mandò al patibolo due consorti, due vennero ripudiate, una morì di parto dopo aver dato alla luce il tanto desiderato erede maschio e l’ultima gli sopravvisse. Forse la sequela di matrimoni di Enrico è in parte dovuta alla perdita di sua madre, Elisabetta di York, che incarnava l’ideale tardomedievale di regina, e alla quale paragonava tutte le sue consorti.
L’autrice, avendo scritto sulle mogli di Enrico VIII sei romanzi, ciascuno dei quali adottava il punto di vista della protagonista, desiderava che Enrico VIII dicesse la sua in un romanzo dedicato a lui. Un personaggio tanto famoso e importante dove, come rivela la Weir nelle pagine finali di questa biografia:
Ci sono così tanti aspetti nella sua storia che è stato difficile decidere quali sviluppare per il libro, e c’erano centinaia di personaggi da far vivere, molti dei quali veri e propri giganti. Per fortuna ho trascorso molti anni a compiere ricerche su Enrico VIII e sulla dinastia straordinaria fortificata dal suo regno, e ho potuto basarmi su molti di quegli studi per questo romanzo.
Una cosa è certa: questo convincente romanzo storico permette di conoscere meglio la mente di un sovrano brillante, autocratico, vanitoso, intellettuale, spietato e romantico, che ha cambiato l’aspetto e le istituzioni inglesi per sempre e il cui ricordo è ancora vivissimo cinquecento anni dopo.
Stava morendo, lo sapeva. Nessuno aveva osato dirglielo; del resto, perché mai avrebbero dovuto farlo, quando predire la morte del re era considerato tradimento? Ma se lo sentiva nelle ossa, nelle carni malate e ormai smunte. Erano giorni che non mangiava. Cercò di muoversi nel letto enorme, ma neppure quello gli riuscì. Quanto tempo ancora avrebbe dovuto sopportare quella sofferenza, lui che aveva sempre aborrito la malattia e la morte?
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Enrico VIII. Il cuore e la corona
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